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IL VINO NEI CONSUMI FUORICASA

IL VINO NEI CONSUMI FUORICASA

I consumi fuoricasa si stanno sempre più specializzando, nel senso che vi è una certa convergenza tra chi propone e chi consuma. In una parola gli operatori professionisti dell'ospitalità a tavola o al banco, si sono resi conto che solo con la qualità del prodotto e con il più conveniente rapporto tra qualità e prezzo si può essere vincenti nel variegato mondo dei consumi fuoricasa.
A richiamare i clienti, almeno nella quasi totalità dei locali è lo stile dell'ospitalità, l'attrazione estetica e funzionale dell'ambiente, e soprattutto la qualità del cibo, se questo rappresenta la voce più importante. Ora sta avanzando sempre più il richiamo del beverage in generale, sia alcolico sia soft, specie se si tratta di locali tipo bar serali, pub, birrerie, discoteche e discobar. Il vino, di là del valore assoluto, franco cantina, rispetto ad altre bevande o alcolici in generale, a causa della frammentazione produttiva e distributiva, deve affidare la sua penetrazione nel settore Horeca ad una politica promozionale diversa da quella di altri prodotti.

Per avere successo, non solo dal punto di vista dell'immagine, ma anche per quanto riguarda la relativa quota di mercato, all'interno del fatturato dei consumi generalizzati nel settore dell'ospitalità, gli operatori del vino, devono darsi regole più in linea con i mutati scenari del mercato specifico. Non si può vivere soltanto di glorie reali o presunte, conquistate nel mondo immaginifico della cultura e della comunicazione spesso estranea alle realistiche pretese del mercato, ma confrontarsi con le esigenze di chi il vino deve poi proporlo alle sue fasce di clienti consumatori. Il vino nell'Horeca rappresenta la voce spesso determinante per il fatturato di una miriade di piccole e grandi aziende produttive, che hanno proprio in questo segmento di mercato il riferimento più consistente della propria attività commerciale. Per un attimo lasciamo da parte i volumi di vino (di qualità e costi diversi) venduti direttamente o attraverso la grande distribuzione o i Cash & Carry, o la massa di altri esercizi commerciali che raggiungono il cliente vendendo vino in bottiglia da 0,75 litri, o in altri recipienti, da asporto s'intende, o la massa di vino alla spina che sta sostituendo, quasi completamente, il 'vino della casa'.
Vi faremo conoscere produttori validi e affidabili, e in Italia ce ne sono a migliaia, che comunicano in modo completo, sulle specifiche qualità del vino, indipendentemente da quello che poi sarà il personale giudizio, di chi il vino deve acquistarlo per proporlo al variegato pubblico dei propri clienti, che hanno differente competenza e disponibilità economica o 'potere' di spesa.