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SPECIALE TEST PER TRE VINI DI 'BORGO MAGREDO' (FRIULI-GRAVE)

 Parlare di Borgo Magredo, facendo riferimento, come è  naturale, all’appartenenza di questa alla zona di Grave del Friuli, vocata ed eletta per dare origine a vini di una certa importanza oltre che per la severità delle lavorazioni: dalla vigna alla cantina, per le risultanze organolettiche strutturali e sensoriali, che apprezzammo fin nel lontano autunno del 1970, una Doc fresca del riconoscimento ufficiale, ma pur sempre burocratico, quindi come tale non sufficiente a garantire la qualità assoluta del vino ‘protetto’ e non completamente garantito nelle qualità reali.

 Ci appassionammo a questi vini, rossi o bianchi, il colore non sempre determina razzistiche valutazioni, poiché non si può paragonare freddamente un Rosso Merlot o un Cabernet Franc ad un Pinot Grigio o un Sauvignon, partendo da un riferimento ‘quantitativo’ di emozioni sensoriali che si rifacciano ad un codificato test di burocratica e quindi fredda considerazione, tagliando fuori singole emozioni, che ogni degustatore prova, indipendentemente da ciò che ufficialmente viene redatto.





 Ho ricordi vivissimi, di quando ancora giovane, aviatore presso lo Stormo Nato di Aviano, si era nel 1953, fui ospite di un ‘furlano’ purosangue vignaiolo appassionato, ancora smaliziato, non condizionato dalla competizione o dalle false informazioni di una letteratura partigiana, che mi fece provare, nel fresco della sua cantina, spillati al momento dalle botti, un Merlot e un Sauvignon, che lui insisteva a chiamare col nome della sua vigna.
Ricordo, anche se offuscati dal tempo e dalla fallacità della memoria usurata, i profumi caratteristici di quella ‘cultura’ enoica che mi ricordavano pagine di letteratura ‘disponibile’ ma non servile  verso il fascino corruttore del vino come
liquida colonna sonora di una storia intrigante e sensuale.
Non sono riuscito, in tempi recenti a ritrovare il bandolo della matassa che mi aveva portato vero Spilimbergo ad essere ospite di quel ‘furlano’, vignaiolo e cantiniere un poò sui generi ma che aveva vini che mi avevano intrigato a tal punto che iniziai ad interessarmi del vino e della gente del vino, da quasi mezzo secolo.
 A proposito di quei vini (Sauvignon e Pinot Bianco o Grigio, non ricordo bene) non conoscevo quella freschezza, quell’armonico insieme, quell’essere secco e nello stesso tempo pieno di sottili risvolti tanto che il palato, non abituato a si nobili sensazioni rimase affascinato e coinvolto.

Ma fu nel degustare un rosso rubino Merlot, che immaginavo rustico e sgraziato, che al contrario risultò imprevedibile e quindi magistralmente complice di emozioni sottili, che compresi di dover far scuola prima di giudicare un vino e soprattutto le variegate anime di questi tanti liquidi nettari che che potrebbero ‘confondere’ anche la mente di navigate deità pagane abituate a ben altre prove.

 

 Mi ricompare di recente lo scenario vitivinicolo della zona di produzione Grave, tanto che per far diario fresco e non condizionato né condizionante, mi atterrò alla cronaca, emotiva, magari per via del coinvolgimento sensoriale nel degustare tre vini scelti dalla mia redazione, per dar testimonianza di come questa zona, per merito di piccole e grandi realtà vitivinicole (nel senso dei volumi prodotti), possa fregiarsi di patria eletta per nuovi e grandi interpreti poiché molti dei vignaioli di oggi forse non esistevano quando, costretto dagli impegni di lavoro, ‘volavo alto’ sui cieli del Friuli nella zona ad occidente di Udine.

Tre vini, ho annunciato, scelti tra alcuni prodotti di Borgo Magredo, in attesa magari di parlare di altri vini e di altri produttori o zone dello stesso Friuli che è miniera dorata per tante denominazioni e tipologie di preziosi vini.

