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LA SAGA DEI 'VEZZOLA' DI COSTARIPA. HANNO SCRITTO LE PAGINE BELLE DELLA VITIENOLOGIA

La Saga dei Vezzola. Hanno scritto le pagine più belle dell'enologia non solo gardesana.

IL CRONISTA
Non fummo fortunati nel nostro andare per vigne e per cantine, lungo la sponda bresciana del Garda che sembra terra calata dall'Eden per dare a questa magica porzione della Lombardia vitivinicola, quel tocco in più che fa da spartiacque tra le fortunose coincidenze e la predestinazione voluta dalla dea bendata.

Non fummo fortunati perché ci fu negata, per via del poco tempo disponibile, la scoperta di una delle aziende più vocate, che primeggia nell'arte di far ottimi vini, per via degli uomini oltre che del positivo terroir, che ospita le vigne anche dello storico Groppello che da invasore un tempo di ampi spazi delle regioni del Nord, sembra che si sia rinserrato in spazi più ristretti tanto che solo 47 ettari di questo specifico vitigno  si ritrovano, fortunatamente, nella Valtenesi che è cuore vegetativo del Garda viticolo che dà quei grappoli 'serrati e conici'  che immaginiamo essere simile a quello qui a fianco disegnato.

Se ci fu negata dalla fortuna questa visita preventiva al luogo dove nascono quelle splendide bottiglie firmate Vezzola, avemmo, al contrario, l'onore e l'onere che ci gratificò degustandole in giro per 'vinattieri' e mescite, e  in alcuni ristoranti non solo del Garda bresciano.
Li ricordiamo tutti i nomi e le etichette che deliziarono i nostri sensi, tutti: dalla vista per via dell'aspetto di alcuni dei generosi liquidi come il rosa delicato e quasi trasparente nel quale si intravedevano 'lampi' di 'rosa confetto' che invitavano al bere, di quel Chiaretto di Moniga RosaMara, che ci faceva riconciliare con il Chiaretto, nobilitato da un'arte di superiore qualità. 

O il rosa anch'esso leggero e tenue quasi da velo di sposa, con riflessi di ciliegia, di un altro Chiaretto  come il Molmenti, nobilitato da un mestiere che rastrema le positività di un insolito uvaggio come il Groppello, il Marzemino, il Sangiovese e il Barbera.
Poi il Mazane,  ottenuto da Marzemino vinificato in purezza, dalle cui uve il vignaiolo e il cantiniere hanno tratto le soavità di un profumo che ha la fragranza di un cesto di frutta matura nella quale si ravvisa la fragola e la marasca con intriganti sentori di viola.
O il Costaripa CampoStarne che non sfugge alla raffinata eleganza dei vini firmati Vezzola.

E via via gli altri che avemmo la fortuna di degustare e bere con frenesia e in ognuno si capivano le opere di vigna e di cantina che di stagione in stagione accompagnavano i frutti dalla terra al riposo nella cantina che diventa, per mano oltre che di Imer di quel mago di Mattia che s'è fatto nome e ha raccolto gloria e fama consolidata oltre che nella sua azienda in quella che ad Erbusco detta legge e fa supremazia specie per quanto riguarda le bollicine di Franciacorta che quasi confina con questa terra, anch'essa bresciana.

Degustammo, rimanendone ammirati proprio le bollicine, sul finire degli anni settanta, e rimanemmo incantati da tanta eleganza e tipicità nelle quali si ravvisava la freschezza e la fragranza di uno Chardonnay domato per essere principe del piacere olfatto-gustativo oltre che dell'aspetto, per  la sua bianca spuma sollecitata da un finissimo e persistente perlage. E ne avremmo ammirate di bottiglie di questa fattura uscite dalla magia di quel mago di cantina che è Mattia Vezzola.
Ma lasciamo la parola alle codificazioni di Casa Vezzola che firma una decina di vini che sono la liquida colonna sonora che canta l'inno di riconoscenza per questi silenziosi uomini che passano la loro vita a governare con grane mestiere i segreti del campo vitato e degli umori della cantina che regala agli uomini, che sanno bere bene, gratificanti razioni che sono l'essenza del meglio che la natura possa dare, e che con la buona mano dell'uomo sa dare il massimo. Diamo, dunque,  la parola a Costaripa per accennare la sua storia e i suoi frutti del quotidiano lavoro e parlare degli ottimi vini firmati Mattia ed Imer Vezzola.

