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RICAPITOLANDO


Protagonista il Gruppo Cantina La Vis e Valle di Cembra
Prima di ricordare alcuni avvenimenti o notizie flash giunteci da Cantina La Vis e Valle di Cembra nel 2006, e mandate in onda da OIFB, cerchiamo di spulciare tra le tante notizie sul vino e dal mondo del vino per trovarne qualcuna che possa darci testimonianza credibile e soprattutto affidabile nel tempo, su come vanno veramente le cose che interessano e interagiscono con il mondo del vino, a proposito di crisi o non crisi del settore. Oltre alle vigne, con i relativi vitigni, e le cantine, ci sono gli uomini impegnati a produrre e vendere il prodotto vino, e realizzare così un meritato profitto che permetta loro di continuare, speranzosi, a lavorare e produrre in fortunate stagioni di vendemmia.
Ci rendiamo conto che a volte il mestiere del Vignaiolo, si fa difficile, se, ad esempio, ha per scenario naturale i terrazzamenti vitati che costano e pretendono fatica, per allevare e raccogliere in certe vigne come quelle delle Cinque Terre liguri e della Lombarda Valtellina o di alcune zone del Trentino. "Viticoltura ‘eroica’", citava,  nel Dicembre appena trascorso, il Corriere Vinicolo. Intanto la viticoltura moderna, con il suo studio da parte di chi la ‘radiografa’, diventa materia di alta scienza che vede la genetica e la biologia molecolare come riferimenti per comprendere, ad esempio, “il  sequenziamento del genoma” ( leggiamo ancora su 'Il Corriere Vinicolo'). Forse non interesserà a molti viticoltori, e senz’altro non ai consumatori di vino, sapere che  il “DNA della vite è composto da 19 coppie di cromosomi per un totale di 500 milioni di nucleotidi e si suppone 30-40.000 geni.”
Ma a tutti interessa, certamente, la qualità vera del vino, tenendo conto del suo rapporto con il prezzo che sarà esitato sui vari canali di vendita e quindi al consumo finale, che poi è ciò che conta. Se nella ricerca l’Italia è in testa a livello internazionale, e in molti casi alcune nostre etichette, prestigiose e storiche, si battono alla pari, spesso superandole, con le più recensite etichette di Francia, vorrà pur dire che quelli bravi - intendiamo i vignaioli e i cantinieri - sanno fare il loro mestiere ed entrano in competizione quotidiana sul teatro della domanda e offerta per cercare di ritagliarsi qualche punto percentuale in più, o mantenere con serenità i traguardi già conquistati.
Sul vino e dintorni, molti, forse troppi, e alcuni in modo spesso incomprensibile o astruso, hanno continuato a discettare scrivendo libri e libercoli, guide e guidovie, per educare il ‘lettore’ alla scoperta del ‘BuonBere’ o del ‘Vino Giusto’.
Materia che potrebbe sembrare facile e quindi alla portata di un target di consumatori da fidelizzare, quanto più vasto possibile come numero e soprattutto come potenzialità effettiva di spesa. Diciamo subito che non fu facile, ad esempio, sradicare l’abitudine di molti autori che affrontavano, con esasperato tecnicismo, un tema ‘popolare’ come il vino, e che almeno per noi mediterranei o sud-europei, era considerata la quotidiana bevanda per tutti. Meglio se si fossero fatti coinvolgere dalla comprensibile e intrigante retorica, classica dei poeti e dei narratori, che definiamo ‘leggeri’ ma sarebbe più giusto dire coerenti con la cultura umanistica. L'umanista, infatti, cerca d’imitare come stile: Cicerone per la prosa, Virgilio per l'epica, infine Orazio per il lirismo.
Ce n’è voluto di tempo per far uscire i ‘comunicatori ufficiali’ dalle teorie scientifiche, dai tecnicismi e dalle descrizioni spesso incomprensibili o ‘esoteriche’, magari vincolate a schemi ufficiali ma che avevano un che di oscuro tecnicismo, adatte più per un ristretto numero di specialisti, e di presunti ‘esperti’. Questi ultimi, per millantare un arguto sapere sul vino, si comportavano come alcuni operai di quarto livello della Falk, che ostentavano, mostrandolo ripiegato, ma con il logo della testata bene in vista: ‘Il Sole 24 Ore’, e che a proposito di vino mostravano da saccenti le prime riviste che parlavano della bevanda bacchica, dalle quali trarre materia per discettare con i colleghi di catena di montaggio, sul ‘presunto nettare’ e  le sue valenze gustative o sensoriali in genere. Ma cosa è successo da qualche decennio a questa parte? Tutti, o quasi, parlano e  scrivono di vino, e sarebbe cosa ‘buona e giusta’, ma vi è un generale pressappochismo che lo si ravvisa anche in un’elevata percentuale di operatori dell’ospitalità a tavola o al banco che si limitano a conoscere qualche vino che espongono sulla carta dei vini, per consigliare o far scegliere l’incauto cliente-consumatore,  spesso digiuno di elementare sapere sul vino. Ma ci rendiamo conto che non si può sapere tutto, giacché, ad esempio, solo per sapere quanti e quali sono i vini a denominazione di origine, e conoscere alcuni elementi che li caratterizzano, bisognerebbe scorrere le oltre 1800 pagine del burocratico, relativo Codice. “Mamma li turchi!” – direte voi – ma grosso modo questa è la realtà.
L'argomento di questo speciale sul vino, vuole essere solo una traccia riepilogativa dei fatti che riguardano una realtà vinicola che ha tutti i numeri per affrontare i mercati, diventati ormai un mercato unico globalizzato, con vini DOC o IGT di buona e ottima qualità. Vini d’autore, in quanto siglati da alcune aziende che fanno parte della ‘Proposta globale’ del Gruppo Cantina La Vis e Valle di Cembra. Si tratta di vini che nei vari canali e mercati riscuotono i favori di target specifici, che sono protagonisti interessati come i clienti intermediari o i consumatori finali. 
Ma dunque il vino è in crisi, o sono in crisi soltanto i metodi e le strategie di alcune aziende che non hanno saputo guardare oltre i profili vitati dei loro vigneti?  Prima di sentire tre protagonisti, responsabili nei rispettivi ruoli del Gruppo Cantina La Vis e Valle di Cembra, diamo una veloce scorsa ad alcune notizie presenti sul Web e non solo.


A PROPOSITO DI CRISI E NON CRISI (dalle pagine un po' datate da Web e dalla Carta Stampata)
Crisi del vino  
Fin dai tempi della Bibbia sono esistiti i tempi di vacche grasse e di vacche magre: il mondo del vino sta vivendo, in questo momento, la seconda fase e molti produttori sono giunti impreparati a questa congiuntura. Da un lato la crisi internazionale, il deprezzamento del dollaro nei confronti dell'euro, l'arrivo di vini provenienti dal Nuovo Mondo; dall'altro il diverso atteggiamento dei consumatori, che si sono stufati di spendere cifre eccessive per bere una pur buona bottiglia. Il risultato è stato un mix esplosivo che ha lasciato le cantine strapiene e ha fatto salutare a denti stretti l'abbondanza di raccolto per la vendemmia del 2004. Siamo di fronte comunque ad una crisi strutturale, che farà cambiare usi e abitudini di chi decide di continuare a consumare buoni vini.


