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Il Regale Tempio dei Lunelli

Chi me lo avrebbe fatto sognare…che un giorno, anziché passar per caso, avrei incontrato un nobiluomo con un grande mestiere, che pur senza avere un passato storico, di regale nobiltà, tuttavia, nella mia mente, che prima di diventare scrittore, giornalista, e giramondo, avrei, quasi per caso, trovato sulla mia strada, questo nobile signore che, anziché menar vanto di essere nato in un castello della ricca Terra di Champagne, si accontentava di “rubar” il mestiere, ai grandi principi delle vigne, che hanno in Terra di Champagne, e Lui per essere nato in terra trentina, dove per caso, io terragno…approdai giovane aviatore, ma già sulle orme di chi aveva scritto storie sul vino e per il vino, e per curiosare tra vigne, masi e cantine, e poter narrare di vigne, di vinai, e di vini splendidi, accontentandomi, per essere nato contadino, e ‘biascicare’, come fanno, spesso i toscani, se a volte rozzi e campagnoli, trangugiano o masticano cibi  che son robetta da due soldi. Così io, per non far brutta figura, non tentai d’essere esperto e navigato, anche se a volte fu la fortuna o il caso, a mettermi in contatto con chi, non avrei mai sognato di inciampare, per strade a me sconosciute o vietate. Infatti, ebbi la fortuna di imbattermi, per magia, in un’occasione rara, a Milano, col Principe di Polignac, tanto che poi mi chiese di andar suo gradito ospite, nella suntuosa dimora, dove accanto alle vigne produce bollicine eccellenti e rare. In realtà, essendo io nato contadino, mi piacque, che solo per caso, in quel di Ravina, io ancora giovane, avevo conosciuto, il distillatore Cappelletti che mi confidò, che aveva una certa conoscenza con i Lunelli, essendo la sua distilleria quasi  confinante,  con il  Regale Tempio dei Lunelli, dove son facitori di vini ottimi, e che hanno vigne nei celebri Masi, dove raccolgono….fortunati loro, uve di razza trentina, con nomi che sanno anche di lingua francese, come lo Chardonnay, che è uva di nobile e sublime succo, tanto che ora se ne fanno millanta e millanta bottiglie che sono di pari qualità, e, in qualche caso, anche migliori di alcuni Champagne.

Mi meraviglio, poi, ad osservarli, quando raccolgono, sui filari, i grappoli preziosi, gravidi di acini succosi, che si alimentano da radici allignate, ma non per caso, in quella terra che adoro, non solo per li vini boni e alcuni rari, ma anche per i Lunelli, tutti, con la  loro grazia e civiltà, innata per secolare eredità. D’altronde vederli i loro avi, celebri e celebrati…e gli altri del Gruppo di Famiglia che ormai sono eredi di tanta civiltade…anche se i giovani, sono già adusi a menar vanto, senza prosopopea, nel reggere le sorti, oltre che per l’arte di fare enologia di classe, che oltre al lavoro in vigna e in cantina, hanno grande mestiere, di alta scuola, nel comunicare il verbo, e gli accadimenti, che si succedono, di stagione in stagione, che con severo mestiere loro prodigano, come fosse religiosa dottrina, tanto da non scoraggiarsi, se a volte, in qualche stagione, non aggradano i faticatori che manifestano sempre, orgoglio e vanto, anche per via del tempo, che in rare volte può  infierire con il clima bizzoso, che un negativo andamento delle ore e dei giorni, oltre che dei mesi, non compensano….grati alle fatiche, che sempre…affrontano gli uomini e le donne…che mi onoro di riprodurre in calce…non per mio vanto, ma per dare a loro un Grazie di cuore…Li ammiro anche per quel grado di nobiltà meritata, per le tante opere che i Lunelli hanno saputo far salire, con modestia, sul trono, che solo ai grandi poi…gli sarà meritato il giusto ricordo, anche sul grande libro che tiene il tempo, senza ingiallire, e neanche rimanere nascosto, sotto un velo di polvere…della dimenticanza umana.