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RICOMPAIONO LE 5 STELLE SUL CAMPOFIORIN IL VINO AMATO DA GOFFREDO PARISE

 Anche all’Amarone Costasera e alla Riserva di Costasera la stessa prestigiosa valutazione

Il Campofiorin 2006 è stato classificato 5 stelle dal Gruppo Tecnico Masi.  Per trovare un’altra annata stellata bisogna risalire al 1997. Il giudizio del Gruppo Tecnico Masi, infatti, è molto severo e valuta le caratteristiche organolettiche del vino in considerazione delle condizioni climatiche, non solo nella fase viticola (vegetazione e maturazione) ma anche nel delicato periodo dell’appassimento. E’ quest’ultimo il momento capace di esaltare l’alta qualità, portandola all’eccellenza, quando, assieme alla concentrazione, la sovra-maturazione fa acquisire alle uve aromi e gusti particolari.

Il Campofiorin è l’originale Supervenetian, che Masi produce da più di 40 anni. La prima annata commercializzata è stata il 1964. Il successo internazionale di questo vino ha spinto tanti altri produttori della Valpolicella ad imitarlo, ma il Campofiorin è unanimemente riconosciuto come il prodotto che ha “creato una nuova categoria di vini veronesi” (B. Anderson). Ne hanno tessuto le lodi critici e giornalisti di tutto il mondo e anche personaggi del calibro di Goffredo Parise, che ne ha interpretato magistralmente la personalità, sul Corriere della Sera nel 1985.

Il vino viene vinificato con l’originale tecnica della doppia fermentazione/ripasso in presenza di uve semiappassite e con l’impiego delle varietà autoctone veronesi Corvina, Rondinella e Molinara, le stesse che producono l’Amarone. E’ un vino di grande originalità ed eleganza, amico come pochi dei cibi e capace di lungo invecchiamento.
Il Campofiorin 2006, già imbottigliato da alcuni mesi, sarà pronto per essere apprezzato nel mondo dal prossimo gennaio.

Al pari del Campofiorin, si sono avvantaggiati della favorevolissima annata 2006 anche l’Amarone Costasera e la Riserva di Costasera. Le 5 stelle compariranno sull’etichetta di questi vini quando entreranno nel mercato: il Costasera nella prossima primavera, la Riserva di Costasera invece nel 2010.

Il Campofiorin e Goffredo Parise

Il Campofiorin è il vino aziendale italiano di qualità più diffuso nel mondo, lo testimonia la sua presenza nelle liste dei vini di 80 Paesi e la curiosità e l’interesse che i giornalisti e critici gli hanno dedicato fin dalla sua nascita e che tuttora continua in tutte le lingue. Ne ha interpretato magistralmente la personalità Goffredo Parise, che ne ha scritto sul Corriere della Sera nel febbraio del 1985: “C’è un vino chiamato Campofiorin che è una cosa meravigliosa. Sull’etichetta c’è una frase latina che gli sta a pennello: «Nectar angelorum hominibus». Nettare degli angeli per gli uomini. La bottiglia è bella, per cominciare, marron, con una etichetta stampata in carta di Fabriano, sicuramente un’acquaforte, ben specificata, molto ben leggibile, con caratteri eleganti e ben in rilievo. Ma non si sospetta nulla fino a quando non si è aperta la bottiglia da cui emana subito un profumo intenso e amaro di bacca, di ciliegia marasca, di sambuco. Il sapore poi, sostenuto dai suoi tredici gradi e mezzo e la sua sostanza appena liquorosa, ma non nel senso dello zucchero, bensì della densità, del tono, del timbro, come si dice di una voce. Campofiorin aggiunge qualcosa alla nostra vita, come un bellissimo libro, come un verso di Omero, come il peso di un grappolo d’uva nella mano…” Pochi vini possono vantare un così autorevole ed entusiastico commento da parte di un grande scrittore.

Campofiorin 2006 – Note del Gruppo Tecnico Masi

Valutazione dell’annata 2006
Nel 2006 la natura si è dimostrata davvero amica. In primavera si è registrato un insolito rallentamento delle fasi di gemmazione e sviluppo dei tralci in presenza di temperature inferiori alle medie stagionali, conseguentemente si sono formati grappoli spargoli, ideali per affrontare le fasi di appassimento. L’estate è stata calda sopra la media, favorendo la maturazione e la sanità del grappolo.
In preparazione della vendemmia l’abbassamento delle temperature, con ampia escursione termica tra il giorno e la notte, ha esaltato il corredo aromatico. Alla raccolta le uve messe in fruttaio presentavano alta concentrazione di tutte le sostanze, in particolare le polifenoliche, e un grado zuccherino ben superiore alla media.
Il periodo iniziale del processo di appassimento è il più delicato e nel 2006 è stato caratterizzato da clima particolarmente secco con notti fresche. Le Corvine, che hanno proseguito l’appassimento per essere destinate all’Amarone, hanno seguito il consueto attacco di muffe nobili (al 10% circa) nell’ultima decade di dicembre, favorendo quel livello di glicerina che conferisce agli Amaroni Masi la tipica “illusione di dolcezza”.
In sintesi, un’annata eccellente nel veronese, sia in fase vegetativa che nel lungo periodo.