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TRE NOTIZIE IN UN SOLO COLPO REDAZIONALE: DA FEDAGRI-CONF-COOPERATIVE

BRUNI (FEDAGRI-CONFCOOPERATIVE): ALLARMANTI LE DICHIARAZIONI DI FISCHER BOEL SUL TABACCO

 In riferimento alla netta presa di posizione del Commissario europeo all’Agricoltura Mariann Fischer Boel che oggi ha escluso qualsiasi possibilità di inserire il tabacco nella discussione in corso sull’Health Check della Pac, il presidente di Fedagri-Confcooperative Paolo Bruni (nella foto) commenta: “Si tratta di affermazioni allarmanti, poiché negano di fatto la possibilità di completare un processo virtuoso intrapreso dall’intera filiera del settore dopo la riforma del 2003”.

 “La nostra richiesta - ribadisce Bruni - rimane quella di prorogare il regime di accoppiamento parziale in corso o di prevedere una sospensiva rispetto alla normativa attuale, con l’obiettivo di ricomprendere anche il tabacco nel quadro delle decisioni sul futuro assetto della Pac dopo il 2013”.  “Vorremmo evidenziare – ha concluso Bruni – come il periodo transitorio sia stato utilizzato dalla filiera europea del tabacco per dare al comparto un assetto in linea con gli standard qualitativi di un mercato esigente come quello europeo. La razionalizzazione avviata e tuttora in corso non è stata indolore per la filiera del tabacco, sotto il profilo produttivo, sociale ed economico e ha creato i presupposti per continuare a produrre tabacco di qualità per il mercato. Per questo assicureremo il nostro impegno per il futuro del settore”.  

 FEDAGRI-CONFCOOPERATIVE: DA UN AUMENTO ECCESSIVO DELLE QUOTE LATTE POSSIBILI RICADUTE SUL PREZZO 

“Temiamo che un aumento eccessivo delle quote latte possa concorrere a deprimere ulteriormente nel nostro Paese il prezzo del latte, già oggi in forte calo rispetto agli scorsi mesi”.   Così il Presidente del Settore Lattiero-caseario di Fedagri-Confcooperative, Tommaso Mario Abrate, commenta le dichiarazioni della Commissaria Europea all’Agricoltura, Mariann Fischer Boel che, durante la sua audizione a Montecitorio, ha prospettato un aumento complessivo della produzione del 5%di latte nei prossimi 5 anni, con la possibilità di un aumento di quote differenziato per il nostro paese. “Confidiamo pertanto che il Ministro Zaia ponga il massimo equilibrio nell’attuazione della riforma del settore, concedendo in primo luogo gli aumenti, così come previsto dalla Legge nazionale di riferimento, ai produttori di Quota B tagliata e a quelli che hanno rispettato la normativa. Noi restiamo disponibili a fornire il nostro contribuito per una riforma giusta ed equa”. 
(Nella foto sopra: Il Minstro Zaia con il Presidente di Fedagri-Confcooperative,  Bruni)

VINO NOVELLO: FEDAGRI STIMA AL RIBASSO...

Vino Novello: Fedagri stima al ribasso (- 12%), la produzione 2008, con 13,5 milioni di bottiglie commercializzate
Saranno complessivamente 13,5 milioni di bottiglie, secondo le stime del settore vitivinicolo di Fedagri-Confcooperative, le bottiglie di vino novello della campagna 2008. Una cifra inferiore ai 14,9 milioni del 2007 e ai 18 del 2002, anno in cui la produzione di vino novello ha fatto registrare il valore più alto in assoluto dal 1987.

Il fatturato stimato del 2008 sarà di 68 milioni di euro, ma il calo degli ordinativi testimonia che anche il comparto vitivinicolo nazionale risente della crisi economica e finanziaria che da tempo persiste nei mercati mondiali e che si sta già ripercuotendo sui listini dei vini e quindi sui prezzi delle uve all’origine.
In base ai primi dati provenienti dalle cooperative associate Fedagri, che rappresentano il 35% della produzione di novello, il calo della produzione si attesterebbe intorno ad un -12%. Il Veneto con 5 milioni di bottiglie si conferma al primo posto tra le regioni produttrici, seguite da Toscana, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna.
“Si tratta” -  spiega il presidente del settore vitivinicolo di Fedagri Adriano Orsi – “di una congiuntura negativa che probabilmente non finirà nel breve periodo ed avrà ripercussioni maggiori nelle aziende sovradimensionate (che non hanno economie di scala sufficienti per ottimizzare i costi di produzione) e in quelle che risultano fortemente dipendenti da mercati come l’Italia, la Germania e gli Stati Uniti, che nel tempo non hanno differenziato i propri canali di vendita. Il settore vitivinicolo ha bisogno di nuovi impulsi verso l’aggregazione dell’offerta ma anche di innovative strategie di promozione e comunicazione per sostenere il consumo interno e per trovare quote di mercato in Europa e nei Paesi Terzi”.

Il primo produttore di vino novello in Italia è il Consorzio CAVIT di Trento con 862.000 bottiglie, seguito dalle Cantine dei Colli Berici (Veneto) con 450.000 bottiglie. Rientrano nella “Top 20” dei 300 produttori di vino novello in Italia anche la Cantina di Soave (200.000 bottiglie), il Consorzio CAVIRO (140.000 bottiglie) e le Cantine Banear del Friuli Venezia Giulia (130.000 bottiglie).