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NECTAR...UN EVENTO DA RICORDARE

Dalla REDAZIONE OIFB PORTALE Italia
Un breve Entry del Direttore

"Avrei dovuto annunciare solo la nascita di un capolavoro in fatto di Olio Extravergine di oliva, ma prima voglio, o ‘desidero’ come direbbero spesso i falsi cortesi, fare una personale prefazione per dire come la penso  in fatto di qualità o di eccellenza nei prodotti alimentari o nelle strutture che offrono ospitalità, tipo Alberghi, Ristoranti o Agriturismo,  e affini ai settori sopra accennati.

Ad esempio i vini offerti  a prezzi da capogiro con magari mezzo secolo, o anche qualche secolo di vita  io li considero prodotti  ‘quasi mummificati’,  quindi un reperto museale, che può aver solo un valore che si ascrive alle curiosità da vedere per dire, ad esempio,  io ho visto una ‘conchiglia’ al Museo x, che aveva, a detta degli studiosi, delle guide, o pseudo procacciatori di souvenir , almeno 600 anni. Ma ci sono anche vini celebri e celebrati che  vengono venduti a prezzi... mamma mia..che colpo! Che magari poi non si parla neanche del millesimo, per giudicare non solo la vetustà oppure l'eventuale pregevolezza dell'annata.

Quello che si vede in foto, come esempio  (d'accordo che è uno Chateau Margaux )  ma non è un vino con secoli o decenni alle spalle, tanto che appunto non viene neanche accennato il millesimo, e viene venduto a poco meno di un milione (vecchie lire) alla bottiglia. Poi ci sono vini anche di casa nostra, normali o quasi, magari di ottima nomea e qualità, di annate recenti, che vengono venduti, a qualche milione delle vecchie lire o anche più.

Quando un cronista, o un reporter, o un ‘giornalista’, o magari un  ‘giornalettaio, riporta con libidinosa minuziosità che un vino tale, di tal vigna o vignaiolo, con un nome altisonante, magari con decenni  di vita in bottiglia, quando non qualche secolo, e decreta quale potrebbe essere il prezzo da considerare ‘serio’, che non vuol dire di ‘basso prezzo’ rispetto alla vetustà.

Insomma. Ha ragione un mio amico enologo, facitore di vini con nomi altisonanti che ormai sono riferimento per l’eccellenza a livello  mondiale, mi dà un po’ ragione quando parlo di certi prezzi che si proclamano ‘meritati, per la qualità intrinseca del prodotto che poi si dovrebbe bere.
Accenno ad una mia esperienza di oltre quaranta e più anni fa. Mi fu regalata, mentre ero in visita a Casale Monferrato, una bottiglia di un rosso piemontese, che era stata prodotta ed etichettata  a ricordo dell’inaugurazione  del ponte sul Po, se non ricordo male di circa un secolo prima. Lo portai al Castello di Sorci dove dovevo tenere una manifestazione culturale con tanti personaggi, per poterlo degustare e sbalordire per le vetustà. In realtà era spento forse da decenni. Non se ne fece nulla e lo avevo immaginato così. Ma almeno era gratis.

Passo ora la parola alla Redazione di OIFB + Vision oifb

A proposito, ad esempio, per l’olio extravergine di oliva  - che è l'argomento di questo intervento - ciò che segue lo scrivevamo già sulle prime pagine del nostro portale, a firma della redazione, seguendo gli stimoli del nostro direttore che in materia di olio di oliva ne sa più di tanti profeti che si sono affacciati dopo di lui che già sul finire degli anni '50 aveva redatto un saggio sulle caratteristiche ideali di un olio extra-vergine di oliva che si potesse definire raro, e magari non disponibile per tutti.

Insomma, un extra-vergine che rispettasse i parametri descritti dal primo trattato a firma di AQL che codificava il tutto in modo esauriente e preciso, fuori dalla codificazione europolitica, che, invece, doveva far rientrare nei parametri, da loro codificati, dopo il giudizio di un Panel Test, tutti gli oli possibili dell'Europa unita, la cui discrimi- nante era che ‘non dovevano risultare  'difettosi' senza poter dare un giudizio di carattere meritorio per un extravergine di qualità superiore se non addirittura rara.

A PROPOSITO DI VINO

Ad esempio, i francesi, in fatto di vino e di comunicazione, ci hanno battuti (salvo alcune nostre realtà che li pareggiano per competenza e stile, e magari qualcuno li sopravanza ); loro, infatti,  hanno protetto alcuni loro vini di caratura eccezionale, garantendone non solo la 'genuinità' ma la eccezionalità delle loro caratteristiche organolettico-sensoriali, spesso irripetibili, perché rare  e quindi vicine alla perfezione, da veri e propri ‘nettari' riservati  per deità del Parnaso.

