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STRAORDINARIO SUCCESSO DI FERRARI PERLE' IN DEGUSTAZIONE A 'CAMPO APERTO'

 

Dopo il successo di SOLERA, la nobile grappa firmata Segnana, protagonista di un nuovo modo d’intendere il rapporto tra un prodotto da bere, e il consumatore, a vari livelli di competenza o di personali esigenze olfatto-gustative, non credevamo possibile ripetere la prova con altre pregevolezze da degustare in modo non tradizionale ma svincolato dai condizionamenti delle abitudini.


  C’eravamo convinti che l’esperimento ‘a campo aperto’: così definito perché non si doveva seguire la solita ‘degustazione’ con tempi, modi o metodi tradizionalmente consolidati, ma far ‘provare’ un prodotto, pregiato e conosciuto, servendolo direttamente dal banco mescita per l’apparato sensoriale di clienti-consumatori provetti e variamente esigenti, frequentatori abituali di un locale.

Ci viene in mente che il consumatore finale generalmente si confronta con molte etichette, osservandole o andandole a scovare sugli scaffali delle enoteche, o dei negozi di ‘vinattieri’ celebri, oppure sui display della Grande Distribuzione dove incominciano ormai a trovare spazio anche etichette di buona e ottima qualità, spesso anche celebri e celebrate, e magari con un ottimo rapporto qualità prezzo.


Ma sappiamo anche che la vera cultura dei clienti che si vantano di essere preparati ed esigenti, se la son fatta non certo sui banchi di scuola, o sulle dispense che si vendono in edicola, e neanche scorrendo i tanti nomi e le tante  etichette  presentate con brevi cenni sulle guide, ma direttamente sul campo, in diretta, come clienti di mescite, di bar, di ristoranti e altri locali dove il vino e ogni altro tipo di beverage è presente e viene proposto con tutti i crismi della professionalità. Fu proprio facendo un giro per i ristoranti in terra di Champagne che oltre, cinquantacinque anni fa, a soli 22 anni circa, m’imbattei non proprio da digiuno ma certamente non ancora provetto degustatore, in alcune celebri etichette dalle quali, bevendone qualche calice, rimasi stregato. Ero stato abituato, all’inizio del mio ‘incontro’ con questa bevenda, a degustare vini ‘lisci’, senza tante pretese, né tantomeno gratificatori dei sensi tutti.
La prima grande scoperta, infatti, fu a qualche chilometro da Digione, in un piccolo locale, giustamente pretenzioso, tanto che in lista scelsi un ‘Clos-Vougeot’  del Domain René Engel, vecchio di una decina di anni, per accompagnare ‘Le canard à la Dijonnaise’.  Un’anatra alle bacche e liquore di ribes nero, governata magistralmente da altri ingredienti che completavano la storica ricetta di Digione. Per la prima volta rimasi incantato, e anche un po’ imbarazzato per il costo finale ma soprattutto per la paura di non aver avuto abbastanza cultura, sapere e conoscenza per apprezzare fin nelle sfumature tutta la nobiltà di quel mangiare e bere.

Compresi che solo sul campo, girando per decenni, per tavole di ristoranti giusti e cantine rinomate avrei assunto una giusta esperienza come in realtà credo che avvenne.
Ma dovettero passare ancora tanti anni prima di sentirmi padrone per azzardare giudizi e scrivere per altri le mie personali impressioni.

Mi trovo così coinvolto in un’altra personale esperienza, cercando di registrare le impressioni e i giudizi di clienti-consumatori ai quali far degustare in diretta, complice Maurizio Biraghi che da ex patron del celebre, storico,  locale di Morimondo: ‘La Commenda’, si presta a fungere da mescitore per far ‘provare’ ai clienti più esigenti e preparati, nobili bollicine firmate Ferrari: un Perlè 2001 Trento Doc.
Leggiamo prima di tutto gli argomenti con i quali il Gruppo Ferrari-Lunelli accompagna questo celebre spumante di classe riservato al canale dei consumi Fuoricasa.