IL VERBO SECONDO COSTARIPA
Sulla sponda bresciana del grande lago italiano - la più amata da Gabriele D’Annunzio - ecco Moniga del Garda con il suo castello medioevale. Sul suo territorio morenico collinare tutto rivolto a oriente già nei primi anni del 900 si coltivavano 1200 ettari di vigneto. Mattia Vezzosa - il nonno, il capostipite dei vini Costaripa, ­aprì qui la trentaduesima azienda enologica della provin­cia di Brescia (oggi se ne contano centinaia). Fu lui che si dedicò per primo a promuovere la qualità dei prodotti di quel comprensorio, che produceva già vini tipici di ottima qualità, ma che doveva mettersi al passo con i tempi e con le nuove aspettative dei consumatori.  La tradizione fu continuata da Bruno Vezzola, che si gua­dagnò nel tempo la fama di grande viticoltore e trasmi­se il suo entusiasmo e il suo mestiere ai figli, Mattia e lmer.
Da questa passione di famiglia, da queste tre generazioni dedicate alla ricerca e allo studio specifico della  della viti-enologia, sono nati dei vini di alta qualità strutturati, rotondi, armonici, di giusto tenore alcolico, che  hanno la caratteristica comune   di essere persuasivi, cioè capaci di dare una profonda sensazione di piace­volezza e di delicata pienezza.

I Vezzola sono stati i principali promotori e custodi delle tradizioni del loro territorio ma, allo stesso tempo, hanno dato impulso alla sperimentazione, all’innovazione, alla creatività. Hanno, fra l’altro, ridisegnato una delle più interes­santi tradizioni enologiche dei vini rosé, prodotti esclusivamente dal cuore di uve rosse. Cominciate nel tardo 800 da due agronomi-enologi bordolesi sul territorio di Moniga: la tecnica della “vinificazione a lacrima”, che richiede ventiquattro ore, quindi anche una notte, di attenzione costante al vino, per poter cogliere il momento magico della determinazione del colore e della svinatura del Chiaretto.  Sono nati così due vini rivoluzionari, battezzati da Costaripa “i vini di una notte”: il Rosamara e soprattutto il Molmenti, che hanno trasformato il Chiaretto in un vino strut­turato, pieno di suggestioni, persuasivo, capace dopo qualche anno di dare sensazioni uniche. Un’altra innovazione è stata quella delle uve Groppello che, dopo 700 anni, sono state reinterpretate creativamente, fino a dar vita al vino Maim, un vino apprezzato oggi in tutto il mondo. Qual è il significato di tutto questo lavoro che ha impegnato fino ad oggi tre generazioni di viticoltori? L’impegno di tre vite è servito per approfondire e valorizzare un terri­torio e un microclima più unici che rari: la sponda del lago di Garda su cui si affaccia Moniga è l’angolo più a nord del mondo in cui si coltiva­no gli agrumi e crescono viti, ulivi, cipressi, capperi, oleandri e agavi. Una terra creata, forse, per insegnare agli uomini a godersi le cose belle e semplici della vita.

I VINI PROTAGONISTI

CUVÉE BRUT COSTARIPA
Da uve Chardonnay 100% provenienti dalle zone più vocate del Garda e parte Franciacorta.
Lavorazione esclusivamente metodo Classico. La Costaripa ha iniziato tale produzione già nel 1974. COLORE: giallo paglierino con leggeri riflessi verdognoli, spuma bianca e penate persistente con fini bollicine, indice di un ottima stagionatura sui lieviti, verde di salvia e miele. PROFUMO: intenso ed ampio di frutta fresca, fragrante di mela ranetta, leggerissimo sentore di lieviti, verde di salvia e miele. SAPORE: armonico e di ottima complessità, sapido e persistente nella sua elegante tipicità.
Temperatura consigliata di servizio: 6-8° C


CUVÉE  BRUT ROSÉ COSTARIPA
Da uve Chardonnay 80% Pinot Nero 20% con spremitura comunque molto soffice del Pinot Nero (vinificato in parte in rosa e in parte in rosso). Provenienti dalle zone più vocate del Garda e della Franciacorta. Lavorazione esclusivamente Metodo Classico.
La Costaripa ha iniziato tale produzione già nel 1974. COLORE: rosa tenue di ciliegia che può raggiungere nel tempo il più classico “buccia di cipolla”, spuma bianca e perlate persistente con fini bollicine, indice di una ottima stagionatura sui lieviti.
PROFUMO:intenso ed ampio di frutta matura con netti sentori di sottobosco, vaniglia e ribes. SAPORE: elegante nella sua armonia, ampio di gusto e struttura pur mantenendo eccellente fragranza. Temperatura consigliata di servizio 6-8°