 

 

  Sappiamo, e lo sanno in molti, che la qualità reale o percepita di un vino dipendono innanzitutto da alcuni fattori che nominiamo senza preventiva classifica d’importanza o condizionamento. Già il territorio della Grave, collocato nella zona attraversata dal Tagliamento, ma anche da altri fiumi minori come Meduna e Cellina compresa tra due province di Udine e Pordenone, oltre ad essere beneficiata dal clima lo è soprattutto dalla ricchezza del suolo che vanta depositi di materiale calcareo-dolomitico, che le acque dei fiumi hanno trascinato nella pianura il cui terreno che ospita i vigneti  è formato da un ricco e benefico strato alluvionale.
 Descriviamo in breve la posizione di Borgo Magredo, l’azienda che ha prodotto anche i tre vini presi in esame dal nostro intervento-test.

Atteniamoci quindi alla letteratura ufficiale della stessa Azienda per fare il quadro dell’habitat che la ospita e le sue potenzialità produttive.
"L'Azienda Borgo Magredo, situata nelle Grave del Friuli nel comune di
Spilimbergo, fu acquisita dalla Genagricola nel 1973. La denominazione Borgo Magredo deriva da un antico insediamento medioevale posto sui terreni aziendali.
I vigneti dell’Azienda si estendono su una superficie di 87 Ha in un terreno denominato ‘i magredi’, costituito da sassi di fiume trascinati a valle da torrenti alpini. (Nella foto, un angolo della Redazione Tecnica di OIFB, con annesso angolo dei test)
I magredi costituiscono un particolare m icroclima, infatti il calore sviluppato dalla superficie sassosa sale durante il giorno verso le vicine Alpi generando un vortice termico con un riflusso di aria fresca notturna, di fondamentale importanza per preservare gli aromi delle uve.
Il progetto Borgo Magredo è nato per esplorare il potenziale qualitativo dei vini di quest’area, interpretandone in modo rigoroso le caratteristiche
varietali e proponendoli sul mercato con un favorevole rapporto qualità/prezzo.

I DATI DELL’AZIENDA BORGO MAGREDO

Azienda Agricola Borgo Magredo - sita in Tauriano di Spilimbergo (PN), nel cuore della   zona  Grave del Friuli DOC -  di proprietà   Genagricola S.p.A. -
Anno di fondazione   1973.
Ettari vitati   87.  Tipologia vitigni coltivati:   Pinot Grigio, Sauvignon, Chardonnay, TocaI Friulano, Cabern et Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Pinot Nero, Refosco dal Peduncolo Rosso, Pinot Bianco, Prosecco.
Posizionamento vigneti: Pianura 
Enologo: En. Luca Zuccarello; Consulente Dott. Donato Lanati. Sistema di allevamento e potatura: Guyot 30% Casarsa 40% Sylvoz 30%.
Numero di ceppi per ettaro.   Da 4.000 a 5.000.
Tipo di terreno:  ‘I magredi’ (sassi di fiume).
Totale bottiglie prodotte:   750.000.
Vini prodotti:
Vini Bianchi:   Chardonnay, Tocai Friulano, Pinot Grigio, Sauvignon.
 Vini Rossi: Merlot, Cabernet Sauvignon, Refosco, Pinot Nero·
Vini frizzanti: Prosecco, Le Blanc ­ Pinot Bianco.
Spumanti: Prosecco Riserve:  Braida Gaia (100% Pinot Grigio), Vigna Meduna (60% Pinot Grigio e Chardonnay), Prà dei Fiori (100% Pinot Nero), Moral (60% Merlot, 40% Cabernet Sauvignon)