D'altronde, ad esempio, ci sono capolavori che potrebbero essere inseriti in specialissime guide redatte da un consesso tutto speciale che sia in sintonia con il giudizio dei più esigenti consumatori, che oltre ad aver naso e altri sensi, e con una competenza raffinata, e che hanno portafogli disponibili per scegliere il massimo, non limitandosi al buono o all'ottimo, che investono per poter dire che hanno bevuto il massimo dell’eccellenza, scegliendolo con competenza ma anche in virtù di una certa disponibilità economica. Ma non sempre il 'massimo' costa in modo spropositato rispetto ad altre etichette, come alcuni vini che sono di 'buona od ottima qualità'  ma non meritano di pretendere cifre da capogiro,  solo perché un abile  'passaparola' ne ha deciso un prezzo che serve solo a giustificare una certa presunzione qualitativa, quindi un prezzo da poter sbancare le riserve monetarie, facendo vacillare il bilancio del consumatore. Non devono esistere prezzi da capogiro, come fanno alcuni imbonitori-venditori in certe TV che tentano di rifilare oggetti 'normali’, magari di un   certo pregio, ma non da meritare certe cifre. Come d'altronde alcuni vini che una certa stampa giudica meritevoli di essere 'prezzati’ con cifre da capogiro. A proposito stiamo progettando un servizio speciale sui vini dai prezzi proibitivi, come qualche vino che nasce in certe vigne dell'Italia centrale - le cui etichette possono costare da 90€ a 100,  altre da 100€ a 170, o da 200€ a 230, o, addirittura,  da 280€ a 650.

(L'immagine di una bottiglia di bollicine Giulio Ferrari  ( In VISION-OIFB è stata insignita come le bollicine tra le primissime  del Mondo - Among the World's Best)

Quando dovrebbe costare allora una bottiglia di bollicine che stanno imponendosi nel mondo dei grandi raffinati gourmet (che hanno naso e complesso sensoriale con i baffi ) che scelgono, ad esempio, un Giulio Ferrari Riserva del Fondatore preferendolo, ormai, anche ad alcune grandi etichette di bollicine della celebre e celebrata terra  della Champagne.

A proposito, il Giulio Ferrari viene imbottigliato solo quando la qualità è massima, ed è quindi sempre un 'millesimato' riferito ad una certa annata, spesso da ricordare.

Abbiamo fatte acquistare in una rinomata Enoteca di Milano, un Giulio Ferrari Magnum (quindi un valore almeno doppio rispetto alla bottiglia di 0,75, millesimato naturalmente, e lo abbiamo pagato, 148 €, in altra enoteca 165 €, mentre un Giulio Ferrari, sempre Riserva del Fondatore da 0,75 , nella prima enoteca 54€. altra enoteca 62€.
Allora ci è venuto in mente un detto: “Buon Dio…ma che ci sarà dentro quella bottiglia?”. Quella si da 0,75, che abbiamo accennato righe sopra,  per costare anche 650€  perfino 927 €. La mia giovane assistente, abile degustatrice di grandi vini...mi sussurrò, apostrofandomi Maestro: "Ci sarà una lacrima scesa dagli occhi della principessa Berenice...che la leggenda vuole che, bevendola insieme ad un calice di nettare, si poteva diventare 'immortali' o principi di buon sangue".

***

Tornando sulla terra non corrotti dalla 'leggenda' di Berenice o dalle tante leggende che molti 'cronisti' tramandano con i loro scritti di cronaca vissuta, parlando di vini che, con un certo condizionamento, affermano che possono costare anche qualche mille euro o anche molto di più, ...per Bacco!. O no!?

Torniamo, terra terra, a parlare, finalmente, di olio di oliva. Diciamo subito che tutto l’olio Extravergine prodotto nel mondo olivicolo di casa nostra e di fuorivia,  rappresenta solo una piccola parte dell’universo “Oli vegetali” per l’alimentazione, che comprendono alcuni oli di semi vari miscelati o semi selezionati a cominciare dal soia, dal girasole, dal mais, o di altri semi, o il semplice Olio di Oliva...senza una verginità.

Ma vorremmo parlare  poi di specifici Extravergine di Oliva, controllati e garantiti, non certo, o solo, dalla burocrazia legislativa ma dalla professionalità dei singoli produttori.

Che poi nel mondo ci siano dei ‘cloni’ di Olio Extravergine di Oliva…è una questione, a volte non solo di truffe, ma di vero attentato alla salute del consumatore.

Anche negli oli rispettosi della legge che ne contempla la denominazione d’origine  vi possono essere delle sorprese.
In un certo senso vi è almeno la tutela della qualità minima.

