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DOPO IL SAUVIGNON E IL PINOT NERO, DEGUSTATI DUE VINI DELLA 'LINEA DEI SORNI' DI CANTINA LA VIS E VA

PROLOGO AL TEST DEI DUE VINI TRENTINI
Tra storia e realtà di oggi

La zona dei Sorni si contraddistingue per due prodotti: gli uvaggi del Bianco dei Sorni e del Rosso dei Sorni.
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Già dall’epoca retica e romana ci pervengono sicure testimonianze secondo le quali nella zona era coltivata la vite; ne sono esempio alcuni frammenti di situla retica, recipiente metallico per la conservazione del vino, rinvenuti a Lavis in zona Pristol ed i resti di un torchio tardo romano per la spremitura del vino rinvenuto a Nave San Felice. Il vino della zona fu decantato da numerosi scrittori romani: ‘Et maxime delectatus est Raetico’.
“E particolarmente gli piaceva il vino retico”, diceva Caio Svetonio descrivendo le abitudini alimentari di Augusto.
La produzione vinicola fu sempre di grande importanza per tutta la comunità della vecchia giurisdizione di Kònigsberg. Già da documenti del 1651 rileviamo la presenza di un contratto per la vendita di vino nero Teroldego; mentre, venti anni più tardi, nel 671 il Mariani nel suo libro “Trento con il Sacro Concilio”, attestava: ‘L. Per Vini validi e risentiti col colore, calor, e fumo passano quei di Colle verso Lavisio”.

 Sino agli inizi del XX secolo, nel periodo precedente la vendemmia, era nominato il Saltaro dell’uva, in altre parole il guardiano degli appezzamenti. Il ruolo di tali figure fu istituzionalizzato dalla “Carta di regola” della comunità di Lavis, Pressano e Masi del 1526, nella quale si scrive: “Ordiniamo, che il Sahara, anci li Saltari di Campagna debano pignorare tutti quelli che ritrovarono a danegiare nelle campagne tanto di particolari, che de beni Comuni”.
A questo fine vennero anche predisposte delle torrette o delle postazioni presso le quali il Saltaro poteva sorvegliare i fondi.
Nel giorno di San Martino, 11 novembre, presso l’osteria della Rosa o dell’Aquila Nera a San Michele all’Adige, come consuetudine antichissima, si incontravano gli stimatori eletti dalle singole Comunità, per concordare il prezzo del vino.
Essi dovevano prestare giuramento sulla Sacra Scrittura e garantire di agire con equità. Il Vicario imponeva quindi il giuramento sopra la “Bacchetta di color rosso e nero” simbolo del potere giurisdizionale. Seguiva lo scambio dei pareri in tutta segretezza e infine la stima, riferita ad un carro di vino.
Per il vino si doveva pagare un’imposta speciale, l’Umgeld, alla provincia del Titolo. Inoltre, a Lavis, fu sempre in vigore un ufficio detto dell’Auflegana, ossia di misurazione dei liquidi e delle granaglie, che costituiva una delle fonti di reddito per la Comunità.
Testimonianza dell’importanza della vite ai Sorni è il contratto di locazione fatto nel 1718 dai Padri Gesuiti a Pietro Stampfler di maso Baldazzini allora detto Neuhoff.
Al punto quattro di tale documento si legge: ‘In particulari primieramente haverà a cuore la cura delle vigne, che è la principale entrada delli padroni e de lui: perciò a quelle darà buon goberno come convien per obligo ad un fedele e diligente masador...
E ancora al punto dieci: “... Saperà lui tedesco o haverà sempre una persona in casa che lo sappa, per poter parlar con i tedeschi che vengono per comprare il vino... Sarà sempre civile e cortese con tutti....”. 
                                                                                    
 Tralasciamo la storia secolare di questi luoghi, per anticipare il piacere, e le immaginate gratificazioni dei sensi tutti nella degustazione che andremo ad affrontare, in alcuni giorni, del Rosso dei Sorni e del Bianco dei Sorni, protagonisti di un confronto con palati a diversificata preparazione sensoriale per cercare di capire, come due vini ‘normali’, nel senso che non hanno dalla loro patina della storia e dell’obsolescenza ma sono vini attuali, moderni, ideali per piacere ad un pubblico di esigenti intenditori, ma anche di normali consumatori che si avvicinano al vino con serenità senza tema di essere da questo gabbati per le tante cose scritte e soprattutto per i costi spesso inaccessibili ai più.

