DALL'EMOZIONE DI UN INVITO...ALLA CRONACA DELL'EVENTO IMMAGINATO E SOGNATO CON UNA PRESENZA VIRTUALE MA LATENTE E QUINDI VALIDA COME TESTIMONIANZA
Amici internauti, per gustare questo capolavoro, e 'goderne' , affidatevi alla Vostra intelligenza e cultura, poiché i capolavori vanno visti e consumati con lo stesso amore e grazia con le quali si ammirano un capolavoro di Raffaello o la Pietà del Michelangelo.
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Come si fa a rinunciare ad un invito siffatto, per un evento materializzato da un incontro per la presentazione di qualcosa che lascia il segno nelle cronache che sono riferite ad alcune 'opere', che in questo caso sono un liquido prodotto, del più classico ‘Made in Italy’ che in generale, si produce, o si 'crea’ con riferimento ai capolavori, nelle zone dell'Italia che spesso hanno vigne e cantine a quote inimmaginabili dalle parti dove nacqui, e dove diventai solo un bambino. Poi cresciuto, in tempo di guerra (si era verso la fine di settembre del 1943) fui spedito da mio padre, in collegio in quel di Pallanza, sulle rive del Lago Maggiore. Fu li che scoprii cose e fatti , apprendendole dalle vanterie dei miei compagni più adulti, e che ritenevo leggende o fole, narrate per farmi credere ciò che loro vantavano. Tantoché, come mia ritorsione, li definivo 'montanari o crucchi'. Poi finii per volergli bene e rispettarli. Loro mi parlavano degli alpeggi, delle ‘grapperie’, delle vigne, e a volte anche delle cantine in quota, e della cultura dei loro padri avvezzi a far grandi vini e distillati di classe. Mi parlavano, secondo le loro origini, dell'Astigiano, del Trentino, del Friuli, del Veneto, anche se pianeggiante, dei vini di montagna le cui vigne erano a due passi dai ghiacciai. Tornando alla cronaca non è stato corretto che da 'Vecchio', ma non ancora obsoleto, decano del giornalismo specializzato, libero e non condizionato, rinunciare a questo incontro che aveva più motivi per non farmi 'bigiare', come si faceva spesso a scuola. Ma 'sfortuna' volle che da tanto tempo, diventato ormai troppo, mi è ‘vietato’ essere sul campo, come ho fatto per oltre cinquanta anni circa, sia di quando giravo per la Penisola, sia fuori via, senza tralasciare alcuni Paesi come l’Australia, la Russia (Urss) al tempo di Breznev, il Canadà, gli USA, la Scozia, la Danimarca, o le tante regionei ricche, anzi opulente, con grande nomea che si ricava anche dalle tante pagine di Storia, riferite, ad esempio, alla Francia champagnera, che decantai, tanto da esserne 'premiato'. Per non parlare dei miei tanti viaggi di studio e ricerca in quasi tutte le terre baciate dal Mare Nostrum, che poi tanto ‘nostrum’ non è. Innanzitutto, quello che sto per scrivere vale per me e non posso sottoporlo ad altri se non ai miei lettori di un tempo, di quando scrivevo sui vari media specializzati o anche quotidiani, o che raccontavo e facevo ‘vedere’ dagli schermi della televisione, nei servizi messi in onda dal primo, o comunque uno dei primissimi, network italiani del quale ero Direttore Editoriale. Non crediate che il ‘vietato’- accennato sopra – sia una leggerezza, ma è riferito ad una situazione famigliare che m'impedisce di allontanarmi per più di qualche ora, poiché per motivi di sopravvivenza, sono l’unico filo che tiene in vita colei che generò mio figlio Alessandro. Purtroppo io, e solo io, anche a detta dei primari, e dei medici in generale, posso garantire la vita non solo come stato vegetativo. Allora forse è legittimo che una vita valga più di una mia ‘comparsata’ che spesso, magari, non è degna, forse, di questi eventi.
