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DISTILLATI DI RAZZA: WHISKY & C.

Avanti tutta, comunque, nel mare universale dei consumi, per questo severo e collaudato distillato di cereale che pur con alti e bassi, mantiene la sua immagine fidelizzando milioni di amanti del bere forte e deciso, sotto tutte le bandiere e sotto tutti meridiani e paralleli, con rare eccezioni.
In Italia, stando agli ultimi confidenziali dati, desunti dall’importato e dal rimasto in stock, i consumi si sono attestati intorno ai 4 milioni di bottiglie e non è poco se pensiamo che nuovi protagonisti liquidi si sono affacciati prepotentemente nello scenario rappresentato dai locali trendy, della sera, della notte, dei pub classici, con un nuovo modo di approcciare i prodotti etnici come rum, tequila, chacaça, ed altri.

 Le proposte di Whisky o Whiskey, provenienti dalle varie culture (scozzese, irlandese, americana, canadese) sono tali da lasciare margini di scelta, non solo agli esperti degustatori o bevitori di questo distillato di cereale, ma anche ai neofiti apparsi sulla scena in quanto frequentatori abituali degli emergenti locali serali o della notte in genere, dove sono privilegiate alcune marche, ma sarebbe più esatto dire alcuni specifici prodotti, come quelli più indicati sia per il bere miscelato sia per il bere liscio.

Ad esempio Jack Daniel’s, preferito da molti per il miscelato, come quote volume domina nei locali serali con oltre il 26% dei consumi, seguito da Glen Grant, Jameson, Bushmills e Clan Campbell, senza distinzione del livello qualitativo del luogo dove questi si consumano. Nei locali altovendenti è invece Glen Grant, con il 19% circa a capeggiare la classifica, seguito da Jack Daniel’s, J&B, Ballantine’s, e Chivas Regal.

Se questi sono i marchi che nelle varie situazioni si contendono i primi posti nelle percentuali almeno in alcune tipologie di locali, per momenti e modi di consumo specifici degli stessi, esistono altre decine di marchi e tipi di Whisky che hanno posizioni ottime e nicchie di mercato di grande interesse, a dimostrazione che c’è posto per tutti nel variegato cosmo dei consumi, per la nascita di locali innovativi e il consolidamento di quelli tradizionali.

Se nei locali tipo pub o similari dove la birra, specie con alcune marche o stili, rappresenta sempre la voce più importante per il consolidamento del fatturato dei titolari dell’esercizio, tuttavia da qualche anno e sempre più con una certa crescita, si affermano i consumi di nuovi spirit.

 Non è però ancora definitivo e irreversibile il giudizio su quali siano le tipologie di Whisky più adatte a penetrare culturalmente l’universo dei pub e dei locali assimilati, dominati generalmente dalle birre più apprezzate dai giovani e non solo da questi, diventate sinonimo del bere in questi locali. Trovano un’ampia e positiva risposta i single malt, ideali per il bere alto, specie nei pub, dove etichette come Lagavulin, Talisker, Oban, Dalwinnie, Gragganmore e Glenkinkie, espressione della cultura di single malt, o il celebre Glen Grant Pure Malt, come pure le varie proposte Bowmore con i suoi Islay Single Malt o l’Auchentoshan Lowland Single Malt. Il The Glenrothes Single Speyside Malt, il Glengoyne Single Highland Malt, l’Irish Whiskey The Triconnel Single Malt, il The Balvenie DoubleWood Single Grain, il Glenfiddich Special Reserve Single Malt, il Bruichladdich Islay Single Malt, o le selezioni Samaroli e Mon sia per quanto riguarda alcune rarissime etichette di Bourbon che di Single Malt. Ma anche i grandi blended hanno un loro spazio, non certo marginale, anche nei locali della sera e della notte.

Una scoperta non datata, ne tantomeno ovvia è certamente quella dei Bourbon, ne abbiamo parlato a proposito di Jack Daniel’s, ma ne esistono anche altri, magari meno diffusi ma di grande prestigio come ad esempio i Bourbon di Moon rari e pregiati. Quindi questo distillato con alcune marche, e nelle varie tipologie, non solo mantiene le posizioni acquisite ma tenta di ritagliarsi nuovi spazi in percentuale, anche se sarà difficile registrare, almeno per ora, i picchi positivi di crescita, di alcuni anni fa.