POMPEO GHERARDO MOLMENTI
Uomo di cultura, Senatore veneziano, carattere forte e determinato, sposa Annalisa Brunati, che in dote porta una splendida villa a Moniga del Garda con terreni a discendere fino alle rive del lago. In un viaggio a Bordeaux, si innamora della viticoltura di qualità. Assume due consulenti d’Oltralpe e a Moniga trasferisce nel 1896 la filosofia della ricerca. Nasce nel 1904 da una vigna di 5000 piante per Ha e allevata a Guyot.Vino che un vino, si chiamava Moniga. (vedi in allegato etichetta dell’epoca). Costaripa decide di dedicare a Pompeo Gherardo Molmenti il vino più rappresentativo della propria storia applicando una eccezionale selezione delle uve Groppello, Marzemino, Sangiovese e Barbera, e la vecchia fermentazione in botte che consente di proporre un vino Chiaretto di “tradizione”, di particolare carattere e longevità. Imbottigliato entro il Dicembre successivo alla vendemmia riposa poi in bottiglia per almeno quattro mesi. COLORE: Rosa leggero e tenue, con buoni riflessi di ciliegie mature, invitante. PROFUMO: Ampio di fiori bianchi dolci, piccoli frutti con un sottile sentore di vaniglia che intuisce il carattere. SAPORE: Di struttura avvolgente che copre l’ultimo quarto e leggerissimo di mandorla. Freschezza che stimola il bere. Eccellente la sapidità che ne rende ancor più piacevole la persistenza. Evoluzione: 2-4 anni..

VIGNETO LE MAZANE
Da uve Marzemino coltivate nell’omonimo vigneto allevato da sempre a Gouyot , vitigno poco vigoroso e poco produttivo. Vendemmia manuale con selezione in pianta, vinificato in rosso nella maniera più tradizionale. Nessuna evoluzione in botte, solo acciaio inossidabile affinché possa esprimere a pieno la fragranza e la croccantezza dei suoi profumi di frutta rossa matura. Temperatura di macerazione massimo 30° C, macerazione post fermentazione 2 settimane. Per le sue caratteristiche di tannini molto morbidi e profumi esuberanti, per il primo anno dopo la vendemmia è straordinariamente adatto ad essere servito a bassa temperatura (14-15°) in abbinamento con il pesce. COLORE:rosso rubino intenso . PROFUMO: fragrante di frutta matura (marasca, fragola) con sentori di viola , ampio ed invitante al bere. SAPORE: eccellente armonia e di avvolgente rotondità. Longevità 2-3 anni Temperatura consigliata di servizio: 13-16° C

VIGNETO LE CASTE LLINE
Vitigno: Groppello Gentile (da non confondere con il Groppellone), uve coltivate  nell’omonimo vigneto lavorato da sempre a spalliera (Archetto Gouyot bilaterale) dal caratteristico grappolino serrato, con acini molto piccoli e con buccia sensibilmente sottile e fragile, caratteristiche molto simili al Pinot Nero.
Sicuramente è il vitigno più rappresentativo di tutta la Riviera del Garda. Coltivato già in epoca romana nella conosciuta Valtenesi. Vendemmia manuale con selezione in pianta. Vinificato in rosso nella maniera più tradizionale. COLORE:: rosso rubino tendente allo scarico, con leggerissimi riflessi granati nelle annate più importanti. PROFUMO: intenso di erbe, germogli di vite, salvia e mele cotogna. SAPORE: armonico ed elegante tipico delle uve Groppello, buona persistenza e sensazione retrogustativa. Produzione per Ettaro 90 q.li di uva- 55 hl di vino. Longevità: 2-3 anni.Temperatura consigliata di servizio l4-16° C.

CAMPO DELLE STARNE
Vitigni: Groppello Gentile, Marzernino, Merlot, Cabernet Souvignon, uve selezionate in alcuni dei nostri vigneti, confinanti il Monte delle Monache in località “La Costa” in Moniga, vigneti allevati da sempre a spalliera (Archetto-Gouyot bilaterale). 11 nome Campo delle Stame prende origine dalla località che da sempre ha visto nostro Padre, cacciatore di tale nobile “penna”. La convinzione di trovare la possibilità di una ottima beveribilità, abbinata ad una buona possibilità di invecchiamento in bottiglia, ci ha portato a proporre questo uvaggio. COLORE: rosso rubino carico. PROFUMO: complesso di fiori e frutta di sottobosco (more, lamponi), ampio e di ottima intensità. SAPORE: eccellente nell’armonia, buona struttura e spalla, completo nella sensazione gusto-olfattiva con note di marasca e frutta cotta. E’ sicuramente un vino che ha possibilità, per una eccellente evoluzione durante l’invecchiamento in bottiglia.Produzione per Ettaro: 90 q.li di uva-55lt di vino. Longevità: 4-6 anni

LUGANA
La zona di produzione è quella del versante meridionale del Lago di Garda nella provincia di Brescia, comprendente una piccolissima parte della provincia di Verona. Vitigno: Trebbiano di Lugana. Le caratteristiche del terreno di buona fertilità pone la vigna (in caso di produzione ridotta) di dare origine a vini di grande bouquet e ottima struttura, anche se provenienti da vitigno Trebbiano. La tecnologia è quella della più tradizionale vinificazione in bianco.
COLORE: giallo paglierino con leggeri riflessi verdognoli tendente al giallo leggermente dorato con l'invecchiamento. PROFUMO: fragrante ne i più delicati sentori di mela e pera poco matura. Elegante ampio e di buona intensità. SAPORE: sottile e di buona completezza quasi croccante nella sua piacevolezza al bere, buona sapidità e freschezza ed eccellente persistenza. Produzione per Ettaro 95 q.li di uva-55 hl di vino. Longevità: 2 anni.Temperatura consigliata di servizio 10-12 ° C.

