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COLONNARA MARCHE - LUOGHI - UOMINI - PRODOTTI

COLONNARA STORY

1959 - In data 21 dicembre viene costituita la cooperativa Colonnara (allora denominata Cantina Sociale di Cupramontana) per iniziativa di 19 agricoltori di Cupramontana.
1960 - Nel mese di giugno altri 48 nuovi soci entrano a far parte della cooperativa, portando il numero complessivo a 67. - - 1961 - Progettazione e realizzazione della ’torre vinaria’ su disegno dell’Ing. Luigi Spinolo di Piacenza il cui brevetto però era dell’enologo E. Sernagiotto e dell’Ing. P. Marchino.
1963 - Prima vendemmia 1964
Il 4 ottobre viene inaugurato lo stabilimento enologico, caratterizzato dall’originale ’torre vinaria’, vuota al centro, con tutto attorno ad una specie di galleria centrale, una serie di vasche in cemento armato. La prima era stata costruita a Casteggio (Pavia) ed altre ne seguirono, tra cui quella di Cupramontana. La ’torre vinaria’ che permetteva di realizzare una notevole economia di spazio e che consentiva di ridurre di molto sia le perdite che le spese di funzionamento, agevolando anche tutti i controlli, seppure oggi superata, è ricordata come un’importante realizzazione dell’allora ingegneria industriale enologica.
1966: Commercializzazione del primo Verdicchio in bottiglia la cui etichetta era stata realizzata dal grafico Bruno da Osimo.
1968: Riconoscimento del Verdicchio dei Castelli di Jesi, quale produzione a denominazione di origine controllata (D.O.C.) con decreto dell’11 agosto 1968. Questo particolare fatto coronò una serie di sforzi da tempo portati avanti da molti produttori, specie di Cupramontana, e segnò una data fondamentale per quanti si stavano impegnando, con la Cantina Sociale, nel settore di una produzione di qualità e nella relativa penetrazione nei mercati. -1970-Partecipazione alla prima fiera internazionale in Germania.- 1971-1980- Crescita del numero degli associati, che superano le 120 unità. Sviluppo rapporti commerciali con clienti esteri (mercati di maggior rilievo Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti). Particolare attenzione e investimenti tecnologici finalizzati alla produzione di spumanti, metodo charmat, prima, e metodo classico verso la fine degli anni 70.
1984 - Partecipazione con stand proprio al Vinitaly di Verona.
1985 -Anno molto importante che vede protagonisti molteplici eventi.
Il 24 giugno viene cambiata la ragione sociale, da ‘Cantina Sociale di Cupramontana’ in ‘COLONNARA società cooperativa agricola a responsabilità limitata’. Il nuovo nome era da tempo utilizzato come marchio per il Verdicchio dei Castelli di Jesi D.O.C. Classico e per lo spumante brut con il quale la cantina era maggiormente conosciuta sui mercati ed era stato scelto a suo tempo, tra altri nomi, per una migliore assonanza sul mercato americano. ‘Colonnara’ ricordava una specifica contrada cuprense, Colonnara, legata ovviamente ad un’ottima produzione di uve, ma anche al florido passato d’epoca romana o alla secolare conduzione dell’agricoltura della zona: un nome quindi che riassumeva la storia dell’intero territorio dove la società era nata ed aveva messo le radici.
Primo anno di produzione di due vini che hanno segnato la storia dell’azienda: il Verdicchio CUPRESE e il rosso TORNAMAGNO, sapiente uvaggio di Sangioveto grosso, Sangiovese montanino e Montepulciano.
A novembre un prestigioso riconoscimento coronava il lavoro dell’intera azienda e dei suoi tecnici in particolare: al 5° Banco di Assaggio dei Vini d’Italia di Torgiano (Perugina), una delle manifestazioni più autorevoli del settore in campo internazionale, lo spumante ‘Colonnara Brut 1982î’ (metodo champenois, termine allora ancora consentito) riceveva la Medaglia d’Oro insieme ad altri cinque nomi famosi della spumantistica italiana. Fu il primo di numerosi premi e riconoscimenti ottenuti negli anni seguenti che gratificheranno ulteriormente l’intera gamma dei prodotti aziendali.
1987 - Ai vini già conosciuti si aggiunge il novello, che avrà anno dopo anno, una crescente affermazione nel mercato specifico dei vini novelli. Cresce in questo periodo l’esigenza di avere a disposizione un ambiento idoneo per lo stoccaggio e l’invecchiamento dei vini, si da così incarico all’Enoconsult di Roma (società che ha realizzato la Villa Banfi) di progettare una nuova costruzione, adiacente a quella esistente per i bisogni dell’azienda.
1989 -Verso la fine dell’anno è pronta la cantina di invecchiamento o ‘caveau’ un ampio locale sotterraneo dove in un microclima (temperatura, luce, umidità, assenza di rumori) creato allo scopo, vini e spumanti avrebbero acquistato le caratteristiche necessarie alla loro ‘classe’.
La stampa nazionale di allora scriveva: «La filosofia che governa la strategia di questa cooperativa è disarmante, mirando unicamente verso l’obiettivo qualità. Per una cooperativa era ed è, con tutta probabilità, un fatto raro in Italia, frutto di scelte aziendali maturatesi nel tempo come il conferimento totale delle uve da parte dei soci, il rapporto di trasparenza e fiducia tra soci ed azienda, l’avanguardia tecnologica nella lavorazione delle uve e dei vini, la collaborazione con istituti universitari, elementi tutti che hanno qualificato e qualificano l’immagine aziendale nel contesto marchigiano e non solo.
1990 - La Colonnara è tra soci promotori per la costituzione dell’Associaciazione Interprovinciale Produttori Vino Pregiati (ASS.I.VI.P.) con lo scopo di valorizzare le produzioni vitivinicole e di commercializzarle in armonia con gli indirizzi e la programmazione della politica agricola della Comunità Europea nonché di quella regionale e nazionale.