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TRENTINO DOC ROSSO DEI SORNI

Iniziamo prendendo l’avvio dalla scheda ufficiale del Trentino Doc  Rosso dei Sorni, che nasce da uve della zona viticola dei Sorni nel cuore delle colline Avisane, le sue particolarità pedologiche e climatiche caratterizzano le uve coltivate che vinificate danno origine al rosso dei Sorni.
Vino rosso rubino con decise sfumature violacee in gioventù, leggermente vinoso, con sensazioni fruttate di lamponi e piccoli frutti di bosco e un caratteristiche ricordo di viola. Sapore caldo, asciutto, lievemente tannico, gradevole.

E’ un vino di buona struttura che permette di preservare nel tempo quelle caratteristiche di freschezza e bevibilità, che contribuiscono alla definizione di un rosso autenticamente piacevole, servito sui 16 gradi, accompagna benissimo tutto pasto, dai primi piatti ben conditi con salse di selvaggina, ai piatti di carni bianche saporite e rosse in genere, ottimo anche con i formaggi di media stagionatura, non eccessivamente piccanti.




SCHEDA TECNICA

DENOMINAZIONE: Trentino Doc ‘Rosso dei SORNI’
TIPO DIVINO: Rosso
UVE: Teroldego e Lagrein
COMUNE UBICAZIONE VIGNETI:Lavis – Sorni
ESPOSIZIONE  e  ALTIMETRIA:  Ovest ; 280- 400 m. slm
SUOLO: Detritico, magro, poco profondo, molto drenabile per il Lagrein,    strutturato, profondo, fertile,  per il Teroldego
FORMA ALLEVAMENTO:  Pergoletta semplice
DENSITA’ DELL’IMPIANTO: 3-4000 viti per ettaro
ETA' DELLE VITI: 20-30 anni
RESA: 70-80 Hl/Ha
DATA VENDEMMIA: Fine Settembre, inizio Ottobre
FERMENTAZIONE MALOLATTICA : Svolta
AFFINAMENTO: Tre mesi in barrique di rovere

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BIANCO DEI SORNI


 Vino bianco a base di uve Chardonnay, Pinot Bianco e Nosiola. Il blend appropriato consente di ottenere un vino dal profumo ‘dolce’, con una vena aromatica, che ricorda l’albicocca, la buccia di pesca e la mela cotogna, tipica della zone collinari trentine. Si notano sentori floreali di sambuco selvatico, fiori di campo, salvia e limoncella. Il gusto è intenso ed elegante con note di freschezza e sapidità, che lasciano una piacevole e persistente  sensazione aromatica.
Servito fresco trova un piacevole abbinamento negli antipasti a base di pesce, nelle creme, e nei risotti, nelle carni bianche lessate. Indicato anche con piatti freddi . Ottimo con formaggi di capra non stagionati.