Le due generazioni dei Lunelli con lo chef Alfio Ghezzi della Locanda Margon
Ma lo sanno i Lunelli tutti, almeno credo, giacché qualcuno di loro, che poi è il mago dell'enologia 'Made Lunelli-Ferrari', intendo parlare di Mauro, è venuto nel mio rifugio provvisorio, dove vivo il mio 'isolamento', da dove, comunque, sono collegato col mondo, anche perché in queste ore (del 25-settembre 2010) dal Data Center di Panamà City, collegato col Mix di Milano, che è il più grande nodo Internet d’Europa, il mio amico e socio informatico, Bruno Bottura, sta per mettere ufficialmente in rete VISIONOIFB, che sarà il mio mezzo televisivo via Internet (Web Channel) per comunicare con uno stile da ‘Visiongiornalismo’ (termine da me creato) per rapportarmi con tutti i nostri fedeli lettori dell’Osservatorio oltre che con i nuovi e quelli futuri, a livello anche internazionale.
Noi non ci limiteremo a mandare in onda filmati, immagini e notizie poiché sarà il mio impegno di Direttore, a rassicurare i nostri fedelissimi e i nuovi, che consiglieremo, e accenneremo a ciò che da esperti del settore, a volte critici, a volte laudativi, giudichiamo i loro meriti, scrivendo dei prodotti che valgono il mio personale coinvolgimento come ho sempre fatto nella mia lunga vita di ‘scrivano’ o dicitore.
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Questa volta, pur non potendomi muovere dal “Covo” del Milanese, chiedo alla mia fantasia, all’immaginazione, non corrotta né condizionata, di ‘farmi essere presente’, se non con la persona fisica che ormai ha sulle spalle 80 anni, ma con il frutto di un mio sogno, condizionato dal pensiero socratico che possa valere, anche per me, come una regola. Nell’intima convinzione, infatti, il mio parere sulla conoscenza di una cosa, di una persona, di un fatto, di un rapporto, in questo caso di uno specifico prodotto, con le sue positività che si lasciano ‘filmare’ dalla memoria, vuole che siano riportate a galla non solo con la ‘reminiscenza,’ anche se ben chiara, ma con la certezza di conoscere o di immaginarne la ‘sostanza’. Ad esempio non mi sono mai interessato di cronaca frivola, di attacchi relativi a fatti personali, o di pura gelosia professionale. Ecco perché scavando nelle pagine memorizzate dalla mia memoria, trovo solo la cronaca di accadimenti, di persone, luoghi, e 'cose' in generale, che mi hanno intrigato, o comunque affascinato, tanto da poterne scrivere.
Conosco dunque i Lunelli, tutti o quasi, o almeno quelli votati alla missione di trarre dalle vigne generose e gratificanti, sempre, specie in certe stagioni, alcuni capolavori che ho seguito da innamorato di quell’arte, e per alcuni rapporti avuti, in parte amicali, in altra parte per dovuta riconoscenza agli interpreti di quest’arte antica, ma che rinnovandosi è diventata sublime, fin quasi a pareggiare i creatori di quelle opere che da alcuni secoli si lasciano ammirare facendo ingelosire i ‘guardiani tesorieri’ di opere anche di fuorivia.
La splendida Villa Margon, uno dei gioielli più belli d'Italia
Ecco che posso dirmi, non pretendendo credibilità giuridica, che quella sera del 16 di Novembre u.s. anch’io ero a Villa Margon, perché anche in quel momento in cui Alfio Ghezzi mostrava dei piatti suntuosi, accompagnati non come servile riconoscenza, ma come matrimonio ideale o imposto dai valori reciproci, abbinandoci le bollicine firmate Ferrari, o potrei anche dire Lunelli-Ferarri, io fisicamente ero nel mio Studio che è sede italiana di Vision OIFB, accanto all’isola sanitaria famigliare, dalla quale son diviso da pochi metri di corridoio che mi unisce nelle ripetute attenzioni che devono materializzarsi in azioni reali, di asistenza medica.