ROSA MARA (Chiaretto di Moniga)
“il vino di una notte”

Vitigni: Sangioveto, Groppello, Marzemino e Barbera coltivate nei nostri vitigni nelle migliori esposizioni rivolte a lago, raccolte a completa maturazione esclusivamente nel Comune di Moniga. La tecnologia è rappresentata dalla vinificazione a lacrima, cioè l’utilizzo del puro fiore attraverso lo sgrondo statico quando è appena iniziata la fermentazione; questo senza nessuna spremitura ne torchiatura. la resa di uva in vino non supera il 55%. COLORE: leggerissimo di rosa confetto caratteristico di una sofficissima lavorazione e bassissima resa. PROFUMO: Invitante, ampio ma nello stesso tempo sottile nella più verticale eleganza. Leggero di fiori di biancospino, di amarena e melograno. SAPORE: Armonico che sollecita tutto l’apparato gustativo di ottima persistenza e sapidità. Retrogusto leggerissimo di mandorla amara, sensazioni uniche tipiche e caratteristiche dei nostri terreni e dei nostri microclima. Produzione per Ettaro 85 q.li di uva-46 hl di vino Longevità: 2-3 anni. Temperatura consigliata di sevizio 10-12° C.

MAIM
Il  Groppello è un vecchio vitigno presente già neI 1250 in un ampio territorio che comprende la VaI di Non fino a Massa Carrara. Oggi a distanza di più di 700 anni ha trovato la sua ‘vocazione’ sul Lago di Garda in Valtenesi dove ne sono rimasti appena 47 Ha. Il nome deriva certamente dalla forma del grappolo “serrato e conico”. E’ una qualità poco resistente al freddo, preferisce esposizioni a mezzogiorno e ben ventilate, ama i terreni argillosi, calcarei e di buona fertilità: per questo è coltivato preferibilmente nelle zone pedecollinari. Gli acini si presentano piccoli, rotondi dalla buccia sottile di uno splendido colore blu-nero. Produzione media per Ha 35 Hl. Ne viene un vino importante, quasi aromatico, ricco di acidità e di tannini per questo può vivere a lungo. Spinti dalla convinzione e dal desiderio di non “estinguere” questo patrimonio storico COSTARIPA per prima ha raccolto la sfida della sua “rinascita” e dal 1990 ha deciso di considerare in tutti i suoi aspetti il Groppello esclusivamente come un grande vitigno. Vinificato nella più consolidata tecnologia volta alla valorizzazione del “territorio”. Maim è evoluto in piccole botti di rovere per almeno 12 mesi. Imbottigliato nella seconda primavera successiva alla vendemmia riposa poi in bottiglia per affinamento almeno 10 mesi. COLORE:Rosso Rubino, vivace, leggero nella concentrazione. PROFUMO: Apre intenso di viola. di frutta ben matura e di sottobosco a bacca piccola, rotondo nelle spezie, equilibrata sensazione di pietra focaia, suadente. SAPORE: di eccellente equilibrio con tannini dolci, ampi che supportano il velluto e la gentilezza tipica della varietà. Completo il sapore in ogni sua parte con leggere e fresche note che sostengono la riconosciuta longevità. EVOLUZIONE: 5-8 anni.

VIGNETO PRADAMONTE
Vitigno 90 % Cabernet Souvignon, 10 % Merlot, coltivato su un terreno argillo-calcareo, ricco e di buona profondità. a tecnologia di produzione è quella tipica borgognotta, riveduta dalla Costaripa in relazione alla pianta, fermentazione ed evoluzione totale in legno per almeno 12 mesi Imbottigliato nella seconda primavera successiva alla vendemmia; quindi alcuni mesi di affinamento in bottiglia. A seconda delle annate la commercializzazione avviene nel secondo inverno o nella terza primavera successiva alla vendemmia. COLORE: rosso rubino intenso. PROFUMO: Complesso di notevole intensità olfattiva e persistenza, netto sentore di marasca, lampone, frutta cotta e vaniglia, che caratterizzano il vitigno nella tecnologia adottata. SAPORE: di grande spessore, spalla ed armonia, forza e velluto. Longevità: 6-8 anni. Temperatura consigliata di servizio 16-17° C