SCHEDA TECNICA 

DENOMINAZIONE: Trentino Doc Bianco dei Sorni
TIPO DI VINO:  Bianco
UVE: Nosiola, Chardonnay e Pinot Bianco.
COMUNE DI UBICAZIONE VIGNETI: Sorni - Lavis
ESPOSIZIONEALTIMETRIA: Ovest - 300-500 metri slm
SUOLO:Detritico, magro, poco profondo, molto drenato per Pinot Bianco e Chardonnay, Strutturato, profondo, fertile per Nosiola
FORMA DI ALLEVAMENTO: Pergoletta semplice.
DENSITA' DELL’IMPIANTO:4000 viti per ettaro
ETÀ DELLE VIT1: 20 - 30 anni
RESA: 80-85 Hl/Ha
DATA DELlA VENDEMMIA: Metà settembre
AFFINAMENTO: 3 mesi in barrique di rovere

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LA DEGUSTAZIONE ‘A CAMPO APERTO’

Si è scelto un periodo di otto giorni, facendo degustare i due vini ai clienti selezionati a campione, aventi caratteristiche tali a che il loro giudizio risultasse in equilibrio, evitando di far testare a clienti non bevitori abituali o comunque non avvezzi ad esprimere un giudizio, anche  se elementare, sulla qualità del vino,  e nello specifico avere almeno la conoscenza di qualche caratteristica organolettica per quanto riguarda profumi e sapori.
Sono stati selezionati 73 soggetti ai quali sono stati fatti degustare i due vini, iniziando dal Bianco dei Sorni proposto come aperitivo, o per accompagnare piatti freddi a base di verdure cotte, salumi delicati, formaggi freschi, focacce ripiene di affettati ‘dolci’.
Il  Rosso dei Sorni accompagnato a piatti freddi a base di panini con prosciutto e altri salumi, con formaggi sapidi, semi-stagionati, e qualche primo piatto a base di asciutte con sughi di carne, o comunque saporiti. La prova non doveva dare indicazione di un eventuale abbinamento ideale, ma lo scopo era di riuscire ad avere dei giudizi, almeno sulle caratteristiche di base (colore, profumo, sapore), espressi in ventesimi, lasciando poi un breve spazio per qualche nota aggiuntiva.
Una prova si è tenuta nella Redazione OIFB,  riservata a super esperti, in quanto abituali consumatori di vini di qualità medio-alta e alta, e con una elevata conoscenza delle peculiarità organolettiche dei vini di qualità, anche superiore.
I vini, in questo caso,  sono stati degustati senza abbinarli ad alimenti, che avrebbero potuto condizionare il giudizio personale sulle intrinseche qualità organolettiche dei due vini.

Il risultato delle due sessioni è stato il seguente:
Sessione consumatori tradizionali - n° soggetti coinvolti: 68+5 (59 uomini, 14 donne)
Con una percentuale elevata  (88%) di bevitori-consumatori di vino che si possono definire: ‘preparati’ a vari livelli comunque all’altezza di giudicare un vino di qualità e il livello di questa.
Sessione super esperti, di livello sociale alto, abituali consumatori, in occasione di un pasto completo o per aperitivo, di vini di qualità medio-alta e alta.

Si è trattato di 5 professionisti-uomini.  (età da 45 a 58 anni)

BIANCO DEI SORNI

Il colore non ha destato particolari sensazioni comunque:
19/20 per 38 soggetti
18/20 per 29 soggetti
Il rimanente senza votazioni        

Profumi
Questa voce ha sorpreso un po’ tutti o almeno la maggior parte dei soggetti coinvolti, comunque vi è stato un generale consenso a vari livelli d’interpretazione. I più preparati hanno espresso  giudizi molto tecnici, tanto che  il giudizio ‘profumo dolce’ presente in scheda (i soggetti non ne erano a conoscenza) è stato espresso con un ‘deliziosamente aromatico’, ‘tenue e invitante’, ‘fascinoso, per nella varietà di sensazioni olfattive’,  ‘un profumo che intriga l’olfatto e lascia immaginare delizie gustative’. ‘tenero e deliziosamente mansueto, pur essendo una summa di sensazioni olfattive, anche impegnative.ma di facile interpretazione’.

19,5/20 per 38 soggetti
19/20    per 26 soggetti
Gli altri hanno espresso giudizi, elogiando la consistenza e soprattutto la gamma di risposte olfattive, con qualche identificazione come ‘piacevole floreale’ e da alcuni (quattro in tutto) un insistente cenno alla ‘cotogna’ e alla limoncella. Insomma il profumo, ha conquistato un po’ tutti, super-esperti, esperti o pseudo tali.