Ma nel tavolo dove ricevo amici e ospiti posizionato nello studio dove vi sono qualche migliaio di volumi, altre migliaia della mia biblioteca che da decenni mi accultura e forse mi informa soltanto, sono rimaste nello storico studio di Milano che per decenni è stata la casa-studio visitata da personaggi di mezzo mondo a cominciare da alcuni artisti del Bolshoy di Mosca, ma anche alcuni uomini del potere e della cultura. Compresi i massimi dirigenti della Novosti. Poi gli artisti moscoviti come il pittore sovietico Glazunov, e tanti altri anche nostrani, quindi italici, a vario livello interessati a conoscermi, almeno allora. Era il momento della mia massima entratura in alcuni circoli. (Nella foto, di ritorno da un viaggio, partecipo, come autore e relatore, ad un incontro con i Marzotto, nella foto Marta e Natalia Aspesi)
D’altronde, quarant’anni fa, fui il primo in Europa a creare a Milano, per conto del Comune, il più grande Centro di Educazione Alimentare, oltre che di sapere e di informazioni sulla vita vissuta, nel rispetto di alcuni valori non solo fisici o materiali. Realizzato per tre anni, in una cinquantina d’incontri per sessione, con un numero di partecipanti-uditori, in quanto consumatori che venivano da molte regioni del nord. Questi erano 1200 circa, la capienza massima del teatro delle Provincia che ci ospitava, molti seduti anche sui gradini, con decine di relatori, di scienziati o comunque esperti del settore alimentare, per ogni seduta, dato che si parlava di ALIMENTARIA (il nome del mio progetto di allora) ovvero tutto il sapere sull’alimentazione. Vennero anche dal Trentino alcuni grandi, per parlare di grappa, di distillati in genere o di vino, tutti o quasi provenienti dall’Istituto di San Michele all’Adige. Forse, fu allora che cominciai ad apprezzare questo ‘storico’ distillato di casa nostra. Un po’ alla volta diventai non solo un conoscitore di etichette, le migliori, almeno all’inizio, per poi andare alla ricerca dei luoghi che ospitavano ‘alambicchi’ dai quali si otteneva grappa di buona fattura.
Mi rifaccio gli occhi e un briciolo di conoscenza in più, anche davanti ai distillatori che sono protagonisti di Segnana...(Gruppo Ferrari-Lunelli) che ormai giudico una tra le grandi razioni di profumi,sapori e sostanza, in fatto di distillati.
Innamorato del Trentino fedele percorritore di sentieri, di vigne e di cantine, sul finire degli anni cinquanta, o forse inizio degli anni sessanta, non ricordo bene, per merito di uno storico erborista trentino, conobbi Pisoni, che in seguito sarebbe diventato cofondatore dell’Istituto che tutela la grappa trentina, insieme ad altri celebri “distillatori” o “grappaioli” (non saprei quale termine sarebbe più accetto a loro) ma Pisoni si ricorderà che io invitai loro, alcuni grappaioli, i tecnici di San Michele all’Adige a Milano in uno storico e celebre locale - il MOMUS di Brera - nel cuore della Milano per una serata della Grappa Trentina. Alla serata feci arrivare una trentina di giornalisti che contavano, almeno allora, e la riuscita della serata fu ripresa dalla TV del quale ero direttore editoriale.
Al Momus Brera di Milano, preannuncio la "Serata in onore della Grappa Trentina" che verrà organizzata per presentare alla stampa il distillato "principe" di quella Regione
Avevo sentito proprio in quella serata tra un parlare e un raccontare, il nome Segnana. Compresi comunque che la Grappa Trentina era al top, insieme ad altre distillerie di Piemonte, Friuli e Veneto. Fui talmente indottrinato, nel senso che divenni conoscitore di distillati e distillazioni, oltre che distillerie, anche per l’amicizia che mi legava ai Cappelletti (erboristi storici di Trento ed anche distillatori) dei quali fui amico e frequentatore per molti anni. Furono loro che mi fecero vivere, ad esempio, esperienze emozionanti nella Valle dei Mocheni, vivendo qualche mezza giornata con i locali che vivevano allo stato un po' 'primitivo' in certe manifestazioni. Fu in seguito a questa mia introduzione che, per molti anni, affrontai il sapere sulle grappe, cercando di scoprire i segreti della distillazione, per poterne informare i miei lettori. Poi un giorno, ospite di una ‘corporazione’ culturale della zona di Gavi, fui condotto verso l’autostrada Milano-Genova per visitare una distilleria, conosciuta allora perché batteva slogan in TV. Rimasi male, tanto che col mio spirito di osservatore 'rompiscatole', chiesi alcuni chiarimenti ai militari della Guardia di Finanza, di servizio al controllo, credo della distillazione per evitare fughe non certificate. Furono gentilissimi, o forse li avevo costretti ad esserlo. D'altronde non volevo chiedere cose riservate ma solo una mia sopravvenuta curiosità. Per essere agevolato - si fa per dire - raccontai che mio Papà Settimio era da giovane, al tempo della I Guerra Mondiale, al servizio della Reggia Guardia di Finanza, non un'invenzione ma la realtà.