Da: "la VINIum Editoriali" (Essendo vietata la riproduzione anche parziale ci accontentiamo, come Redazione OIFB , di accennare al titolo...bontà loro, ci mancherebbe che osiamo copiarlo, il nostro direttore scrive di vino e per il vino da una cinquantina di anni...per tanto, andiamo oltre, accennando solo al titolo:
(Crisi del vino? Forse no, ma la sua identità è sicuramente in pericolo)
Roberto Giuliani     -   © 2000-2007  laVINIum.com - Tutti i diritti riservati
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Da Tigullio Vino it
Crisi del vino ! Non c'è problema, abbiamo i profili.
Mentre voi vignaioli siete lì a coccolare il vino, da poco finiti i travasi, c'é chi in America sta facendo ricerche sul vostro consumatore tipo, attraverso un progetto dall'ambizioso nome di Genoma - Understanding the DNA of the premium wine consumer [comprendere il dna del consumatore di vino evoluto].
Lo studio, condotto dalla Constellation Wine US in collaborazione con la Copernicus Marketing Consulting, ha prodotto i seguenti risultati che, in breve, delineano sei tipologie di consumatore tipo con caratteristiche ben precise.
(noi ne scegliamo solo tre)
Enthusiasts - entusiasti (12%)
Image seekers - attenti all'immagine (20%)
Savvy shoppers - acquirenti saggi (15%)



Ancora dal Web
LA GRAVE CRISI DEL VINO di Stefano Tesi. "Dio è morto", cantavano I Nomadi. Il vino anche, secondo Franco Bonaviri. ...
Vittima (il vino) dello smarrimento della sua anima rurale.
A me sembra che le cose stiano un po' diversamente.
Che il vino abbia perso il suo connotato di prodotto agricolo e abbia assunto quello di prodotto industriale a tutto tondo, con un'eccezione quasi casuale per la fonte della sua materia prima, è un dato acquisito da qualche decennio. Tutto, nel mondo del vino, obbedisce a logiche, dinamiche, sistemi di tipo industriale: strategie di investimento, cicli produttovi, tecniche commerciali, distribuzione, marketing, indotto, ricerca, analisi finanziaria. Persino in ambito dei grandi tavoli di concertazione internazionale, tipo Wto, il vino viene trattato ormai come altro rispetto alle comuni derrate agricole. E il fatto che, intorno a questo nucleo, continuo a galleggiare migliaia di piccole o grandi realtà rurali, è del tutto irrilevante.


PER RISOLVERE LA CRISI DEL VINO, STRATEGIE MIRATE PER ACQUISIRE NUOVI CLIENTI: GIOVANI E DONNE (Da Web 'Teatro Naturale')
Sono consumatori difficili. Per loro il vino è un elemento di piacere che favorisce la socializzazione, un prodotto più salutare di altre bevande alcoliche. Una scelta culturale, non solo moda. Nascono così giochi e progetti per un corretto approccio col nettare di Bacco.
Il consumatore cambia volto e nuovi segmenti si affermano nel variegato mondo del vino: sono i giovani tra i 25 e i 34 anni e le donne.
Sebbene dal 1971 al 2004 il consumo pro-capite di vino e' calato da 110 a 49 litri, da un' indagine Ac Nielsen emerge che il consumo di vino tra i giovani sia un comportamento sempre più diffuso.
Una ricerca, presentata all’Università di Perugia, nell’ambito della campagna nazionale “Vino e giovani” di Enoteca Italiana e Mipaf, riguarda la percezione che del vino hanno le nuove generazioni.
Il 20% della fascia tra 18-24 anni consuma vino rosso (il 27% degli over 40) e il 6% vino bianco (il 5% degli over 40), si scopre che ben il 43% della fascia tra 25-30 anni beve ogni giorno vino rosato (forse per l’abitudine all’aperitivo) e che comunque “già a partire da 18 anni si rileva un consumo di vino che non si discosta poi molto dalle cifre degli adulti”.
La tendenza generale è quella di bere vino “fuori casa” (28% del totale, contro il 20%). Il 28% delle donne, in particolare, dichiara di bere vino spesso fuori casa (il 10% in famiglia); il consumo extra domestico attrae sia la fascia tra 18-24 anni (26% contro il 15%), che quella tra 25-30 anni (31% contro 14%). Diffusa anche nella fascia tra i 31-40 anni, l’abitudine a bere vino fuori casa (28% contro il 23%); si attesta invece al 29% il consumo casalingo degli ultra40enni.
Il consumo frequente, tra 18-30 anni, è legato alla socializzazione (aperitivo e dopocena), con una predilezione per il momento mondano dell’aperitivo da parte della fascia 25-30 anni (13%).
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DALLE ‘PAROLE’ AI FATTI CHE RIGUARDANO IL VINO  PRENDENDO COME RIFERIMENTO IL ‘GRUPPO CANTINA LA VIS E VALLE DI CEMBRA’
A tu per tu con i Protagonisti del Gruppo Cantina La Vis e Valle di Cembra. Aql pone tre brevi domande al Presidente Roberto Giacomoni, al Direttore Generale Fausto Peratoner e al Segretario generale e responsabile PR e comunicazione Marco Raengo


AQL: “In sintesi ci parli dei risultati del vostro impegno in fatto di strategie, e quali le attività del Gruppo messe in campo per pesare sempre di più verso i vari mercati?”


RISPONDE ROBERTO GIACOMONI (nella foto)
"I risultati dello scorso anno sono lusinghieri e danno fiducia dopo un periodo non facile per il mondo del vino. Quello che però più conta è quanto siamo riusciti a mettere a segno nel corso dell'anno in termini di strategie e orientamenti al mercati.
Sono ormai diversi anni che La Vis ha avviato un progetto di sviluppo che prevedeva l'acquisizione di nuove aziende per conquistare nuove quote di mercato. Tutto procede nel migliore dei modi e quello che più conta, lo stesso mercato ha apprezzato oltre che capito lo sforzo compiuto che comunque intende innalzare la proposta qualitativa dei prodotti.
L'impegno per i prossimi anni è quello di sinergizzare le attività e le potenzialità di questo Gruppo dalle valenze uniche e che vede 8 aziende rappresentare il vino italiano nelle diverse fasce di prezzo e nei diversi segmenti."


AQL: “Tra passato, presente e futuro, due parole sulla Vostra realtà, accennando ai progetti realizzati e le ipotesi sugli sviluppi che riguardano soprattutto gli elementi determinanti dell’intera filiera dalla produzione al mercato interno e internazionale."