1992 - La Colonnara, come ulteriore segno di stretto legame alla sua terra ed alle sue tradizioni, acquista un antico manufatto, parte del vicino Convento della Romita, uno dei luoghi storici più significativi di Cupramontana e dell’intera regione. La sua origine infatti è attorno al Mille, eremo benedettino-camaldolese prima, immerso in un fitto ed ampio bosco che si estendeva da valle a valle, poi dei Francescani dal quindicesimo secolo. Il restauro ha riguardato ambienti, il cui nucleo principale è del XIV secolo, riportandoli alle linee originali, sobrie, essenziali e fascinose insieme, realizzando una struttura polivalente, finalizzata sia alla ristorazione che all’accoglienza.

1997 - Costituzione di una società commerciale, la COLONNARA MARCHE, di cui la Colonnara società cooperativa ne detiene il controllo, con lo scopo di scindere i due momenti e le relative competenze: produttivi da un lato e commerciali dall’altro.
Cresce la notorietà del CUPRESE, il Verdicchio che ha contraddistinto e che contraddistingue tutt’ora l’azienda. Si fanno degustazioni verticali partendo dalle prime annate di produzione: 1985 e 1988 e i degustatori provano un grande rispetto e ammirazione verso un bianco così longevo e stupefacente nella sua maturazione in bottiglia.

2000 - Dopo anni di sperimentazione nasce il primo cru, vendemmia tardiva, TUFICO, un Verdicchio Superiore che prende il nome dalla tipologia del terreno, di origine marina prevalentemente sabbioso con intercali argillosi ed elementi arenacei di origine pliocenica in banchi o blocchi, localmente chiamato ‘tufo’. Appena nato, ottiene subito positivi consensi e importanti riconoscimenti internazionali.
Inizia un rilevante investimento che riguarda il settore produttivo, con ammodernamento di attrezzature e strutture, acquisto di nuove tecnologie che termina nel 2002.

2001 - A luglio la Colonnara ottiene la certificazione ISO9002 dopo un anno di intenso lavoro che ha interessato tutti i reparti dell’azienda.
Nasce un altro nuovo cru, Vigna San Marco, un Verdicchio Superiore che porta il nome della vigna da cui sono prodotte le relative uve. La vendemmia posticipata, ma non tardiva, e la tipologia del terreno, tendenzialmente argilloso, lo contraddistingue dal Tufico, rendendolo fortemente tipico e con note così caratterizzanti che, all’assaggio, è inconfondibilmente Verdicchio di notevole stoffa e struttura.