Gusto/Sapori

Fragranza e freschezza hanno vinto su tutto, anche se alcuni soggetti, forse per mostrarsi all’altezza, hanno individuato un equilibrio tra sapidità ed eleganza. Un vino che deve soprattutto alla sua matrice che è classica del Trentino con Chardonnay e Nosiola da primi attori. Meno coinvolgente, anche se decretato vino bianco di grande attrattiva, anche nel gusto,
tuttavia i profumi sono una base decisamente preminente che condiziona, alla fine, un giudizio positivo.

19/20 per 58 soggetti
18,50 per 16 soggetti
I rimanenti non ha assegnato un punteggio ma si sono espressi tutti, positivamente, con giudizi variegati, ma positivi.

 

I cinque super-esperti, consumatori anche di vini, con prezzo e qualità sopra la media, hanno dato giudizi che complessivamente posizionano questo vino, del quale immaginando il prezzo non eccessivo, come un buon vino bianco, per via degli equilibri in generale e dell’immaginato ottimo rapporto tra qualità e prezzo.

TRENTINO DOC ROSSO DEI SORNI

COLORE
Un giudizio in genere positivo per il ‘rubino’ evidente, con tenui  richiami al violaceo. Più del Bianco dei Sorni il Rosso dei Sorni ha coinvolto tutti o quasi in un identico giudizio.
19,5/20 per 59 soggetti
19/20    per 9 soggetti
I rimanenti hanno espresso un giudizio più che positivo nel colore.

PROFUMI
Galeotti 'furono' i sentori di frutti di bosco rilevati dai più esperti, ma valida anche la buona bevibilità riscontrata da tutti indistintamente, come se questo fosse il parametro che ha creato interesse, in tutti o quasi, abituati forse  a degustare rossi di difficile beva e soprattutto non più baciati dall’accattivante sapore caldo che cede il passo alla freschezza dell’insieme. Meraviglia in tutti per un vino rosso, che si fa bere con facilità, anticipando con l’olfatto determinate gratificazioni sensoriali. Un premio per  olfatto e gusto…e non è poco, sapendo anche che non si deve per forza ‘saccheggiare’  il portafoglio per godere di fresche, entusiasmanti sensazioni olfatto-gustative. (Nella foto, due professionisti (medici) super-esperti,  degustano incantati Bianco dei Sorni)

 GUSTO/SAPORI

Visto che il vino, si deve soprattutto bere gustandolo, l’elevata freschezza e bevibilità ha fatto esprimere giudizi positivi. Nel decidere il punteggio, molti si sono rifiutati, immaginando che il piacere globale, non attende un freddo punteggio da borsa valori.
19,5/20 per  41 soggetti
18,5/20 per  27 soggetti

I rimanenti hanno preferito dire ‘meraviglie’ che non si possono tradurre in un freddo numero.



 CONCLUSIONI FINALI PER I DUE VINI
Molti, hanno provato meraviglia, altri conoscendo la semplicità di tanti vini trentini (semplicità sta per facilità di beva e dell’interpretazione dei valori organolettici) sono stati concordi nel definirli 'classci trentini'.

I Super-esperti già reduci del test sul Sauvignon e Pinot Nero, della precedente degustazione,  hanno avuto la conferma che  ‘Cantina La Vis e Valle di Cembra’ è una realtà che ‘non parla molto’ o a vanvera, ma trasferisce il sapere nei fatti, che poi sono quelli che contano.

Come per dire che la qualità di un vino, per i comuni mortali, specie se è alla portata di molti, è testimonianza di una politica corretta per far giungere ad un numero più grande di consumatori l’essenzialità qualitativa di un vino da bere e non da mettere in una ‘ludoteca’ o in una cripta da tramandare ai posteri, come liquida testimonianza.