RISPONDE FAUSTO PERATONER (nella foto)
"Interpretare, riconoscere le opportunità, cogliere le esigenze. Sembrano espressioni semplici e quasi scontate in un approccio commerciale al mondo del consumo.
Arrivarci prima, rispondere alle esigenze, far cogliere il valore del tuo lavoro... è quanto può fare la differenza. ETHICA, il nuovo progetto avviato da Cantina la Vis e Valle di Cembra intende fare proprio questo.
Non si tratta della classica nuova realtà commerciale bensì di un progetto più ampio che intende rendere tutti gli anelli della filiera protagonisti e allo stesso tempo partecipi dell'impegno di produrre, commercializzare, distribuire, vendere e perché no, bere dell'ottimo vino italiano.
Ethica raggiunge oggi 51 Paesi, ma è nella straordinarietà del concetto (riassunto nel nome) che siamo convinti sta il vero segreto di questo progetto.
Siamo fedeli al nostro essere cooperativa valorizzando le produzioni dei nostri soci proponendoci oltremodo in chiave moderna sui mercati che non possono essere dominati solo da meccanismi che trovano nel "prezzo più basso" la chiave del successo o del futuro sviluppo."


AQL: Non sempre è il mezzo che si utilizza nel promuovere e comunicare sul vino e per il vino, a decretare il successo di un prodotto o di un’azienda, ma sono gli elementi e lo stile, che strutturano le informazioni e la comunicazione in genere, ispirando fiducia e credibilità nell’universo dei consumatori,  e a determinare il successo, mediando tra informazione credibile e la promozione. Il Gruppo Cantina La Vis e Valle di Cembra come progetta e realizza la sua comunicazione.


RISPONDE MARCO RAENGO (Nella foto, con il nostro direttore AQL)
"Comunicare la valenza di quanto l'azienda sta facendo, far capire lo sforzo innovativo che governa lo sviluppo della Cantina e che vuole sempre e comunque prima di tutto salvaguardare chi produce da una parte e chi consuma dall'altra, è certamente un' esperienza entusiasmante.
Non c'è nulla da inventare perché qui regna (e chi ci ha visitato sa cosa intendo dire) ed è percepibile uno spirito genuino. Fatto di professionalità ma anche di familiarità in cui c'è orgoglio per quanto ciascuno compie per costruire successi che però superano le barriere dell'azienda per riversarsi su un territorio generoso abitato da famiglie fantastiche e che hanno nel dna la coltivazione della vite.
Ecco perché territorio ed arte sono gli elementi principe della nostra filosofia produttiva. In un contesto di questo genere il vino si propone come opera d'arte del territorio. Un territorio che conquista perchè difficile ma allo stesso tempo sa ripagare chi lo rispetta e lo valorizza.
Comunicare un progetto - perchè in fondo di questo si tratta - che parte dalla vigna passa attraverso la Cantina per giungere in bottiglia, il tutto condito dall'accoglienza, non ultima quella raffinata proposta da Maso Franch, diventa allora facile e bello perché sai di proporre qualcosa che merita di essere compreso. Se poi il comune denominatore è rappresentato dall'uomo, allora l'esperienza La Vis non si deve solo conoscere ma degustare."

PER FINIRE UN BREVE FLASHBACK SUGLI AVVENIMENTI 2006 DEL GRUPPO CANTINA LA VIS E VALLE DI CEMBRA SCEGLIENDO SOLO QUALCHE PARAGRAFO DI ALCUNE NEWS PUBBLICATE E MANDATE IN ONDA SU OIFB

30/12/2005 - CANTINA LA-VIS E VALLE DI CEMBRA CONTANO LE STELLE FORTUNATE
Natale ricco per Cantina La Vis e Valle di Cembra...e le sue aziende del Gruppo che negli ultimi giorni hanno raccolto molti riconoscimenti in prestigiosi concorsi nazionali ed internazionali.
“Effervescents du Monde” ha premiato le bollicine del gruppo: Cesarini Sforza Cuveè Brut Rosè e Canaletto Wmc Pinot Grigio Sparkling hanno vinto la megaglia d’argento nel selezionato concorso in cui solo poche etichette italiane hanno saputo ritagliarsi un posto di prestigio. In terra italiana il Banco d’Assaggio di Torgiano ha invece premiato con l’oro il Müller Thurgau Maso Roncador e il Novello La Vis mentre menzioni speciali hanno raggiunto le produzioni siciliane di Santa Tresa: dal Nero d’Avola, al Grillo, al Cerasuolo. Dopo l’Assemblea dei soci ai quali sono stati presentati i risultati soddisfacenti dell’ultimo anno sociale, i primi mesi del nuovo esercizio fanno ben sperare i responsabili di La-Vis che hanno saputo sinergizzare l’impegno sui diversi mercati e raccogliere nuove opportunità di vendita sia in termini di volumi che di qualità.
“Stiamo raccogliendo importanti segnali che testimoniano il successo delle scelte adoperate – dice Roberto Giacomoni presidente del gruppo trentino - e i successi nelle diverse manifestazioni non possono che rassicurarci su quanto proponiamo sulle tavole degli italiani.


26/04/2006 - VINI TRENTINI FIRMATI LA VIS IN 'MOSTRA' NELLA BASSA MILANESE PER ESSERE DEGUSTATI, CAPITI E APPREZZATI. (Test organizzato da OIFB)
Da tempo - noi di OIFB _ desideravamo far conoscere agli esigenti consumatori di un centro della bassa (nel Milanese)  che è territorio di ampie distese spesso coperte dall'acqua delle risorgive o dei canali deviati per dare 'acqua al riso', due vini di montagna, quella vera, e non semplici rialzi che spesso son poco più che monticelli di meno di cento metri. Dove trovare allora vini di buona fattura che della montagna hanno l'umile pretesa di essere tra i primi, se non primi in assoluto, anche se a volte fanno 'marameo' ad altri celebri nettari che nascono in tribolate cantine dove il tempo e il legno cambiano sapori e profumi ai vini tenuti prigionieri per troppo tempo e che una letteratura alla moda ha portato agli onori della cronaca ma non sempre agli onori di palati esigenti e 'costumati', avvezzi a bere bene senza voler provare vertigini con l'olfatto e con il palato. Il vino, l’avevamo scritto già intorno agli anni sessanta, non poteva essere forzato oltre misura, per non dire oltre natura, fino a somigliare a pozioni conservate in monacali dispense per alchimisti. Torno così, dopo aver fatto degustare al giro di persone che sono clienti di locali giusti e consumatori di prodotti per sopraffini ed esigenti palati, una delle etichette che reputo tra le più interessanti nel mercato delle bollicine riservate agli operatori del settore dell'ospitalità del fuoricasa, scelgo per questa prova 'campale' il Trentino Sauvignon 'Maso Tratta' di Cantina La-Vis e il Trentino Pinot Nero 'Collezione dei Produttori' Vigna Saosent.