Avevo visto, mentre giravo per gli ampi cortili, montagne di vinacce, esposte alle intemperie, senza copertura alcuna, quindi, alla pioggia, al sole, al vento che portava magari polvere di ogni genere, ma soprattutto assistei alla scena di due o tre cani che facevano i loro ‘comodi’ corporali. Ma avevo già visto sulla montagne di vinacce, gli effetti materiali di queste incursioni canine. Provai a prendere con due mani le vinacce che sembravano, almeno per me, ormai ‘estinte’, poiché apparivano secchissime, quasi friabili, senza un barlume di residui, non dico 'umidi’ ma che almeno mostrassero qualcosa da estrarre. I gentili guardiani mi risposero che non potevano farci nulla. “Quello è i loro stile o abitudine”, mi dissero. Compresi allora che la grappa, quella nobile, bisognava scoprirla e darne notizia, specie se creata per l’eccellenza, come è il caso di alcune grappe.
Non dovrete più chiedervi che ‘centro io con SEGNANA’. Poco, o meglio nulla, dal punto di vista della logica, ma da tracciatore di parole e pensieri Segnana mi fa compagnia, nei pochi attimi che mi separo dai due computer con i quali sono impegnato per i miei lavori di autore, almeno 18 ore al giorno, oltre che responabile dell'Osservatorio e di VISIONOIFB. L’ora di Panamà City, poi, è sette o sei ore indietro rispetto al nostro fuso, quindi sono impegnato, spesso, anche nelle ore della tarda notte. Ecco perché, anche rimanendo bloccato nel mio studio, pur collegato con il Data Center di Panamà City, io mi sono ‘disgiunto’ dalla mia persona fisica e sono ‘volato’ a Villa Margon, per dare un premio alla mia fede nel pensiero socratico, poiché in quel momento, io assente, in realtà si snodava il film della mia memoria che mi ricordava tutto: dei Lunelli, di Papà Bruno, di Giulio Ferrari, ma soprattutto di Mauro, di Gino, di Franco, di Camilla, di Marcello, di Matteo, di Alessandro, delle vigne e della meravigliosa e ‘ricca’ Cantina dei Lunelli che non mi fa rimpiangere le celebri cantine di Epernay e di altre storiche vigne della Champagne delle quali fui ospite in ripetuti viaggi.
Questo ed altro, racconterò, scrivendolo in una mia personale Biografia dei Lunelli, che ho già iniziato e spero che loro mi perdonino, per non essere un blasonato biografo, ma ciò che sto scrivendo e che sarà sul Portale dell'Osservatorio è una mia segreta voglia ed anche il sogno di poter essere piccolo e marginale testimone di questa Sagra familiare, che deve renderci consapevoli che non solo la Moda (con la M maiscuola) è celebre e celebrata, ma da un po' di tempo anche l'accoppiata Ferrari-Lunelli, sta meravigliando il mondo, partendo dalle bollicine che ormai sono all'altezza di essere 'vincenti' sui tavoli dei grandi del mondo e soprattutto degli esigenti, ed esperti gourmet, che proliferano sempre di più sotto tutte le bandiere, innamorati del 'Made in Italy'. Non se ne abbiamo a male i tanti 'patron' di vigne e di cantine della Terra di Champagne se registro il successo meritato da un nome e da alcuni prodotti Made in Italy. Non sono un tifoso da squadra di calcio, quando scrivo qualche pensiero, un saggio o una semplice cronaca, tanto che su Playmen - al tempo dell'editrice Tattilo - tenevo una rubrica sull'arte e la civiltà della tavola e del 'Made in Italy' nel Food & Beverage. Raccontando di un viaggio innaugurale sull'Orient Express che come rivalutazione dello storico 'tragitto, era stato riattivato in grande stile, partendo, però solo da Venezia per Parigi. Fui ospite, credo unico 'pennaiolo' e ne feci una cronaca proprio sul quel settimanale. Ma non si scandalizzino i benpensanti, ci scrivevano celebri e celebrate penne, a cominciare da Moravia, tanto che in copertina, in ordine alfabetico, naturalmente, il mo nome veniva subito prima della 'M', quindi di Moravia, del quale ero un grande lettore. Comunque i miei reportage erano i più corposi di tutto il settimanale, che non vuol dire i migliori.