 
CRONACA E FILOSOFIA DEL TEST
I vini presi in esame: Pinot Grigio, Sauvignon e Merlot, firmati 'Borgo Magredo'. Il test si è realizzato con il metodo ‘a campo aperto’, che viene attuato seguendo le procedure ormai consolidate, stabilite dall’Osservatorio.
Una prima prova è stata eseguita presso la Redazione di OIFB, alla quale hanno partecipato, oltre a tre componenti fissi dell’Osservatorio, anche cinque ‘consumatori’ specializzati scelti tra i clienti-consumatori di un locale, selezionati in base alla loro attitudine a discernere la qualità reale o percepita, in quanto abituali consumatori, sia in privato, sia come clienti abituali di locali pubblici da loro frequentati scelti come riferimento dalla redazione OIFB. Mentre la prova interna, viene effettuata in un’unica soluzione, i test ‘a campo aperto’ avvengono in un locale prescelto, che è riferimento abituale dell’OIFB, e  sono diluiti nel tempo, in quanto sono coinvolti solo alcuni clienti, scelti dal titolare, tra i più acculturati e  capaci di discernere qualità e sostanza dei vini, ai quali viene chiesto di degustare un determinato vino, comunicandogli tipologia e specifica etichetta, per redigere poi all’istante una breve scheda con i giudizi e relativo punteggio, con nota riassuntiva.
Le schede al termine dei testi ‘liberi’ sono state esaminate, e i dati sono stati estrapolati per formare una media delle valutazioni dei vari ‘consumatori’ coinvolti, e confrontata con i dati ufficiali delle schede del ‘panel OIFB’ per valutare l’affidabilità complessiva prima di determinare una  valutazione riassuntiva ed oggettiva delle caratteristiche organolettiche dei singoli vini. Il giudizio finale ‘numerico’ rappresenta, in base alle nostre esperienze, ‘la sensazione che un consumatore, provetto, quindi esigente e acculturato (anche se non degustatore specializzato) ha ricavato nel suo informale approccio-degustazione. Giudizio che può rappresentare, con marginali variazioni, quello di un target interessante nel variegato panorama dei consumi di vino sia ‘in casa’, sia nel ‘fuoricasa’.

 

IL PUNTO DI AQL

"
Non ebbi la fortuna, al mio primo incontro con la zona Grave del Friuli, di scoprire vini simili a quelli degustati in questa tornata, che fanno riferimento ad una realtà vitivinicola, forse non ancora in auge in quei lontani anni '50, quando provai emozioni forti nel bere alcuni vini, soprattutto bianchi, ospite di vignaioli e cantinieri per lo più sconosciuti.
 Che dire di questi tre campioni, se non che sono liquida testimonianza di una cultura ormai consolidata per via delle quotidiane fatiche, divise tra vigna e cantina che gli uomini di Borgo Magredo affrontano, a vari livelli e competenze, per garantire il massimo e poter offrire vini che abbiano la qualità massima e soprattutto il miglior rapporto tra qualità e prezzo, e non è poco, di questi tempi, giacché sono rari coloro che pur avendo portafoglio gonfio accettano di alleggerirlo per conquistare una razione vinale riservata agli dei del Parnaso.
La gratificazione sensoriale provata nel bere questi tre campioni, firmati Borgo Magredo, è stata sufficiente a farci riflettere sulle opportunità offerte anche a consumatori esigenti e smaliziati che desiderano confrontarsi con i sensi tutti, con vini di tal ‘misura’, non solo onesti e affidabili, ma che hanno anche una personalità che li fa distinguere, e non si tratta di poche bottiglie da 'ludoteca' per paradisiaci asceti, ma di numeri che ripagano fatiche e speranze.
Ottimo il Pinot Grigio, che si fa riferimento affidabile di questa nobile zona friulana, con le caratteristiche inconfondibili, anche se è stato il Sauvignon ad incantarci con le sue preziosità aromatiche e con altre variegate note olfattive, oltre che per le sensazioni fresche e intriganti che hanno emozionato il palato, dandoci la misura dei vini firmati Borgo Magredo. Il Merlot è stato apprezzato per la gradevole armonia e per i suoi aromi i cui sentori specifici hanno deliziato l'olfatto. Grazie dunque, amici vignaioli e cantinieri, per questi nobili frutti della Vostra terra ricca di promesse naturali, che voi trasformate in pregevoli razioni che gratificano coloro che hanno occasione di degustare i vini che noi, rispettosi delle vostre fatiche, abbiamo degustato, apprezzandoli a tal punto da promuoverli sul campo perché altri, nostri lettori telematici (molte decine di migliaia raggiunte dal Nostro Internet Data Center) abbiano a scoprirli per essere a loro volta gratificati da questi ‘nettari’ semplici e nobili, e non frutto di miracolistiche esasperazioni messe in atto da illusionisti maghi extraterreni. Alla nostra esperienza quotidiana (che da oltre 50 anni si misura con la realtà)  si è aggiunta una pagina di sapere sulla quale sono memorizzate le nostre positive impressioni che spero siano da Voi gradite