27/05/2006 - SIGLATO ACCORDO TRA CASA GIRELLI E BAGLIO CHITARRA PER PRODUZIONE A MARCHIO LE MURA DI VINI SICILIANI
Casa Girelli e Baglio Chitarra siglano un accordo per lo sviluppo di prodotti siciliani che dal 2007 potranno contare su una struttura per la vinificazione nella provincia di Trapani. (………..)Ad oggi Le Mura commercializza 1 milione di bottiglie in particolare sui mercati USA e UK “Il marchio La Mura - spiega Stefano Girelli direttore commerciale di Ethica (la nuova realtà commerciale del Gruppo La-Vis che riunisce 8 aziende, movimenta oltre 30 milioni di bottiglie per un fatturato complessivo di ca. 90 milioni di euro) – è già conosciuto e ottimamente posizionato sul mercato estero. Ci aspettiamo ulteriore slancio e interesse rinnovato per questi prodotti dalla marcata territorialità, a suggellare un momento quanto meno felice per la proposta enologica siciliana.”

05/06/2006 - DOPO IL SAUVIGNON E IL PINOT NERO, DEGUSTATI NEL CENTRO-TEST DI OIFB DUE VINI DELLA 'LINEA DEI SORNI' DI CANTINA LA VIS E VALLE DI CEMBRA PROLOGO AL TEST DI ALTRI DUE VINI TRENTINI
Tra storia e realtà di oggi
La zona dei Sorni si contraddistingue per due prodotti: gli uvaggi del Bianco dei Sorni e del Rosso dei Sorni. (.................) Iniziamo prendendo l’avvio dalla scheda ufficiale del Trentino Doc  Rosso dei Sorni, che nasce da uve della zona viticola dei Sorni nel cuore delle colline Avisane, le sue particolarità pedologiche e climatiche caratterizzano le uve coltivate che vinificate danno origine al rosso dei Sorni. Vino rosso rubino con decise sfumature violacee in gioventù, leggermente vinoso, con sensazioni fruttate di lamponi e piccoli frutti di bosco e un caratteristiche ricordo di viola. Sapore caldo, asciutto, lievemente tannico, gradevole. E’ un vino di buona struttura che permette di preservare nel tempo quelle caratteristiche di freschezza e bevibilità, che contribuiscono alla definizione di un rosso autenticamente piacevole, servito sui 16 gradi, accompagna benissimo tutto pasto, dai primi piatti ben conditi con salse di selvaggina, ai piatti di carni bianche saporite e rosse in genere, ottimo anche con i formaggi di media stagionatura, non eccessivamente piccanti.

CONCLUSIONI FINALI PER I DUE VINI
Molti, hanno provato meraviglia, altri conoscendo la semplicità di tanti vini trentni (semplicità sta per facilità di beva e dell’interpretazione dei valori organolettici) sono stati concordi nel definirli 'classici trentini'.
I Super-esperti già reduci del test sul Sauvignon e Pinot Nero, della precedente degustazione,  hanno avuto la conferma che  ‘Cantina La Vis e Valle di Cembra’ è una realtà che ‘non parla molto’ o a vanvera, ma trasferisce il sapere nei fatti, che poi sono quelli che contano. Come per dire che la qualità di un vino, per i comuni mortali, specie se è alla portata di molti, è testimonianza di una politica corretta per far giungere ad un numero più grande di consumatori l’essenzialità qualitativa di un vino da bere e non da mettere in una ‘ludoteca’ o in una cripta da tramandare ai posteri, come liquida testimonianza
 
12/06/2006 - UN PROGETTO CHE HA IL VINO COME PROTAGONISTA: UN FATTO CULTURALE, QUALITATIVO E COMMERCIALE
Uomo, Territorio, Tecnologia, sono elementi sui quali si basa l'attività di Cantina La Vis e Valle di Cembra per attribuire qualità e prestigio ai suoi protti.
(........................................)  “Il progetto Sorni è un nuovo tassello di quel Progetto Territoriale avviato un paio di anni fa e volto alla valorizzazione turistica, economica e culturale di Sorni, una piccola borgata nel comune di Lavis dalla preziosa vocazionalità vitivinicola.
Duecentocinquanta ettari di cui 100 dedicati alla viticoltura di qualità e 80 sotto il diretto controllo produttivo di La Vis per una Doc come sottozona nata nel 1997. Un progetto che ha ancora una volta al centro il territorio di riferimento dell’azienda, e che si aggiunge a quelli messi in cantiere in questi ultimi anni. Da Maso Franch alla cantina Valle di Cembra, dal progetto Chardonnay alla nuova Cantina Ritratti. Tutti questi, dicevamo, passano attraverso una valorizzazione del lavoro dei suoi 1300 soci, delle loro produzioni, ma anche del sistema trentino.
Sorni ha tutte le carte in regola per esprimere una viticoltura di assoluto pregio ma anche per proporsi in chiave enoturistica. La Strada del Vino, la nascita di aziende agrituristiche di qualità in grado di accogliere il popolo di eno-appassionati, rappresentano per la borgata opportunità da non perdere, in collaborazione con le istituzioni locali, per proiettare in chiave nazionale ed internazionale questo territorio e le sue produzioni.
La Guida ai Sorni è allora uno strumento nuovo, un percorso suggerito, che tende a valorizzare la Storia ma anche la scoperta di luoghi, sottolineando con attenzione le ricchezze presenti non ultime quelle della terra che sapientemente poi combinate si offrono come biglietto da visita per questo borgo.
Andrea Brugnara, giovane architetto, ha saputo andare alla radice di questo borgo proponendo in modo semplice ma attento e rigoroso, il frutto delle sue ricerche. La sua passione per la storia, l’arte e la cultura hanno fatto il resto, corredando l’opera anche con un’ampia documentazione di foto storiche.

Uno strumento prezioso
Nel lancio del progetto la filosofia commerciale non ha potuto prescindere da una ridefinita combinazione di elementi comunicazionali. Vengono studiati nuovo logo e packaging per affrontare le complesse sfide dei mercati globalizzati e vengono messe a punto accurate strategie commerciali.
Ma non basta. Il successo dei vini Sorni passa attraverso 3 passi fondamentali, ciascuno dei quali non può fare a meno dell’altro.
•  Una corretto rapporto qualità/prezzo. La Vis in questo campo è maestra e ha studiato un puntuale posizionamento di prodotto per i due vini
•  L’utilizzo di blend dal marcato appeal. Il Teroldego e il Lagrein da una parte, Chardonnay trentino con Nosiola dall’altra, rappresentano scelte ponderate per un consumatore attento e alla ricerca di riscoperti sapori, autentiche espressioni di una determinata zona
•  Territorialità. Ormai non solo moda ma una filosofia che oggi applica il consumatore nella ricerca dei prodotti da consumare. E’ l’aspetto più difficile ma anche più entusiasmante da comunicare che richiede del Tempo ma anche un concreto e diretto contatto con il consumatore finale. La Guida si veste allora di significati strategici proprio in chiave territoriale. Diffusa capillarmente assieme alle bottiglie nei diversi mercati proprio per raggiungere quel consumatore finale di cui parlavamo prima.
Nella grande distribuzione con Esselunga con cui è stato di recente siglato un accordo per la distribuzione della lina Sorni, o nell’Horeca attraverso i fedeli partner della Rinaldi Wine con cui sono state messe a punto una serie di iniziative al riguardo.
Gli obiettivi dell’azienda sono di assoluto rispetto: 500.000 bottiglie nei prossimi 3-4 anni.
Il mercato principale rimane al momento l’Italia dove i vini hanno già fatto comparsa nei salotti prestigiosi di Roma (incontri di ministri UE e altri italiani) e nell’esclusività di alcuni locali (Hany’s Bar). I mercati esteri che meglio hanno risposto alla proposta sono quello tedesco (in particolare il Rosso dei Sorni) assieme a quello svizzero, austriaco e belga. Importante e dalle grandi prospettive anche quello Usa.”