Ebbene in quel servizio sul Viaggio dell'Orient Express, scrissi a proposito del vino servito al tavolo' dove ero seduto insieme alla mia assistente ed una ricca famiglia di americani, il vino in questione che ci fu servito era una bottiglietta di Chianti, firmato dalla multinazionale americana, e ne scrissi grosso modo così: "Buon Dio mi capita di bere un vino 'ciofeca' come quello che a volte produce mio fratello dalla vigna di Monte San Giovanni." Ebbene, lui non leggeva certo Playmen, ma alcuni suoi clienti, tra quelli che arrivavano da Roma, per scroccare qualche chilo di pere, di mele o di fichi o una bottiglia d'olio, portarono una copia della rivista e gli dissero: "Aurelio, amico mio, guarda che ho trovato scritto su una rivista che leggo ogni settimana, dove scrive un giornalista che ha cognome uguale al tuo, non sarà mica parente, magari?. Aurelio leggendo il nome: "E' proprio mio fratello più piccolo, che gira il mondo ma che vuoi che ne sappia di cose della terra se gira il mondo da una vita; certo che lui preferisce il vino...con l'etichetta. Al contrario il vino che faccio io te lo imbottiglio dalla botte...caro amico!"
Per anni persi l'amicizia di mio fratello, ma almeno non mi mandava più la 'grappa' che faceva in cantina, alla 'moda condadina', e che io scartavo, abituato ai nobili distillati dei pochi grappaioli veri. Quella era una razione di abbondante metanolo...e basta, almeno 10 volte più del lecito per legge...e soprattutto per la salute. Ma per le altre cose agricole era un campione imitato, ma del vino e della grappa non aveva la giusta cultura. Mio nipote invece, colto, studioso di cose agricole, oggi conduce un'azienda e gestisce delle sue serre nelle quali produce cose buone, belle, e a volte rare, tanto che gli agricoltori della zona vanno da lui per acquistare qualcosa. Quando uscirà, forse in rete, il mio lavoro "Contadino...una vita da cani": 400 pagine di piccole storie quotidiane, di falsi storici, e leggende sulle cose buone della terra, sulle fatiche immense che il contadino, conducente in proprio di un pezzo di terra, affronta quotidianamente con gioie e delusioni. Ma soprattutto vi narro la mia vita in diretta dai 7 ai 13 anni. Allora si diventava 'grandi' nel rapporto con i sacrifici, all'età del dopo asilo.
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Ho raccontato questo per dire che se scrivo metto il mio nome su cose che 'giudico' , indipendentemente da chi le produce, apprezzandole e rimanendone, a volte, affascinato. Spesso lascio trasparire il mio disappunto se qualcosa non mi ha convinto. Sono, forse giudicato, proprio un "rompiscatole?". Lo fui anche per il vino di mio fratello; mentre mio nipote fa cose degne di nota, ma ormai da moltissimi anni non vado più a trovarlo...purtroppo per gravi motivi familiari.
Al ricordo di certe grappe mediocri o 'pessime' trovate in giro in più contrade, rivolgo il mio pensiero al fatto che esistono 'Capolavori' come quelli dei quali, a volte, mi capita di scriverne. A tal proposito sono felice di non essere astemio. Ma per i Lunelli, e le loro 'SEGNANA', meriterebbero una firma più celebrata della mia, di povero contadino, che per diventare qualcosa ho dovuto girare il mondo, ed umilmente cercare di apprendere le cose che più mi nteressavano. Poi, affascinandomi, volevo andare fino in fondo, per capire, conoscere e poi sapere, magari vantandole per vantarmi a mia volta, come fa il portalettere, o il postino di campagna, quando reca una missiva con una 'buona nova', come se lui ne fosse l'autore. Cose da piccole storie del mondo semplice. Ecco perché scrivo che, pur non essendo andato, per quell'occasione, a Villa Margon per la serata di Gala dei 150 anni di Segnana, io con il cuore, col pensiero, con l'amore per le cose grandi, per l'affetto che nutro per coloro che stimo...c'ero anchio. Ho festeggiato, infatti, con gli altri ospiti veri, comportandomi idealmente dal mio studio come ospite invitato, levando un calice di "Segnana Sherry Cask". ( Sotto la foto contestuale al 16-9-2010 )
La cronaca della serata, l'ho intravista, immaginandola, aiutato dai ricordi di tutte le persone e delle cose che creano, a beneficio dell’umanità gaudente, in fatto di sapori, profumi e reminiscenze parnasiane. AD MAIORA SEMPER…nobile ‘Gente’ trentina, da Aldo Quinto Lazzari.