I panel test messi in piedi dai politici dell’enclave europeo, infatti, si preoccupano, secondo i dettami di legge previsti dai disciplinari, d'individuare solo eventuali difetti. Nella contemplazione generale del rispetto dei parametri previsti dalle leggi comunitarie o in genere dalle leggi che tutelano gli alimenti in generale, vi sono differenti tipologie dal punto di vista sensoriale, e soprattutto delle qualità organolettiche reali.

Comunque di  olio di oliva extra- vergine di qualità garantita ed effettiva, al 100%, se ne produce una quantità esigua rispetto alle quotidiane necessità delle popola- zioni che nel mondo utilizzano olio di vario genere per cucinare gli alimenti o per conservarli.

***

Ma noi abbiamo finora 'ciarlato' per poi iniziare e parlare di ciò che era nelle nostre intenzioni: ovvero di un Olio extravergine di oliva che alcuni anni fa avevamo premiato,  per dare una nuova notizia ancora più gratificante.

La tastiera passa, dunque, alla Redazione

La breve cronaca della premiazione del 2007

PREMIO 'SOLE D'ORO 2007' ALL'OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA 'I TRE CAMPANILI' TIPO 'INTENSO GUSTO FRUTTATO
Dalla rubrica del Portale www.oifb.com

Olio di oliva & C.

Dalla Redazione

“C’era da aspettarselo che ancora una volta questa realtà pugliese, vincesse un altro Premio, pur snobbata dalle locali attività preposte alla promozione, non come fatto eclatante, ma nel quotidiano intento di favorire, pur nelle regole etiche o deontologiche, un Olio di una realtà che opera per cercare di produrre la qualità, la più alta possibile, in un habitat dove per decenni si pensava solo a produrre la quantità, tenendo in meno conto la qualità che il mercato, sempre più esigente pretendeva, o meglio si attendeva dal comparto produttivo. A tale proposito, ricordo che in un servizio di Rai 3, di qualche decennio fa, misero in onda un servizio girato in una realtà olivicola

Pugliese, e il ‘cronista’ decantava la bellezza degli olivi e poi fece vedere una scena parlando di olive, di olio, e di grande quantità produttiva, mentre faceva vedere alcuni ‘contadini’ olivaroli, che anziché raccogliere le olive dalla pianta o cadute sulla rete o comunque in un telo o altro, rastrellavano le olive fatte cadere con delle ‘pertiche’ sul terreno sotto la pianta per una circonferenza identica alla circonferenza della  chioma e poi radunavano il ‘rastrellato, ammucchiandolo e la telecamera faceva vedere olive, foglie, erba, rametti di olivo, sassolini, paglia, pezzetti di terra dura, magari lumachine e anche le ‘palline' defecate dalle pecore, ed altro.
Il cronista chiede grosso modo. “Ma come fate voi a pulire e selezionare le olive?”.
La risposta: "Tanto noi l'olio lo vendiamo all'industria ma lo pagano pochissimo.

Per decenni, tanti a dire la verità, sul mercato italiano, essendo noi antesignani della qualità assoluta, suggerivamo che questa si poteva ottenere sul ''campo'' partendo dalla scelta delle cultivar giuste, ai tempi della raccolta e della molitura delle olive, cercando di aiutare la natura a dare il meglio, se non il massimo.

Io che seguivo da sempre, pur provenendo dal cuore delle Sabina, indicata come terra nobile per l'altissima qualità dell''extravergine, mi ero accorto, girando per le altre zone olivicole, delle opportunità offerte, ad esempio,  dalla Coratina, una cultivar principe per dare un olio di qualità.

Da qualche stagione ci è parso, e lo abbiamo registrato, che  l'olio
''I Tre Campanili'', con piccoli accorgimenti selettivi, poteva assurgere al ruolo di Olio importante, per la sua tipicità, garantita dal tipo di cultivar e dell’habitat nel quale questo era allevato.

Siamo felici, per la seconda o terza volta, di premiare questa realtà pugliese visto che ''I Tre Campa- nili'', furono premiati già sul finire del 2003 in occasione della serata di Gala al GrandHotel Doria di Milano dove furono premiati, operatori e aziende, che nel mondo produttivo, e commerciale, anche riferito all’Australia e ad altri Paesi europei, avevano mostrato di essere tra i primi come etica e qualità intrinseca del prodotto e delle lavorazioni, oltre che delle corrette politiche commerciali e distributive.

Questa la motivazione del Premio:

“Il Sole d’Oro 2007, assegnato all’Extravergine ''I Tre Campanili'', estratto a freddo e nella tipologia ‘Intenso Gusto Fruttato’ merita un ufficiale riconoscimento, lasciando agli altri il fatto di non avere cultura per assolvere a questi compiti.”