12/06/2006 - SOSTE VIP NEI LONGUE LUFTHANSA FIRMATE LA VIS
Soste VIP nei lounge Lufthansa saranno firmate La Vis.
Dalla prossima estate ma anche per l’autunno 2006 nelle aree riservate ai passeggeri business class diretti nel mondo e che faranno tappa in Germania (pensiamo solo ai prossimi mondiali di calcio previsti in terra tedesca) serviranno Chardis La Vis, lo chardonnay trentino della linea Storia di Vite. (.......................)
Se nei mesi scorsi Cantina La Vis e Valle di Cembra con le sue consociate era riuscita ad aggiudicarsi il servizio su alcune tratte aeree internazionalista con spumanti e con vini fermi, questa è la volta dei servizi a terra dove in confortevoli salottini vip e first class sarà possibile degustare Chardis con ogni sorta di leccornia in abbinamento.

03/07/2006 - WINE ADVOCAT, LA GUIDA DI ROBERT PARKER, PREMIA 'VILLA CAFAGGIO'
Wine Advocate, la guida di Robert Parker premia Villa Cafaggio...

...ed è proprio il caso di dire, “su tutta la linea”. Probabilmente quella di Robert Parker è la più prestigiosa e famosa guida al mondo per quanto concerne il vino. Tutte le grandi marche dei migliori produttori al mondo senza un suo giudizio positivo probabilmente sarebbero qualcosa di diverso.
Villa Cafaggio piccola perla della produzione toscana nella conca d’oro del Chianti Classico (tenuta di 68 ha. per 350.000 bottiglie) conferma i già positivi giudizi che aveva guadagnato nel tempo su questa guida, raggiungendo questa volta però valutazioni di eccellenza o comunque di valore per tutti e quattro i prodotti dell’azienda che dallo scorso gennaio 2005 è sotto il controllo di Cantina La Vis e Valle di Cembra.
Nella speciale graduatoria formulata in centesimi, Cortaccio 2001 raggiunge 95, San Martino 2001 invece 92, mentre Chianti Classico Riserva 2001 e Chianti Classico 2002 rispettivamente 89 e 86 punti.
Molti i premi che questi vini stanno conquistando nelle ultime settimane sulle diverse platee internazionali per non parlare di quelle nazionali (dalla rivista Decanter, alla Wine Challange di Londra, Prowein, Pramaggiore,..) e che certamente oggi però hanno un sapore diverso.

04/07/2006 - MÜLLER THURGAU...RISORSA DI UNA VALLE..
MÜLLER THURGAU

Risorsa di una Valle. Espressione di un territorio. Interpretazione di successo da parte di un’azienda.
(..................................)
Il nostro patrimonio è il territorio. Con questo slogan ben radicato in ogni propria azione, Cantina La Vis e Valle di Cembra ha saputo negli anni valorizzare le produzioni presenti nei 1400 ha. del proprio vigneto ed assicurare ai 1300 soci che compongono la proprietà, sviluppo, crescita e prestigio: diventare marchio credibile e riconosciuto della qualità trentina. Non è stato un percorso semplice ma certamente ha dato molte soddisfazioni a quanti hanno creduto nei progetti ambiziosi quanto vincenti che hanno rivoluzionato il modo di intendere la cooperazione quale strumento economico di valore, per affrontare i mercati del terzo millennio.
Il sapiente lavoro svolto in campagna come quello sviluppato in cantina (tutto all’insegna dell’innovazione più assoluta) ha guidato lo sviluppo dell’azienda lavisana che su vitigni quali lo Chardonnay (oltre il 5% della produzione nazionale) e il Müller Thurgau ha costruito la propria proposta di prodotto in quanto costituiscono il 70% della produzione aziendale.
(........................................)
Il marchio Valle di Cembra, con le sue produzioni squisitamente di montagna, si propone oggi quale marchio forte e ricco delle peculiarità che contraddistinguono le uve di questa vocata vallata trentina. Il recente ammodernamento della Cantina, delle tecnologie adottate, le nuove risorse dedicate, gli impianti rinnovati,   sono solo alcuni degli aspetti che hanno visto il rilancio e l’ulteriore qualificazione del prodotto Müller Thurgau e l’attivazione di nuovi canali distributivi e di vendita. Investimenti importanti (per 2 mln. di euro) che però sono destinati a salvaguardare quello che potremmo definire un simbolo di queste produzioni.
Anche il Progetto Qualità (quello per intendersi che ha permesso la nascita della linea Ritratti) è stato trapiantato quassù: Vigna delle Forche è la selezione esclusiva, proposta in poche migliaia di bottiglie per autentici intenditori e palati sopraffini. Un sorso di territorio: quello vero e ammaliante della Valle di Cembra.

01/08/2006 - IL FASCINO O I PROBLEMI DEL VINO NELLA COMUNICAZIONE
STORIE, RACCONTI E DIFFICOLTA’ DI ESPRESSIONE DI UN PRODOTTO SULLA SCENA INTERNAZIONALE: DA CEMBRA, IN TRENTINO, IL COMMENTO DI “ADDETTI AI LAVORI”, INVITATI A RACCONTARE IL FASCINO (O I PROBLEMI DEL VINO) NELLA COMUNICAZIONE
 
Dopo anni di crescita, di maggior visibilità nei mezzi di informazione, il settore vitivinicolo sente la necessità di riflettere profondamente sulle proprie modalità comunicative: la necessità di interrogarsi su quale sia il racconto del vino che si vuole narrare.
Promosso dalla Cantina La Vis e Valle di Cembra (una delle realtà cooperative vitivinicole più interessanti a livello mondiale)nel piccolo paese di Cembra, patria del Muller Thurgau, che ogni anno si raccoglie intorno al vitigno inventato dallo scienziato svizzero Hermann Muller (originario di Thurgau) ed ormai un “vitigno europeo” per l’essere in produzione in Germania, Svizzera e nell’Europea Centrale, il dibattito su “Fascino del vino: quali linguaggi per comunicare la modernità” (moderato dalla giornalista Paola Saluzzi), ha permesso di analizzare, forse meglio dire iniziare, la lettura di uno dei argomenti più importanti del settore.