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Ho redatto il testo sopra scritto, per far ‘conoscere’ a chi non sa delle mie esperienze, e soprattutto per avere il conforto dei decenni di studio e ricerche per ogni strada da me percorsa per conoscere il più possibile, che non vuol dire tutto. Mi sono sentito non un ‘assente’ alla serata di gala, a Villa Margon, per i 150 anni di Segnana, io c’ero, invisibile e non ingombrante. Ho brindato con un goccio di Segnana in coincidenza della Vostra ‘FESTA’.
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Segue il testo che ha accompagnato l’invito alla serata di gala del 16 c.m.
“C’era una volta un carro sul quale erano stati sistemati alcuni alambicchi e che, trainato da due cavalli, andava di maso in maso, di valle in valle, per distillare le vinacce fresche. Era il 1860, il Trentino era una provincia dell’Impero Austro-Ungarico e il proprietario di quel carro, Paolo Segnana, aveva creato una distilleria condotta - una delle pochissime di cui si abbia testimonianza - grazie all’autorizzazione concessa da Vienna ai viticoltori trentini a distillare le vinacce per 24 ore.
Centocinquant’anni dopo il carro con gli alambicchi è scomparso, mentre il nome Segnana si è affermato quale sinonimo di grappa d'eccellenza, alternativa di alto livello ai distillati di importazione ed espressione all'estero di un'italianità raffinata. Segnana, rilevata nel 1982 dalla famiglia Lunelli, da generazioni alla guida delle Cantine Ferrari, si racconta oggi in una distilleria all’avanguardia nella quale la sintesi tra tensione all’innovazione e rispetto della tradizione esprime distillati di rara morbidezza, e propone un modo nuovo di vivere la grappa. Le vinacce provengono dalle uve che danno le bollicine Ferrari e la loro freschezza, requisito indispensabile per grappe di qualità, è garantita dalla contiguità tra le Cantine Ferrari e la Distilleria Segnana.
Un secolo e mezzo di una storia così gloriosa merita di essere celebrato e la famiglia Lunelli festeggia la ricorrenza presentando una nuova grappa che, custodita gelosamente per oltre un decennio, ha tutte le caratteristiche della straordinarietà. Segnana Anniversario, questo il suo nome, è espressione di vinacce di Chardonnay provenienti dal vigneto di Maso Pianizza, da cui nasce un fuoriclasse come il Giulio Ferrari, ed ha respirato per ben 12 anni in botti dei migliori legni europei. Nel ricordo della data di nascita, le eleganti bottiglie di Segnana Anniversario, ognuna numerata, sono 1860.
Gino, Franco, Mauro...Voi che avete portato al successo mondiale la Vostra Azienda che Papà Bruno vi consegnò alle origini, spero che non ve ne abbiate a male se chiudo questo mio breve diario - tra accadimenti, memorie, sogni, o immaginazione, complice il condizionamento del pensiero socratico che da decenni m'insegue - lasciando spazio in chiusura ai Vostri eredi dell'ultima generazione dei Lunelli che non solo sommeranno ai Vostri successi i loro attuali e futuri, per aumentare il prestigio, già grande, che gli state lasciando in eredità. Scrivo questo pensiero come augurio, essendo io al tramonto della mia vita di scrivano, cantore delle emozioni provate nei perigliosi ottanta anni vissuti però intensamente. E che conoscendovi... Vi ho stimato, e voluto 'bene'. Umilmente... Aldo Quinto Lazzari e arisentirci a quando redigerò la mia scheda sulla Vostra Grappa Segnana che nasce anche dal miracolo delle 'vinacce' fresche, ancora imbevute di un po' di nettare del Vostro Chardonnay con il quale producete altri capolavori. Per me, anche chiamarle "vinacce', è un piccolo torto alla qualità di questa materia prima, perché "vinacce", almeno solo per il nome, erano pure quelle...raccontate prima. Voi potete permettervi il lusso che con le fresche vinacce di Chardonnay distillate subito dopo la lieve premitura per trarne bollicine di razza...creando un distillato, anch'esso di razza superiore, che è specchio del Vostro saper fare le cose che il mondo apprezza.
