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CON GAUDIO PER LA PAUSA CAFFE'

PAUSA  CAFFÈ  PER  GAUDIO


Dopo avere organizzato iniziative e serate sui vini, sui distillati, sui sigari cubani, sull’olio d’oliva, sul pesce, sui formaggi, sul cioccolato e persino sull’acqua minerale, il Club GAUDIO ha recentemente deciso di colmare una sua lacuna culturale.
Parliamo del caffè. Nonostante i Soci ne siano quasi tutti gran consumatori, finora, infatti, la bruna bevanda coloniale non era stata fatta oggetto di alcuna attenzione specifica da parte dei gaudenti organizzati.
L’occasione per rimediare alla pecca è stata offerta dal recente incontro di GAUDIO con un personaggio davvero originale. Parliamo del bolognese Leonardo Lelli: assaggiatore professionista, esperto di caffè e gourmet, è un profondo intenditore delle selezioni speciali di caffè prodotte in tutto il mondo.
Nel 1996 Lelli ha fondato a Bologna la Torrefazione Caffè che porta il suo nome, facendo della propria passione una professione; e ha creato così una linea di prodotti di altissima qualità, “I Caffè di Leonardo Lelli”, selezionando i migliori cru internazionali e realizzando eccellenti miscele.
Oggi Lelli è chiamato a numerosi eventi gastronomici, non solo in veste di esperto ma anche come organizzatore / diffusore della cultura del caffè: per questo, e per far conoscere le caratteristiche e le varietà della bevanda italiana più famosa nel mondo insieme al vino, Lelli collabora da tempo con gli chef più autorevoli e stellati della cucina italiana.
I Soci GAUDIO hanno dunque incontrato a cena lo stilista petroniano della tazzina. Più che una griffe della moda, il suo aspetto ricorda la figura tradizionale del chirurgo: occhio fermo, espressione controllata, voce pacata. E con imperturbabile sicurezza, Lelli ha subito aperto il fuoco sulle abitudini nostrane in fatto di caffè: “Gli italiani credono di conoscerlo” ha esordito sornione “ma nessuno sa che cosa ci sia dietro, e quali livelli di qualità si possano veramente raggiungere”. E ha dato inizio a un fantasmagorico giro del mondo, tutto concentrato e racchiuso nelle latitudini tropicali, dove ha individuato formule e località di produzione poco o punto conosciute, dalla Giamaica a Porto Rico, dall’India all’Etiopia.
Qui nascono i migliori caffè, abbiamo azzardato noi. “Non esiste il caffè migliore” ha corretto subito Lelli “La nera bevanda nervina deve essere un piacere, sempre, deve procurare emozioni diverse, secondo il momento in cui la si beve e in funzione dei suoi abbinamenti”. Ohibò, hanno pensato i gaudenti convitati, questa è la stessa lingua che parlano i patiti del vino, del sigaro e del cioccolato.
E la verifica non è tardata a venire: a fine cena, al momento del caffè appunto, Lelli si è messo alle macchinette e ha preparato i suoi espressi e i suoi infusi per tutti. Semplicemente sconcertanti, bisogna dire, per la loro incomparabile e inconsueta armonia: dagli altipiani dell’Etiopia al sole di Porto Rico, le selezioni di Lelli hanno regalato sensazioni inattese.
E hanno lasciato sul palato dei presenti un retrogusto morbido, vellutato e lunghissimo: come un raffinato calice di vino da meditazione.
Se riuscirà a scendere un po’ più fra i mortali dal suo Olimpo fatto di miscele e di tostature, Leonardo Lelli potrà contribuire davvero tanto a una conoscenza nuova e più matura della sua bevanda prediletta: la strada da lui imboccata, comunque, pare quella giusta.