11/09/2006 - ARTE ITALIANA IN CINA PER IL MONDO DEL VINO CI SARA' LA VIS
Arte Italiana in Cina? Per il mondo del vino ci sarà La Vis
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Si è aperta presso il Namoc di Pechino per trasferirsi il 25 ottobre a Canton, la Mostra organizzata dal Mart di Rovereto e promossa dal Ministero degli Affari Esteri dedicata alle “Figure e Immagini del XX secolo italiano”. Inserita nel contesto delle iniziative promosse per l’Anno dell’Italia in Cina, la mostra sta nutrendo enorme interesse non solo nel paese asiatico ma, come d’altra parte sempre accade quando il tema riguarda più genericamente il made in Italy, anche in quelli vicini e veramente spopola quando è l’arte o il design il tema della proposta.
Quando parliamo d’arte italiana non possiamo in un certo qual modo non ricordare un’altra arte in cui siamo maestri: il vino. E certamente nel contesto dell’anno dedicato all’Italia in Cina anche il vino e lo spumante dovevano trovare il giusto spazio in chiave celebrativa ma anche di promozione di un prodotto che, ultimi dati alla mano, ha registrato nell’ultimo anno un significativo +115% di importazione, a testimonianza del crescente interesse che anche in Cina si sta sviluppando attorno a uno dei nostri prodotti portabandiera.
Cantina La Vis e Valle di Cembra da tre anni ormai segue il Mart nella propria quanto innovativa e qualificata proposta di arte moderna. In Italia come all’estero un connubio vincente all’insegna del prestigio della proposta: dell’arte in senso stretto con il museo e le sue raffinate iniziative, in senso più lato con una selezione di prodotti di eccellenza che spaziano dagli spumanti della Cesarini Sforza, alle linee Sorni e Ritratti a marchio La Vis.
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Autorità del mondo politico, di quello economico e culturale dell’intera Asia per alcuni mesi faranno capolino attorno a questi eventi artistici firmati Italia.
Mart con La Vis e Valle di Cembra brindano al successo dell’opportunità offerta alla cultura italiana. La loro presenza, firme d’autore, rappresenta garanzia italiana di uno stile vincente che non conosce soste e che è ricco delle valenze della nostra terra.

22/09/2006 - TRENTINO TERRITORIO DEL 'BUON VIVERE'...MERITO ANCHE DI CANTINA LA VIS -VALLE DI CEMBRA 
Nel corso dell’estate 2006 sembra proprio che le quotazioni del Trentino come territorio del buon vivere siano cresciute. Questo almeno stando ai dati analizzati dal servizio accoglienza della Cantina La Vis e Valle di Cembra che ogni anno attraverso le strutture della Vinoteca (di recente a quella di Lavis si è aggiunta quella di Cembra) dispensano offerte e servizi ai numerosi turisti che invadono pacificamente le nostre Valli.


“Registriamo un +15% di presenze- commenta Rosario Pilati (responsabile Vinoteca e accoglienza della cantina lavisana) – in modo particolare austriaci , tedeschi ed olandesi. Veramente un annata da ricordare che nel mese d’agosto (con il mal tempo) ha visto scendere a valle molti turisti alla ricerca di qualcosa di diverso dalla classica passeggiata in montagna o gita al lago. Sono alcune migliaia le persone che nella stagione estiva, attratti dalle nostre proposte, gravitano nel mondo La-Vis”.
Dagli stessi dati risulta che gli italiani sono i più disposti a spendere per un buon vino (la vacanza è sacra), mentre i tedeschi sono i più attenti al rapporto qualità/prezzo, domandano spesso di assaggiare e hanno un gusto più classico e orientato al vitigno internazionale.
Sempre l’italiano è orientato maggiormente ad assaggiare la tipicità, pensa all’abbinamento cibo/vino, è più curioso e fa molte domande.
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Il mondo dei servizi della Cantina La Vis e Valle di Cembra è in continuo sviluppo perché in costante crescita è l’universo degli enoturisti che richiedono anche novità ed esclusività.
Presto Maso Franch, Gourmet e Relais della Cantina in Valle di Cembra rappresenterà per questi, una tappa da non perdere all’insegna della qualità della proposta. Provare per credere
 
29/09/2006 - GOURMET E E RELAIS DELLA CANTINA LA VIS IN VALLE DI CEMBRA
Gourmet e Relais della Cantina La Vis in Valle di Cembra
Dal 30 settembre, in Trentino c’è Maso Franch. Gourmet e Relais della Cantina La Vis in Valle di Cembra, Maso Franch intende proporre accoglienza e ristorazione di alto livello in un Trentino quanto mai impegnato nel presentarsi con rinnovato vigore all’attenzione di addetti ai lavori e buongustai.
(................)Valorizzare il territorio è sempre stato un caposaldo della filosofia produttiva La Vis che attorno a semplici quanto importanti concetti (arte, cultura, e appunto al territorio fatto di terra ma soprattutto di uomini), ha costruito la propria forte identità che ne ha fatto nel tempo una realtà vitivinicola dal valore internazionale e da molti indicata quale modello per uno sviluppo sostenibile del territorio e della sua gente.
(......................) “In Maso Franch trovano corpo diverse strategie aziendali, difficile indicare la più importante. Enoturismo, accoglienza, promozione, cultura si intrecciano con un obiettivo ben definito: dare evidenza alle potenzialità di una terra e dei suoi prodotti (il concetto di genius loci)– interviene Fausto Peratoner, direttore generale dell’azienda lavisana - Rappresenterà per taluni versi l’immagine della Cantina, ma sarà anche importante per il turismo, la viticoltura e altri settori importanti dell’economia della nostra provincia. La nostra azienda è stata più volte innovativa nel proporsi e seguire delle strade avvincenti rilevatesi poi gratificanti. Anche con Maso Franch – continua Peratoner – vogliamo essere da stimolo per la nascita di altre realtà economiche che possano nel caso specifico integrarsi bene con l’importante lavoro sviluppato dai Patti Territoriali, le APT di ambito, le Strade del Vino e gli altri enti ed istituzioni della Valle di Cembra.”
Inserito in una cornice unica con i famosi terrazzamenti destinati all’allevamento di Müller Thurgau e Chardonnay, Maso Franch è Gourmet: circa 60 i coperti disponibili affidati allo chef Markus Baumgartner, (rinomato cuoco altoatesino già segnalato dalla Guida Michelin), ma anche Relais: sono 12 le stanze disponibili (con alcune suite) pensate per accogliere un turismo qualificato e per certi versi di nicchia fatto di professionisti o piccoli imprenditori oppure per coloro che, all’insegna dell’enoturismo, vanno ricercando itinerari dal sapore rurale in territori incontaminati.
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16/11/2006 - VIVA IL VINO SCINTILLANTE...FRESCO E GRATIFICANTE: NOVELLO VIGNETI DELLE DOLOMITI  CANTINA LA-VIS
E’ solo la casualità, per l'imperdonabile ritardo da parte nostra, se 'stappiamo' il Novello protagonista di questo speciale solo oggi 16 Novembre, celebre data di lancio mondiale di un vino nuovo (noveau) che ha fatto la storia di questa tipologia di vini che si presentano sulla scena mercantile per incuriosire, ma soprattutto soddisfare o gratificare i palati con la 'freschezza' degli umori organolettici, non esaltati né modificati dal tempo e dalle attenzioni che l'uomo pone al servizio di vini che con la maturazione, in un ciclo più o meno lungo, raggiungono traguardi di autentica nobiltà.
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Le uve dei piccoli grappoli in partenza offrono un fruttato che si esalta con una tecnica di vinificazione che ne salvaguarda gli aromi, inoltre ci si affida alla tradizionale fermentazione, ormai collaudata,  e una macerazione semicarbonica naturale al massimo, operata sul 100% delle uve.