“Perlé” di Casa Ferrari, da oltre trent’anni è l’alfiere dell’evoluzione spumantistica trentina che sa proporre “bollicine” con mae­stria e con un crescente, unanime consenso di critica e di mercato. Concreto esempio di come la dedizione enologica riesca a coinvolgere appassionatamente un numero sempre mag­giore di veri intenditori che trovano in questo spumante della tradizione trentina la plenaria piacevolezza di un grande vino.

                               
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Il suo nome aveva accenti di canzoni d’amore, momenti ma­gici, di fascino ed ovattata sensualità.
Proprio come nascita un sorso di spumante classico l’essenza di una sobria ebbrezza, eterea ed accattivante. Indipendentemente — riguardo al vino in questione — a dove “batte” l’accento. Perché in ogni caso è una vera perla, spumante di rango, prototipo sempre più autorevole di come opera sia l’azienda Ferrari, sia tutto il comparto del Trento D.O.C.

Nasce esclusiva­mente da uve Chardonnay, vendemmiate nelle migliori zone delle vallate agricole attigue al capoluogo. Solo uve d’alta collina, cernite e riservate alle “cuvée” più prestigiose dell’azien­da Ferrari.
Matura sui lieviti per almeno 40 mesi e sopporta splendidamente un ulteriore affinamento in bottiglia. Carico nel suo colore dai riflessi d’oro massiccio, con un perlage fitto, interminabile. di ammaliante finezza Intenso nel bouquet, ampio, variegato nelle varie sfaccettature, con singolare piacevole complessità d’aromi di mela renetta; leggermente speziato e con inconfondibile cenno della fragranza del pane. Secco, elegante, morbido quanto pieno nel sapore di frutta - richiama ancora la mela matura - si sofferma piacevolmente in bocca con grazia e carezzevole decisione. Come s’addice ad un Trento D.O.C. importante, ideale per le occasioni di festa ma anche per tutto il pasto.)

LA LOGISTICA DELLA DEGUSTAZIONE
Abbiamo iniziato il test il giorno 10 aprile u.s e terminato il giorno 20, con la disponibilità di 11 bottiglie di Ferrari Perlé 2001, servite alla temperatura ideale, proponendone un calice, scegliendo naturalmente nell’arco della giornata, a partire dalle ore 12.00 e fino alle ore 19.00, il cliente-consumatore più sensibile a volersi confrontare con un prodotto di classe come lo è il Perlè. I  clienti che non si erano confrontati prima con questa etichetta di Ferrari, sono rimasti meravigliati, altri più preparati avevano avuto occasione in qualche mescita ma soprattutto in locali di prestigio di degustare PERLE’.


 

97 clienti hanno degustato almeno un calice di spumante, e molti si sono interessati a compilare il breve questionario che prevedeva i punteggi riferiti in ventesimi all’aspetto (colore e bollicine), al profumo e al sapore.

Sono state 96 le schede registrate con puntualità, mentre alcune presentavano anche due righe di commento finale.
Il commento più interessante è stato quello espresso da un vero intenditore e consumatore di importanti vini, si tratta di un professionista, un medico e anche dentista, con due studi in città, che ha essendo abituato a bere grandi vini, Champagne compreso,  ha così commentato: “E’ proprio vero che non si finisce mai di rimanere stupiti, degustando questi nobili prodotti ‘made in Italy’ che sono vanto della nostra enologia ma fanno onore anche all’enologia internazionale.

Complesso, coinvolgente, sapido e soprattutto di una finezza e classe, decisamente superiori. Proprio vero, questo Perlè merita di essere presente in lista in tutti i più importanti templi della civiltà della tavola.