2002 - Nasce un vino di fine pasto che non poteva mancare nella gamma Colonnara: il SANCTORUM, il cui nome vuole evocare la Sancta Sanctorum, il luogo dell’incontro, del silenzio e del dialogo profondo, il luogo eccezionale e privilegiato, il luogo dove raccogliere le cose più belle e più preziose. Il Sanctorum è un passito di Verdicchio, vendemmia 2000, prodotto in poche migliaia di bottiglie con uve provenienti da vigneti esposti a sud-est nelle colline di Cupramontana. Vino da fine pasto. Ideale con formaggi mediamente stagionati e piccanti, ottimo anche in abbinamento ad una pasticceria secca o mediamente dolce.
OGGI - La cooperativa conta oggi 190 associati con un totale di 260 ettari di vigneto mediamente situati a 450 mt. dal livello del mare. Nei vigneti Colonnara si pratica un’agricoltura a basso impatto ambientale e il sapore della tradizione accompagna tutto il percorso della vinificazione, fino alla cantina di invecchiamento, un luogo che merita una visita.

Produzione: temperatura controllata: viene utilizzata fin dalla prima fase di lavorazione (a partire dalle uve) e poi, successivamente, nei mosti e nei vini.

Invecchiamento del vino nel legno: l’invecchiamento nel legno viene effettuato per il Marche IGT Rosso TORNAMAGNO (per un periodo che va da un minimo di 9 ad un massimo di 12 mesi) e anche per il Verdicchio Riserva: ROMITELLO DELLE MANDRIOLE (la fermentazione avviene in legno)
Selezione delle botti: sono utilizzate esclusivamente barriques francesi (Seguin Moreau, Natalie etc ). Le barriques utilizzate per il Tornamagno terminano il loro ciclo di utilizzo dopo 3 passaggi.

Temperatura di fermentazione e macerazione dei vini rossi: la temperatura di fermentazione è media e non supera i 35° C. La macerazione dei vini rossi è media e non mai inferiore ai 10 giorni.
Densità media per ettaro: dai 2.000 ai 3.000 ceppi per ettaro
Descrizione densità per ettaro: distanze medie: 2,7 metri tra le file ed 1,4 metri tra le piante. La distanza tra le file è legata ad esigenze di meccanizzazione (nella meccanizzazione non è compresa la raccolta che viene rigorosamente fatta a mano) e quindi non può scendere al di sotto dei 2,6 metri. La distanza tra le piante va da un minimo di 1,2 metri fino ad un massimo di 2 metri. In questo caso l’esigenza è del vitigno Verdicchio (nel Verdicchio il nome del vitigno e della D.O.C. coincidono), che a seguito della scarsa fertilità delle gemme basali, impone forme di allevamento lunghe (guyot, silvoz e, soprattutto, doppio capovolto)
Enologi: Cesare Ferrari e Corrado Cugnasco
Agronomo: Manuel Paglioni

Cambiamenti di rilievo apportati in Cantina: negli ultimi due anni sono stati effettuati investimenti, per un totale di circa 1.300.000 Euro, nel settore produttivo. Tra i principali interventi: ammodernamento della linea di imbottigliamento; acquisto di serbatoi di acciaio dal 100 e 150 hl; acquisto di pneunopresse; potenziamento e automatismo della tecnica del freddo incluso l’acquisto di un nuovo impianto per il raffreddamento delle uve nel tragitto tra la pigiatrice e le presse; ammodernamento dello stabile contenente le attrezzature per la prima vinificazione.
Tipo di strategia o di filosofia che si distingue da altri produttori: più che parlare di distinzione, forse è opportuno parlare della filosofia Colonnara. Da sempre l’azienda ha investito nella sperimentazione; non a caso è stata una delle prime aziende a credere nelle potenzialità del Verdicchio (vitigno autoctono): con Cuprese, che produce dal 1985, ha dimostrato la potenzialità di invecchiamento di questo grande vino bianco ed inoltre è stata una tra le prime aziende ad investire nella spumantizzazione del Verdicchio (sia metodo charmat, o Martinetti, sia metodo classico millesimato).
Altro fatto che caratterizza la Colonnara è la volontà di migliorarsi e perfezionarsi nella propria attività (la certificazione ISO9002, conseguita nel luglio 2001, ne è un esempio). Ultimo, ma non certo per importanza, è il patrimonio di risorse umane, su cui l’azienda può contare: il Gruppo Colonnara, ovvero i collaboratori i quali, oltre ad essere fortemente dediti al lavoro, partecipano attivamente, e con spirito costruttivo, alla vita dell’azienda.