Per finire l'anno 2006....
04/12/2006 - CANTINA LA VIS - VALLE DI CEMBRA RISULTATI POSITIVI....E MARCIA IN AVANTI
Cantina La Vis e Valle di Cembra, risultati ottimi e rilancia


Giorni fa, in un incontro mirato, sono stati presentati ai 370 soci presenti i dati di bilancio. Bene il fatturato (da 32 a 35 milioni di euro), le liquidazioni (da 112 a 116 euro al quintale), il patrimonio (16,5 milioni) e le ricadute sul territorio (30 milioni di investimenti di cui 8 solo nell’ultimo anno). E il vino di La Vis atterra in Cina
Mellarini: lunedì il Piano di sviluppo rurale al Tavolo Verde. “Risorse quasi raddoppiate”
E’ un bilancio sano e in crescita quello approvato all’unanimità dai soci della Cantina La Vis Valle di Cembra, riuniti oggi in assemblea. A dirlo sono in primis i ricavi, passati dai 32 a 35 milioni di euro, a fronte di 142.000 quintali di uva conferita (40.000 in meno dell’anno scorso). Circa 20 milioni di euro derivano dalla vendita di vino sfuso e 15 da imbottigliato. 537mila l’utile netto.
Dati che si riflettono anzitutto sul liquidato ai 1.300 soci, passato da 112 a 116 euro al quintale. Un risultato particolarmente interessante, ha spiegato il direttore Fausto Peratoner, nonostante la produzione inferiore e la fase economica e politica in generale molto complessa.
Non solo. La Cantina si è ancora una volta distinta per la sua forte politica di sostegno allo sviluppo del territorio, sul quale investe con determinazione: oltre 30 i milioni di investimenti, dei quali 8 solo nell’ultimo anno. Basti citare Maso Franch (al quale domani sono invitati tutti i soci), l’esempio più recente, biglietto da visita e luogo di ospitalità non solo per i clienti, ma per tutti gli ospiti del Trentino.
“Un impegno che rivela il nostro alto senso di responsabilità – ha detto il presidente Roberto Giacomoni – ma anche la soddisfazione che si prova a consegnare ai soci risultati positivi, nonostante un’annata difficile dal punto di vista del mercato”.
I numeri costituiscono il ritorno in cifre di un’importante attività commerciale che ha portato risultati eccezionali. Il Muller Thurgau prodotto dalla cantina cooperativa è sbarcato in Cina (grazie alla sponsorizzazione del Mart); altre etichette sulla business class della Lufthansa, negli alberghi e casinò di Montecarlo, in Quebec, Estonia. Lo spumante è atterrato anche in Francia, la patria delle bollicine, ed ha pure vinto tre premi.
Stefano Girelli, responsabile commerciale, ha snocciolato i successi: 119 vini del gruppo, commercializzati attraverso la società Ethica, hanno ricevuto premi e riconoscimenti. Tre etichette hanno vinto l’oscar qualità prezzo, altre tre i “4 grappoli”, quattro il concorso di Pra Maggiore. In Inghilterra, uno dei principali mercati di sbocco all’estero, 8 vini hanno ottenuto la best class (migliori della loro categoria).
Sul fronte commerciale la Cantina ha ristrutturato la rete distributiva americana e si è introdotta in Canada, un mercato difficile che promette interessanti ritorni.
Un impegno che ha ottenuto il plauso di Tiziano Mellarini, assessore provinciale all’agricoltura, che ha espresso forti apprezzamenti per i successi commerciali (suggerendo di intensificare gli sforzi anche presso gli albergatori trentini). Mellarini ha approfittato per annunciare l’imminente approvazione al Tavolo Verde (in calendario lunedì) del Piano di Sviluppo Rurale, che governerà il sostegno agli investimenti in agricoltura per il settennio 2007-2013.
“Anche se inizialmente si parlava di un calo delle risorse del 20-25% - ha detto ringraziando l’impegno del presidente Lorenzo Dellai, che ha partecipato all’assemblea – siamo riusciti a fare pressione e il Trentino ha ottenuto dall’Europa 101 milioni di euro, accanto ai quali vanno considerati a 256 della Provincia. Un impegno, quindi, maggiore dello scorso Piano di Sviluppo Rurale, che ha quasi raddoppiato le risorse”.
L’unanimità di oggi al bilancio non può non essere letta anche in relazione all’operato del consiglio d’amministrazione nelle recenti vicende con Cavit, verso le quali è stato espresso un chiaro sforzo di dialogo. “Il consiglio di amministrazione – ha detto Giacomoni – è certo della linearità della condotta dell’azienda. Stiamo cercando il dialogo con Cavit, al quale ci proponiamo con totale disponibilità.
Certo questa vicenda è una frattura che la cooperazione non doveva permettere”.
L’assemblea ha eletto 5 consiglieri in scadenza: Andrea Zanolli, Andrea Rizzoli, Tullio Nardon, Ivo Piffer, Marco Piffer e Giovanni Ferrari (nel comitato di controllo). In particolare i primi due sono rappresentanti della nuova generazione di amministratori che l’azienda aveva nel tempo formato con appositi corsi.
La cooperativa lavisana ha dato dimostrazione con quali strategie stia costruendo il proprio nuovo futuro, e come sempre parte dagli uomini.

