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HAITI IL PAESE DEL RHUM BARBANCOURT

L’isola di Hispaniola – di cui oggi Haiti occupa la porzione più occidentale – era in origine abitata dagli indigeni taino e arauachi. Nel 1492, a bordo della “Santa Maria”, vi sbarcò Cristoforo Colombo, che subito rivendicò l’intero territorio insulare alla corona di Spagna.
I francesi cominciarono a penetrare nell’isola nel 1625, ma fu solo verso la fine del secolo, nel 1697, che la Spagna cedette ufficialmente alla Francia la parte più occidentale di Hispaniola. Questa situazione si protrasse fino al 1 gennaio 1804, quando venne dichiarata l’indipendenza: l’ex colonia francese, ribattezzata Haiti, fu una delle prime nazioni delle Americhe – dopo gli USA – ad affrancarsi dalla dominazione europea.
Da allora, per oltre due secoli, il Paese caraibico ha attraversato vicende politiche, diplomatiche e istituzionali molto tormentate, che ne fanno ancora oggi una delle nazioni a più alta problematicità socio - economica del mondo intero.
Haiti si estende su una superficie di 27.750 chilometri quadrati, e ha una popolazione di circa 8 milioni di abitanti. La distribuzione della popolazione è estremamente disomogenea: gran parte degli haitiani, infatti, vive nelle città, nelle pianure e nelle valli. Circa il 95% degli abitanti è di origine africana – sono i discendenti degli schiavi trapiantati nell’isola nel periodo coloniale; il resto della popolazione è formato da mulatti e da sparuti gruppi di europei e di levantini.

La lingua ufficiale è il francese, parlato però soltanto da un 10% della popolazione; la quasi totalità degli haitiani si esprime invece attraverso il creolo locale, che risulta essere una sorta di evoluzione del francese, storpiato nell’uso degli schiavi. Il cattolicesimo è la religione di stato, professata dalla maggioranza degli haitiani, anche se c’è ancora oggi un nucleo consistente di protestanti. Persistono comunque molto forti le influenze e le contaminazioni con i riti religiosi africani dell’epoca dello schiavismo.


 Quasi il 70% degli haitiani è impiegato nel settore agricolo, rappresentato per lo più da una forma di agricoltura di sussistenza praticata su piccola scala. Fra le colture locali, la canna da zucchero è largamente coltivata in tutto il Paese, anche se solo nel nord dell’isola le condizioni geo-climatiche sono quelle ottimali per ottenere una materia prima eccellente da destinare alla produzione di rhum.
La capitale di Haiti è Port – au – Prince, che supera il milione e mezzo di abitanti.

 

LA  STORIA DEL  RHUM  BARBANCOURT

Nel 1862 Duprè Barbancourt, originario della regione francese della Charente (quella stessa regione, cioè, in cui si produce il Cognac), mette a punto la ricetta di un rhum che porta il suo nome. Egli utilizza il metodo charentaise della doppia distillazione, a quel tempo riservata solo ai più grandi Cognac, per ottenere un prodotto unico.

Da subito il Rhum Barbancourt ottiene innumerevoli premi e riconoscimenti in tutto il mondo, che ne fanno uno dei distillati più premiati della storia. Alcune delle tante medaglie di cui si fregia sono ancora oggi riprodotte sulle etichette della gamma dei Rhum Barbancourt.
Duprè Barbancourt sposa Nathalie Gardère. Non avendo avuto figli, quest’ultima alla sua morte lascia la società a suo nipote, Paul Gardère. Da quel momento, la famiglia Gardère possiede e gestisce ininterrottamente fino a oggi la produzione e la distribuzione del Rhum Barbancourt. A Paul succede così Jean Gardère, che è autore nel corso dei decenni di un grande ammodernamento aziendale; alla morte di questi, nel 1990, le redini dell’azienda vengono prese da suo figlio Thierry, che ne è attualmente a capo.

Oggi ad Haiti vengono coltivati a canna da zucchero circa 600 ettari per la sola produzione del Rhum Barbancourt: di questi, il 20% si trovano nelle piantagioni di proprietà del Domaine Barbancourt. Oggi la società Barbancourt ha 250 dipendenti diretti, e indirettamente offre lavoro con l’indotto ad altri 20.000 haitiani.
Il Rhum Barbancourt è attualmente considerato la star dei prodotti agroalimentari haitiani, ed è distribuito in più di 20 Paesi del mondo; da sempre l’Italia è uno dei suoi mercati principali all’esportazione.

LA  PRODUZIONE DEL  RHUM  BARBANCOURT

Il ciclo di produzione del Rhum Barbancourt ha inizio con la raccolta della canna da zucchero, tuttora eseguita a mano fra i mesi di novembre e giugno, secondo le condizioni climatiche. Appena raccolta, liberata dalle foglie e dalla sua parte superiore, la canna viene tagliata in tronconi e sistemata in cataste, prima di venir portata alla distilleria. Qui la canna deve essere frantumata nel minor tempo possibile, per evitare l’essiccamento e il deterioramento degli zuccheri.
Prima del trattamento nei mulini, la canna da zucchero viene ridotta in piccoli pezzi per facilitare l’estrazione del succo. A questo punto il processo di produzione può cominciare. La canna passa attraverso tre cicli di macinazione, che conducono all’estrazione del succo fresco – tutti i residui di questa fase di lavorazione vengono riciclati per il riscaldamento all’interno della distilleria.
Il succo di canna estratto per macinazione è chiamato vesou. Mescolato a un lievito speciale, la cui composizione segreta viene preparata nei laboratori Barbancourt, il vesou viene poi messo in apposite vasche per la fermentazione. Sono necessarie 72 ore per ottenere un “vino di canna” a 7 gradi alcolici, con le caratteristiche specifiche richieste dalla Barbancourt; tale “vino di canna” viene quindi avviato rapidamente alla distillazione.