La Francia ora non può vantarsi di essere sola sull’altare della gloria…ci siamo anche noi con i nostri campioni del ‘made in Italy’, in fatto di vini in generale ma soprattutto con queste bollicine d’autore.” (Fac-simile della Scheda, consegnata ad ogni cliente, scelto tra i tanti, esperti e sensibili)


 

Questo il risultato:Prendendo in considerazione la media delle valutazioni dei vari elementi: aspetto, profumo e sapore.
il 12% con 17/20
il 24% con 18/20
il 58% con 19/20
il  4% con 20/20
il  2% altre valutazioni non considerate

I giudizi, come commento finale sono stati tutti positivi, ma alcuni hanno anche documentato la propria sorpresa, e da esperti, abituati a bere Champagne o spumante classico italiano,  hanno valutato il Perlé uno spumante che può competere con la maggior parte degli Champagne, e i più  esigenti e preparati hanno affermato che Ferrari, in generale, sono le bollicine che possono competere e magari anche battere Champagne più conosciuti, specie se a contendere la loro fama è il Giulio Ferrari che molti conoscono come un vero outsider nel mondo delle bollicine non solo italiane. Ma ciò che risulta più interessante è che Ferrari Perlè li ha sorpresi moltissimo.

Lo ‘slogan’ di Maurizio Braghi - sussurrato confidenzialmente ai propri clienti, tra i più esigenti ed esperti –  è stato: “al Ristorante chiedete un Perlè… e saprete così cosa state bevendo.”


 

IL PUNTO DI AQL
Se sono rimasti molto sorpresi, la quasi totalità dei clienti che hanno avuto occasione e fortuna di degustare un calice di Perlé, sono rimasto sorpreso anch’io, ma non dalle qualità e i caratteri organolettici sensoriali del Perlè che già conoscevo, ma dalla sorpresa e dall’entusiasmo dei clienti, quasi tutti, che hanno avvalorato i miei personali giudizi su questo spumante riservato ai clienti-consumatori del ‘bere alto’ fuoricasa, poiché Perlè è riservato a questo canale.

Mi chiedo se sarà possibile che dalla grande vigna trentina dove lo Chardonnay può trovare ancora tanti spazi sui profili deputati a dare grandi vigne per grandi uve e di conseguenza con la magistrale arte spumantiera dei Lunelli , grandi vini, potranno essere prodotte altre bottiglie, per poter accontentare un numero maggiore di clienti preparati, esigenti e non vittime virtuali delle ‘nomea’ secolare che accompagna le bollicine made in Champagne?
Ce lo auguriamo, non solo per noi ma per coloro ai quali la storia e la cronaca narrerà di questo liquido miracolo che si chiama Ferrari che da quasi un secolo ha iniziato ad incuriosire, affascinandoli,  i fortunati che ebbero occasione di degustarlo fin dalle origini.
(Nella foto, una vetrina del centro, mette in 'Primo Piano' Ferrari Perlè)
Mio il giudizio, mia quindi la responsabilità di quanto dichiaro, avendo maturato nella lunga esperienza cognizione e un po’ di sapere sul vino, con Perlè i Lunelli si presentano al mondo degli esigenti frequentatori di locali dove questo nobile spumante è reperibile,  come un riferimento importante. Ha caratteristiche che eguagliano quelle di molti Champagne pur essendo proposto con prezzi che non solo non sono eccessivi ma talmente giusti facendo del Perlè le bollicine che hanno il miglior rapporto qualità prezzo. Ciò non è poco sapendo che molti offrono a prezzi esagerati Champagne e qualche spumante classico che come qualità e ‘appeal’ non si avvicinano neanche al Ferrari Perlè. La nostra Degustazione a ‘campo aperto’ ha confermato questa nostra tesi, che oltretutto è frutto anche di personali convincimenti.


 

Potremmo dire con il saggio, accennando a Perlé e alla sua nobile classe che: ”Dalla virtù la nobiltà procede”. Tanto è l’impegno e la nobiltà d’intenti dei Lunelli che aiutano la naturalità degli eventi, dando una virtuosa mano alla natura per raggiungere il meglio, e spesso il massimo che gli umani, in genere, possono raggiungere.


 

(Gli operatori della ristorazione e della mescita di qualità sono orgogliosi di poter proporre bollicine di classe, come Ferrari Perlè. Nella foto: anche il personale gongola)