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DOVE IL MÜLLER THURGAU TROVA OSPITALITA' IN NOBILI VIGNETI DI RAZZA

La-Vis oltre vent’anni fa compiva una scelta fondamentale che le avrebbe permesso di sviluppare e in un certo senso rivoluzionare la propria proposta di prodotti: il territorio.
Scelta sembrerebbe semplice che richiedeva però impegno e metodo affinché non diventasse un semplice slogan ma trovasse applicazione nello studio e nelle tecnologie – comportando un cambiamento di mentalità - e si potesse poi tradurre concretamente in fatti.
Il Progetto Qualità con la Zonazione sono stati immediatamente il simbolo di questa rivoluzione colturale e un vero investimento per l’azienda che ancor oggi con i diversi Progetti Territoriali avviati – dal Sorni, al Valle di Cembra, dallo Chardonnay al St. Andrae -  raccoglie (ma allo stesso tempo semina) un concetto di “qualità nel campo” riempiendo di significato un‘espressione che troppi oggi usano



Anche il Müller Thurgau rispettando questa filosofia produttiva non diviene quindi una proposta generica, e soprattutto nella Valle di Cembra dove ormai questa varietà e coltivata da oltre cent’anni, capiamo che il Müller parla diverse lingue. Ossia non esiste semplicemente il Müller di Cantina La Vis e Valle di Cembra bensì è riconoscibile come il “Vigna delle Forche”, il “Dos Caslìr”, il “Maso Roncador”… fino ad arrivare a 5 diverse interpretazioni di questo vino, ciascuna con una sua identità specifica, legata vuoi alla localizzazione dei vigneti di produzione, all’altitudine, alla struttura dei terreni interessati, alle ore di insolazione alle quali sono esposti…


Figli di uno stesso territorio che nascono dalla passione e dalla preparazione tecnica oltre alle tecnologie di un’azienda che nell’instancabile cura anche del più piccolo dettaglio ha costruito la propria credibilità di produttore.
Tecnologia, si! Perché alle spalle di ogni prodotto c’è anche l’innovazione. Ultima nata la “vinificazione in bianco in iper riduzione con gas inerti” assoluta esclusiva che permette la preservazione degli aromi e profumi dei vini.
Un progetto nato per la Cantina Ritratti ma applicato anche ad altre produzioni.
Müller Thurgau sul mercato è di crescente appeal.


E’ moda, è bere giovane e moderno.
I mercati non solo italiani stanno scoprendo questo prodotto dalla intrigante aromaticità. Anche le recenti rassegne del Vinexpò e di Londra che hanno visto l’esordio internazionale di La Vis a fianco della struttura commerciale di Casa Girelli (ultimo acquisto del gruppo lavisano), hanno fatto cogliere le potenzialità del prodotto Müller che si è voluto legare fortemente al proprio territorio di appartenenza creando anche un marchio commerciale che sostenesse le tradizionali produzioni di montagna (Valle di Cembra. Vini di Montagna).

Il Müller Thurgau è maggiorenne: chiamalo con il suo nome specifico e ti risponderà come tu lo vuoi o lo sai apprezzare.
La Vis te ne propone cinque.
La Rassegna (siamo alla XVIII edizione) a lui dedicata e dal respiro internazionale ne è un segno evidente.






IL PUNTO DI AQL
Di fronte al Müller Thurgau non solo chino la testa, in segno di deferenza, ma conoscendo quelli di Cantina La-Vis-Valle di Cembra, con il loro nomi come i tre degustati: “Vigna delle Forche”, il “Dos Caslìr”, il “Maso Roncador”, mi convinsi che si trattava di un miracolo anche intellettuale, operato da chi fatica in vigna e in cantina, o su per i profili vitati della 'montagna' (il Trentino  amici lettori,  ha di bello il fatto che anche quando sei in valle respiri il magico clima della montagna). Chiamarlo miracolo non è esagerato giacché sono riusciti a 'ricavare' da un vitigno, unico almeno nelle sue caratteristiche di base, le risposte di più 'cloni' che avrebbero, secondo il territorio, la giacitura e altre cose magiche, regalato alla presunzione gustativa di raffinati degustatori, delle varianti che gratificano, intrigano e affascinano. Il vino, a differenza dell'acqua e d’altre frivole bevande, magari indispensabili come lo è l'acqua, lo sanno in molti, ha nella sua anima tesori nascosti che vanno anche interpretati.
Questi Müller Thurgau firmati Cantina La Vis e Valle di Cembra, possono essere definiti 'nobili varianti' sul tema 'bere grande', che non vuol dire pomposo o riservato solo a chi...se lo può permettere. In questo caso 'bere grande' significa che, degustando questi cinque Müller Thurgau , si vive un'esperienza sensoriale che non solo soddisfa ma fa capire come la cultura e la 'contadina intellettualità' possono compiere quel  miracolo al quale ho accenato sopra.  Ognuno in Trentino, e non solo per sopravvivere, è abituato ad aiutare la natura, dandogli una mano a rendere migliore ogni prodotto, facendosi supportare anche dalla tecnica (sempre cose da uomini, naturalmente)  come ad esempio una 'vinificazione in bianco in iper riduzione con gas inerti' che regalasse sensazioni nuove, pur rimanendo nell'ambito delle cose nate dalla terra che la fatica dell'uomo con il suo ingegno ha saputo rendere più grandi. Non è poco in questi tempi di massificazione del gusto e del piacere.
Grazie nobile Müller Thurgau, da parte mia, che all'inizio delle  prime, sfortunate esperienze di bevitore di vino in Sabina, poco meno di sessanta anni fa, mi dovetti accontentare di un vinello contadino, frutto di un 'malaccorto' uvaggio di uve miserrime, già condannate da Plinio.
Mi son rifatto in seguito, come itinerante degustatore in cantine di mezzo mondo che in mezzo secolo di vita m'indussero ad amare il vino, anche come sopravvivenza intellettuale, quasi come l'aria buona che si respira in Trentino...ad esempio.