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LA GLOBALIZZAZIONE:

 Seguo da sempre. Ormai quasi ogni giorno l’andamento dei mercati – attraverso ISMEA della quale abbiamo inserito il Link - che interessano un po’ anche al nostro Osservatorio. Anche su Ismea avevamo letto – a prpoposito dei prodotti ortofrutticoli - che si assisteva ad “un ridimensionamento dei listini (s’intende al primo giro commerciale, chissà poi nei luoghi dove il consumatore acquista ) oltre che per l’aumento dell’offerta…ma soprattutto per la qualità non sempre ottimale della qualità del prodotto”.

Ho voluto vedere, o meglio provare sul campo, se era vero quello che alcuni nostri lettori lamentavano a proposito, ad esempio, della qualità della frutta fuoristagione, specialmente quella che arriva da ‘lontano’.
C’eravamo accorti anche noi, nel momento che abbiamo riattivato BORSASPESA, facendo un salto in alcuni mercati, supermercati, e negozi di frutta.
Siamo andati nei supermercati o negozi dove va la gente comune, ma anche alcuni locali che per non eccedere nello stoccaggio, spesso acquistano al vicino supermercato quello che serve per la giornata, ne abbiamo le prove.

Abbiamo acquistato presso quattro postazioni commerciali; Super e negozi di vicinato o fruttivendolo, alcune tipologie di frutta, ma eravamo interessati, viste le lamentele, alle pere, qualche tipo di mela. e le pesche noci. Abbiamo avuto la sorpresa, specie in uno dei primi test, su una quarantina di pezzi (frutti) e abbiamo avuto un’amara sorpresa: Il 45% dei frutti, apparentemente sani, anche se non vivissimi, nel senso dell’aspetto esterno, dopo due o tre giorni, nonostante il mantenimento in situazione ottimale, l’aspetto esterno sembrava ancora intatto. Abbiamo  tagliato sia le pere, le pesche noci, e qualche mela. Le pere sono state le più degradate, fino ad essere per molti pezzi, non più commestibili. Avevamo infatti avuto, di recente conferma dal direttore di un Grande Supermercato, che è tra i migliori d’Italia, che non esponevano più alcuni tipi di frutta, specie le pere che avevano dato una brutta riuscita. Noi l’abbiamo provate nel nostro OIFB TEST CENER, fuori non erano male i singoli frutti, dentro hanno presentato un degrado che ci ha costretti  a gettare nella ‘ruvera’ - come dicono a Milano - la maggior parte dei frutti e pensare che le pere, ad esempio costavano circa mille  delle vecchie lire, cadauna.

 Vedere le immagini e giudicare la situazione. Molti di questi frutti venivano dai mercati lontani. Abbiamo ricevuto nel frattempo centinaia di e mail, che lamentavano questa situazione.

 E’ proprio vero che la globalizzazione dà respiro a molte economie ma si vede che non ha un salutare ‘alito’ per rendere i frutti commestibili e garantiti per qualche giorno, o solo poche ore, dopo l’acquisto.

Questa situazione, comunque, è anche colpa della nuova tendenza dei consumatori, specie nel settore ortofrutticolo che vogliamo disponibili, e li acquistamo, frutti e verdure, che non hanno un ciclo naturale come un tempo, ma per via traverse durano, o sono presenti sul mercato nell’arco dei 12 mesi…ne pagano le conseguenze gli ignari consumatori, spesso con grave disappunto e immagine di molti luoghi dove sono venduti. 
Coloro che desiderano - a tutti costi - la ‘rarità’ fuori-stagione, rischiano di loro. Per non parlare di alcune fantomatiche marche di banane, se ne potrebbero scrivere delle belle.
Faremo d’ora in poi delle incursioni sui display e acquisteremo ciò che ci sembra, dal punto di vista della qualità, non solo fuori-stagione, ma fuori corso…per via del degrado…e ve lo racconteremo.