IL PUNTO DI AQL
Sul vino e per il vino, non ho poi scritto tanto da meritare qualche riconoscimento che non abbia solo un valore simbolico, ma una testimonianza della quale vantarsi fuori dal proprio guscio delle conoscenze spesso labili a tal punto da non reggere al sopravanzare di una stagione di vendemmia.
Ma per il vino ho lasciato altri interessi culturali, come quello sull’olio che mi vide non solo tra i primi ma addirittura capostipite di un modo nuovo d’interpretare la qualità e la sostanza dell’olio con le sue valenze sensoriali e quelle ‘salutistiche’, spesso richiamate o ‘spettegolate’ dalla medicina delle scialbe rubrichette della tv nostrana. Ma debbo dire che sull’Olio ho potuto fare riferimento alla mia patria adottiva, per una nascita non casuale, tanto che i miei primi passi avevano come scenario naturale gli oliveti della Bassa Sabina reatina. Per il vino, o per i tanti vini che ho avuto occasione d’incontrare, degustare e altri conoscere così profondamente da iscriverli in una ideale lista delle ‘scorte’ da salvare in un ipotetica arca della sopravvivenza, ho dovuto ripetere esperienze e rivisitazioni dei luoghi che ospitano le vigne e i vitigni che danno i grappoli dai quali trarre quei nettari che più m’intrigarono nel percorso non breve della mia militanza come autore o semplice cronista di accadimenti che avevano il vino come liquida colonna sonora che avrebbe incantato anche le nove muse del Parnaso, poste sul monte per deliziare Apollo con la loro sensuale avvenenza.
Più tardi dell’Olio, il vino mi costrinse ad un interesse maggiore, recuperando il tempo passato a cercare di sapere altre cose, che ‘agricole’ anche loro, avevano monopolizzato il tempo delle mie quotidiane ricerche. Il vino si affermò nella mia curiosità, vincendo rispetto ad altre naturalità che il buon Dio regala agli uomini, gratificandone i sensi, e attizzando le voglie, anche le più difficili da soddisfare.
Fu proprio nel Trentino che sbocciò in me la voglia di apprendere il sapere sui vini di quella terra, ma soprattutto lo spirito degli uomini che quella terra abitano e lavorano in faticate stagioni, colme di apprensioni per via dei capricci della natura, che a volte ingrata ‘regala’ piccole delusioni che però non intaccano la speranza e la fiducia di chi è abituato a lottare per cercare di ottenere il meglio, se non il massimo che non sempre è possibile. Grazie al Supremo per avermi fatto scoprire il Trentino, le sue valli, le montagne, i vigneti che incontri per ogni dove in Val di Cembra e su verso Lavis, o sopra Trento. Facendo il verso al celebre  scrittore Richard Baxter che, da gentiluomo qual’era, grato agli aventi che lo videro protagonista, ringraziò Dio di averlo fatto nascere in Inghilterra. Da parte mia lo ringrazio per avermi regalato stagioni ricche di emozioni che ho provato, rimanendone estasiato nell’andare per i sentieri che s’inerpicano per i pendii, tra vigne ricche che danno generosi vini che sono il marchio di una naturale qualità, frutto di un habitat che sfidando la cupa, quindi forte, impressione che ti fanno le piramidi di Segonzano, sopravvissute alla furia dell’acqua e del ‘rodere’ del tempo che ha creato questi capolavori, la natura si riconcilia con gli uomini regalando paesaggi vitati che sono patria di nettari 'semplici' da interpretare, come semplice e dura è la vita dei vignaioli, che vanno su e giù per i profili che ospitano i tanti vitigni, e che faticano quasi come i cavatori di basalto. Questa è terra immaginifica, tanto che l’operosità delle genti non muta i ‘fiabeschi’ paesaggi dove sono nate le leggende come quella degli  “Omeni de Segonzan”, ovvero le piramidi che hanno sfidato i millenni. In quanto antichi testimoni ora sono credibili narratori virtuali di storie che si perdono nella notte dei tempi e della memoria, rendendo più genuina la vita dei ‘Signori' di queste vigne che son patria di tanti vini che hanno nomi celebri come  Muller Thurgau, Traminer Aromatico, Sauvignon, Lagrein, Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Pinot Grigio, Chardonnay, ed altri.
Grazie uomini e donne che lavorate al servizio di un nobile mestiere per il Gruppo Cantina La Vis e Valle di Cembra, che oltre al ruolo economico che deve dare il giusto profitto, ha anche quello di rendere umana l’intera operazione “dalla terra alla tavola”. Regalando, così, piaceri sensoriali a tanti comuni mortali e ad esigenti, e giustamente presuntuosi, degustatori. Raffinati nei sensi e smaliziati per le tante avventure consumate con in mano un calice terso che lascia trasparire i colori del vino, costoro sono gli inconsapevoli testimoni-ambasciatori del ‘passaparola’  dei tanti vini di questa terra benedetta dalla fortuna e garantita dalle tante stagioni di dura fatica che in vigna e in cantina vede gli umani protagonisti di questo miracolo trentino, lavorare sodo…sperando anche in un pizzico di benedizione dall’Alto e un po’ di fortunate coincidenze.
Non oso andare oltre, anche perché i ‘narratori’, come dovrei esserlo anch’io, non condizionati dal materialismo fine a se stesso, sono vinti dalle emozioni e dalle suggestioni che i vini regalano con le loro storie che si confondono con quelle degli uomini e delle donne di questa terra generosa e forte.
Alla fine urge una più severa descrizione delle cose e degli accadimenti, per questo lascio volentieri l'ultima parola ai ‘signori’ del vino di Cantina la Vis e Valle di Cembra che in breve riassumono l’etica e soprattutto la loro missione al servizio del vino e che per il vino, o per i tanti vini che etichettano, ogni giorno faticano per i filari delle vigne, per i giusti ‘umori’ che si respirano in cantina e soprattutto per le difficili strade degli implacabili mercati, che non fanno sconti, pretendendo il massimo dai prodotti che scelgono per i loro clienti-consumatori, e che Cantina La Vis e Valle di Cembra etichettano e che sono ambasciatori dell’arte enoica trentina, consolidata e vincente.


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DAGLI APPUNTI DEL GRUPPO CANTINA LA VS E VALLE DI CEMBRA

“Siamo legati alla terra con oltre 1.400 ettari di terreni vitati di proprietà dei nostri soci viticoltori e con un controllo produttivo su oltre 2.000 ettari. Vogliamo trasmettere attraverso il vino la vera essenza delle regioni italiane.”


Il Grande Progetto Ethica

ETHICA è l’espressione commerciale delle otto aziende vitivinicole controllate o distribuite da LA VIS. Vocate a garantire la qualità dei prodotti ai consumatori ed al servizio delle più importanti centrali d’acquisto del mondo, queste aziende rappresentano alcune delle regioni vitivinicole italiane più rinomate: Trentino, Toscana, Sicilia, Alto Adige.
Ethica è “la visione superiore” dei mercati e si prefigge di amplificare l’originalità e la proposta di ciascuna delle otto realtà che la compongono.
E' un modo, uno stile per stare a stretto contatto con il mercato. Oggi non è più sufficiente produrre, è necessario proporre qualità e fornire servizi di altrettanta qualità soprattutto nella parte finale della filiera per arrivare al distributore e con lui al consumatore finale.
Secondo questi principi ETHICA è presente con successo in oltre 45 paesi del mondo.