La Barbancourt utilizza un processo di doppia distillazione, lo stesso abitualmente utilizzato per il Cognac. La prima tappa del processo separa il “vino di canna” dall’acqua; gli alcoli ottenuti a questo punto vengono chiamati clairin, e hanno una gradazione di 70 % in volume. La seconda distillazione consente la selezione degli alcoli, così da conservare soltanto la frazione più nobile e omogenea.
Il prodotto della seconda distillazione ha 90 gradi alcolici, e viene tagliato con acqua per ridurre la sua gradazione al 50% in volume.

A questo punto ha inizio l’invecchiamento in fusti. La Barbancourt utilizza per i propri fusti esclusivamente quercia francese “Limousin”, in quanto tale varietà di legno ha pori più larghi che favoriscono lo scambio ottimale tra il distillato e l’ossigeno dell’aria. Tale scelta ha una grande importanza nel processo di invecchiamento, poiché contribuisce all’elaborazione delle caratteristiche uniche del Rhum Barbancourt.
Prima di essere imbottigliato, il Rhum Barbancourt viene quindi filtrato, per liberarlo dalle particelle indesiderate formatesi durante l’invecchiamento in fusti. Liberato così da tutte le impurità, il Rhum Barbancourt può essere messo in bottiglia, e destinato al piacere di tutti i suoi estimatori nel mondo.
La linea di imbottigliamento di Barbancourt produce annualmente circa 2 milioni di bottiglie; la tipologia “Réserve du Domaine”, invecchiata 15 anni e riservata ai veri intenditori internazionali, viene prodotta e imbottigliata in quantità estremamente limitate.


LA  GAMMA  BARBANCOURT
Il Rhum Barbancourt è un Rhum agricolo, cioè prodotto direttamente dalla fermentazione del succo fresco di canna da zucchero (e non dalla melassa). Il Rhum Barbancourt viene invecchiato in fusti di quercia del Limousin, nelle cantine del Domaine Barbancourt, ad Haiti: è in questi fusti che si sviluppa il suo sapore unico, delicato dosaggio del sole e del terreno di Haiti.
La gamma Barbancourt è oggi formata da quattro referenze: Rhum 3 Stelle, Rhum 5 Stelle, Rhum “Réserve du Domaine”, Rhum Bianco.

RHUM  BARBANCOURT  3  STELLE
Invecchiato 4 anni. Di colore dorato pallido, al naso è fresco e leggero, con note di zucchero d’orzo, idromele, mela, ribes e un accenno di acacia. Al palato è leggero, fine, ricco di aromi, con una consistenza setosa; si colgono note di sciroppo speziato con nocciole, scorza d’arancia, gelatina ricoperta di zucchero. Il finale ha accenni di noce moscata e di pepe macinato. È gradevole con ghiaccio, o allungato con una bibita gassata; è ideale anche come ingrediente per cocktail e per ricette gastronomiche.

RHUM  BARBANCOURT  5  STELLE
Invecchiato 8 anni. Di colore dorato pallido, ha aromi raffinati e complessi di miele, mela verde, praline, e una nota che ricorda il vino Sauternes. Al gusto è morbido e setoso, senza perdere in carattere e in complessità: si avvertono sentori di marmellata di albicocche, zucchero d’orzo, torrone, succo di canna, zenzero. Nel finale ancora zenzero e miele.
È eccellente puro. Con ghiaccio, con l’aggiunta di una fettina di limone, rivela tutta la sua grande eleganza.

RHUM  BARBANCOURT  “RÉSERVE DU DOMAINE”
Invecchiato 15 anni, era in origine destinato esclusivamente alla famiglia Barbancourt. Di color ambra, ha olfatto ricco e tostato, con note di cenere e foglie secche, e ancora con quel caratteristico aroma di noci e di miele; si colgono tracce di spezie e frutta secca. Al palato è pieno ed elegante, e rivela una grande struttura. Il lungo finale svela ricordi di noci e di praline.
È un eccezionale distillato da meditazione, da assaporare liscio e preferibilmente senza accompagnamenti.


 

RHUM  BARBANCOURT  BIANCO
Ultimo nato della gamma Barbancourt, questo Rhum giovane viene anch’esso prodotto dalla distillazione del succo fresco di canna da zucchero. Grazie al suo aroma dolce e delicatamente speziato può essere consumato puro, ma si presta egregiamente anche alla preparazione di molti cocktail.
Barbancourt è distribuito in esclusiva per l’Italia dalla Fratelli Rinaldi Importatori di Bologna.