Lo stesso olio extravergine, ‘normale’ si fa per dire, sempre di qualità della stessa Azienda, estratto a freddo, immaginato e prodotto per i canali della grande distribuzione, merita il nostro riconoscimento che testimoniamo nel portale ''Borsa della Spesa'' dedicato ai consumatori finali che si riforniscono dai display della distribuzione. Un ‘bravo’ ad ogni singolo uomo di quella terra che con la loro competenza e con il quotidiano impegno e lavoro, hanno aiutato la natura a regalare un prodotto di eccezionale valore organolettico e alimentare.”

Osservatorio Internazionale - Sede Milano -  Settembre 2010

ATTUALITA' PER UNA NOTIZIA… che per noi è un evento.

 

Un evento che rallegra il cuore del nostro direttore AQL – definito dalla libera stampa, una cinquantina di anni fa, più o meno, come il più grande esperto del settore, e noi siamo fieri di comunicare col nostro stile di ‘Visiongiornalismo’ poiché ci autorizza a descrivere il suo pensiero su questo prodotto,  con il relativo giudizio su NECTAR: l’Olio extravergine di Oliva in questione, creato dagli ‘uomini’ della “I TRE CAMPANILI” al quale lui ha dato alcuni consigli e tanto sostegno morale, spingendoli a dar vita a questo loro progetto che realizzato sarà il metro per confermare che loro,  protagonisti di questa Azienda che fa onore alla Puglia olivicola, “Hanno dato una grossa mano alla natura per creare il meglio…anzi l’eccellenza”.

Siamo felici di poterne dare giustificazione registrando il nostro pensiero poiché come dice sempre AQL: "Verba volant…Scripta manent”, come affermò Caio Titus senatore romano

 

Due righe sul NECTAR...in attesa di farne la 'biografia'

Lo avevamo annunciato, fin dal primo incontro, che I TRE CAMPANILI insistendo nelle piccole sperimentazioni, ad ogni stagione, si prefiggevano di ottenere dalle olive Coratina  il massimo ottenibile. Il tutto avrebbe prodotto un olio d’eccellenza, ‘spremendo’, si fa per dire,  tutti quegli elementi che avrebbero rappresentato il ‘tesoro’ naturale da questa  unica cultivar che hanno scelto come materia prima nobile, che, se raccolta al momento ottimale della maturazione, molita in modo ineccepibile e soprattutto ‘governata’ con intelligenza e sapere, nell’intera filiera,  non solo non avrebbe deluso le attese, ma avrebbe sbalordito anche noi che da più di qualche stagione seguiamo  con interresse culturale, e un pizzico di golosa, sensuale attesa, di poter degustare il frutto finale di una serie di lavorazioni intelligenti.

Avremmo con religiosa attenzione degustato, testandolo, con tutti i sensi messi in campo per non perdere il più piccolo risvolto organolettico che dopo la prova al test ci ha confermato, e ne scriviamo, che NECTAR è un premio alla nostra civiltà mediterranea che ha spalancato al mondo un capolavoro che gli uomini hanno prodotto nei secoli o nei millenni, “aiutando la natura a dare il meglio”.

Questo è il frutto dell’evoluzione  dell’olivo, che partendo da una ‘specie’ selvatica della famiglia di oleacee,  è rappresentata nella cultura mediterranea dall’Olea Europaea al suo massimo dell’evoluzione. Personalmente sono un evoluzionista, come convinzione culturale e per esperienze sul campo – con ricerche mirate nelle varie bibliografie, o ascoltando o seguendo scienziati e ricercatori in materia.

Non sono quindi d’accordo con coloro che dicono che tutto è stato creato dal nulla, comprese le evoluzioni di uomini, animali e piante. Ma è certamente merito dell’uomo (primo coltivatore-agricoltore) protagonista di un’evoluzione, guidata o comandata, che ha permesso la diffusione  di più tipi di cultivar in habitat, spesso diversi, ma comunque sempre ‘affini’ e non troppo lontani dagli habitat ‘sopportabili’ dal tipo di pianta.

Ormai possiamo dirlo e testimoniarlo che con Nectar, “I TRE CAMPANILI” sbarcano a gonfie vele sulle tavole dei più esigenti consumatori, innamorati dell’Olio Extravergine di Oliva ‘Made in Italy’ che abbia un grado elevato di eccellenza per le sue specifiche caratteristiche organolettiche ma anche per i suoi componenti 'preziosi' per la salute, e per una alimentazione sana, gustosa e gratificante.

Il riconoscimento ufficiale da parte dell'Osservatorio (OIFB)
e del parere di quello che è giudicato il più grande esperto
del settore, va a premiare uno dei prodotti più
rappresentativi
della cultura e civilta italica, definendolo
:
" Primo tra i primi al Mondo
"