A tenere in posizione il consumo di Whisky non sono soltanto alcuni classici del bere miscelato, che affidavano e affidano ancora al Bourbon, allo Scotch e all’Irish la parte di protagonisti. Questo distillato, infatti, si propone e viene richiesto anche come liquida razione ‘liscia’, sposata eventualmente con un po’ d’acqua delle Highland o un cubetto di ghiaccio, che non profanano la sostanza, d’altronde solo i puristi lo consumano puro.

Per quanto riguarda i consumi nei locali della sera e della notte è il momento degli emergenti ‘spirit’ etnici, chiari o ambrati, che contendono da anni il primato nei calici dei bevitori-degustatori raffinati. Molti di questi, però, consumano anche Whisky, e sanno distinguere tra le tantissime proposte, scegliendo, in base al momento di consumo e alle particolari voglie o fantasie, alcune etichette, spesso sconosciute alla massa dei consumatori. Si tratta di etichette particolari che rappresentano una percentuale molto bassa come volume ma che hanno un riconosciuto valore intrinseco, apprezzato dai più esigenti. Non a caso, esistono aziende che selezionano il prodotto all’origine, scegliendo la botte o la riserva specifica, facendolo imbottigliare e importando in esclusiva, quel determinato prodotto che è frutto di una severa scelta a monte.
Si tratta di prodotti di altissimo livello, certamente non popolari come prezzo, ma che entrano come prodotto di nicchia anche in quei locali, non esclusivi di grandi esperti bevitori. D’altronde sono alcuni prodotti di nicchia che fanno immagine, gratificando anche il consumatore neofita.
Se Jack Daniel’s è la riprova che il Bourbon sta entrando nelle preferenze soprattutto dei giovani consumatori e non solo da noi, visto che per la sua leggerezza, per il gusto decisamente secco, con un aroma tutto particolare Jack Daniel’s ha molti estimatori in tutto il mondo, non possiamo, però, non volgere lo sguardo al fascinoso mondo dei ‘pure malt’ scozzesi e dei favolosi blended, celebri e apprezzati da un numero elevato di consumatori. La penetrazione sul mercato la si deve in parti uguali al messaggio promozionale che li ha fatti conoscere e al rapporto tra qualità e prezzo. Esistono poi dei blended con prezzi più sostenuti, meritatamente, vista la qualità, rispetto ai più comuni.

Si registra la presenza in molti locali della sera e della notte, di Whisky più conosciuti e popolari. Chi non conosce, infatti, Chivas Regal, The Famous Grouse, Johnnie Walker Red label e Black label. Il primo risulta, salvo variazioni sopravvenute nel frattempo, tra i più venduti al mondo, ma si assiste a continui mutamenti, per il sopravanzare spesso non previsto di altri marchi, i cui prodotti specifici, per la loro propensione ad essere facilmente interpretati anche da un pubblico non ancora smaliziato o esperto, entrano tra le referenze che più si consolidano nel mondo dei locali, tipo pub.
Anche se sono presenti sul mercato i classici Scotch, gli Irish, i Rye Bourbon, i Tenessee Sour, e qualche rara etichetta Suntory, sono gli scozzesi con le loro numerose distillerie e con centinaia di etichette a dominare la scena del nostro mercato. Se abbiamo detto che sono i bar in generale e i locali della sera, i trendy e gli innovativi a vedere i più alti consumi, contrastando con fatica la supremazia degli spirit etnici, esistono molte etichette, alcune rare e sconosciute ai più che trovano spazio come protagonisti di solitarie bevute ispirate al culto del meditare bevendo. Dunque, nonostante qualche piccolo cedimento che si registra specie in alcuni luoghi di consumo, e per particolari tipologie di Whisky, questo distillato che parla inglese in tutto il mondo è vivo e vegeto e resiste bene, e in alcuni casi benissimo.


Ad andare forte sono soprattutto le marche più reclamizzate. Ma vanno forte, anche se con limitati volumi, alcune nuove proposte. Si tratta di farle conoscere e apprezzare, specie in quei locali, che per la loro immagine consolidata dal tempo e dalla tradizione, sono frequentati da chi in partenza li sceglie per una determinata proposta, che si è affermata, se non come l’unica, certamente la più richiesta.

Si tratta di far conoscere il variegato mondo del classico distillato di cereale - sia Scotch o Irish, Bourbon o Canadian - a quei clienti consumatori che si possono considerare neofiti o timidi consumatori del distillato, che deve essere proposto nel modo giusto richiesto dal particolare momento e modo di consumo.