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GLOBALIZZAZIONE - CIBI ETNICI & DIETA ITALICA

Scrivo ‘Italica, poiché d’ora in poi non la voglio definire più: ‘Mediterranea’, salvo ché i ‘razzisti’ non intendano come ‘Mediterranea’, solo ciò che qualifica lo stile italiano. Chiamiamola allora Dieta Italica, ma poi agli Spagnoli, ai Corsi, ai Greci  che gli diciamo?
(Alcuni dei tanti ritagli che parlano di questi problemi)

 Che non sia molto d’accordo con la globalizzazione in generale ma soprattutto quella delle culture, dei vizi, delle tradizioni, e perché no dei gusti e delle abitudini, è risaputo…ne parlo da molto tempo. E’ anche vero che non bisogna generalizzare. Infatti, quando si parla della cucina cinese, bisogna sempre distinguere, poiché quella ‘alta’, spesso riservata ai cultori delle gastronomia universale, è cucina di grande valore gastronomico e qualitativo. Se si parla dei ristorantini, o dei locali spesso inospitali ed anche non igienicamente protetti è un’altra cosa. Per quanto riguarda il Mediterraneo, in Italia si trovano, ormai, una specie di  luoghi ‘stile Kebab’, dove si ‘spaccia’ la pizza, alcune specie di ‘arancini’ o crocchette spesso immangiabili, ma soprattutto si espone il dispositivo rotante dove viene cotta e affettata la carne (kebab…appunto ) che verrà poi tagliata a striscioline sottili e usata come companatico in mezzo al pane o alla pizza, o servita in altra maniera. Ebbene non tutto è sotto controllo dal punto di vista dell’igiene e del rischio salute. Altro esempio sono alcuni piccoli ristoranti ‘cinesi’ che non avendo lo stesso potere di spesa per acquistare prodotti di alta qualità come al contrario si trovano in alcuni locali di livello, purtroppo si ‘arrangiano’, allora la qualità organolettica va a farsi benedire.

A questo punto è davvero meglio andare al fast-food, giacché dal punto di vista igienico si sta tranquilli.

Molti articoli apparsi di recente su quotidiani e riviste elogiavano il successo dei ristorantini e dei cibi etnici che spopolavano nelle scelte degli italici ‘curiosi’ di rompere la tradizione. Ma come si legge in alcune cronache di questi giorni ci sono delle cittadine dove alcuni hanno aperto ‘locali etnici’, investendo pecunia, che poi hanno dovuto chiudere per il rifiuto della maggior parte degli indigeni di frequentarli. Certamente che nel Piemonte valligiano, preferiscono la ‘Bagna caöda’ tutti, al 100%, o la Finanziera classica piemontese, alle razioni etniche di basso livello organolettico e igienico. Insomma, non è sempre vero che ‘tutto il mondo è paese’... Quando una trentina di anni fa visitai il Canada per motivi di studio e ricerche sulle realtà ‘italiche’, in fatto di ristoranti o genere di locali dedicati all’ospitalità, trovavo sempre il tutto esaurito, e in molti locali i clienti in piedi in attesa che si liberasse un posto. Il ‘made in Italy’, anche nei piccolissimi locali funzionava e non certo per la ‘pubblicità’ casuale che lo scienziato Ancel Keys aveva fatto intorno alla ‘dieta mediterranea’, anche se lui allargava ad altre nazioni, anche nordiche, gli effetti positivi di un certo tipo di dieta…non necessariamente mediterranea.