"Avrei dovuto annunciare solo la nascita di un capolavoro in fatto di Olio Extravergine di oliva, ma prima voglio, o ‘desidero’ come direbbero spesso i falsi cortesi, fare una personale prefazione per dire come la penso in fatto di qualità o di eccellenza nei prodotti alimentari o nelle strutture che offrono ospitalità, tipo Alberghi, Ristoranti o Agriturismo, e affini ai settori sopra accennati.
Ad esempio i vini offerti a prezzi da capogiro con magari mezzo secolo, o anche qualche secolo di vita io li considero prodotti ‘quasi mummificati’, quindi un reperto museale, che può aver solo un valore che si ascrive alle curiosità da vedere per dire, ad esempio, io ho visto una ‘conchiglia’ al Museo x, che aveva, a detta degli studiosi, delle guide, o pseudo procacciatori di souvenir , almeno 600 anni. Ma ci sono anche vini celebri e celebrati che vengono venduti a prezzi... mamma mia..che colpo! Che magari poi non si parla neanche del millesimo, per giudicare non solo la vetustà oppure l'eventuale pregevolezza dell'annata.
Quello che si vede in foto, come esempio (d'accordo che è uno Chateau Margaux ) ma non è un vino con secoli o decenni alle spalle, tanto che appunto non viene neanche accennato il millesimo, e viene venduto a poco meno di un milione (vecchie lire) alla bottiglia. Poi ci sono vini anche di casa nostra, normali o quasi, magari di ottima nomea e qualità, di annate recenti, che vengono venduti, a qualche milione delle vecchie lire o anche più.
Quando un cronista, o un reporter, o un ‘giornalista’, o magari un ‘giornalettaio, riporta con libidinosa minuziosità che un vino tale, di tal vigna o vignaiolo, con un nome altisonante, magari con decenni di vita in bottiglia, quando non qualche secolo, e decreta quale potrebbe essere il prezzo da considerare ‘serio’, che non vuol dire di ‘basso prezzo’ rispetto alla vetustà.
Insomma. Ha ragione un mio amico enologo, facitore di vini con nomi altisonanti che ormai sono riferimento per l’eccellenza a livello mondiale, mi dà un po’ ragione quando parlo di certi prezzi che si proclamano ‘meritati, per la qualità intrinseca del prodotto che poi si dovrebbe bere. Accenno ad una mia esperienza di oltre quaranta e più anni fa. Mi fu regalata, mentre ero in visita a Casale Monferrato, una bottiglia di un rosso piemontese, che era stata prodotta ed etichettata a ricordo dell’inaugurazione del ponte sul Po, se non ricordo male di circa un secolo prima. Lo portai al Castello di Sorci dove dovevo tenere una manifestazione culturale con tanti personaggi, per poterlo degustare e sbalordire per le vetustà. In realtà era spento forse da decenni. Non se ne fece nulla e lo avevo immaginato così. Ma almeno era gratis.
Passo ora la parola alla Redazione di OIFB + Vision oifb
A proposito, ad esempio, per l’olio extravergine di oliva - che è l'argomento di questo intervento - ciò che segue lo scrivevamo già sulle prime pagine del nostro portale, a firma della redazione, seguendo gli stimoli del nostro direttore che in materia di olio di oliva ne sa più di tanti profeti che si sono affacciati dopo di lui che già sul finire degli anni '50 aveva redatto un saggio sulle caratteristiche ideali di un olio extra-vergine di oliva che si potesse definire raro, e magari non disponibile per tutti.
Insomma, un extra-vergine che rispettasse i parametri descritti dal primo trattato a firma di AQL che codificava il tutto in modo esauriente e preciso, fuori dalla codificazione europolitica, che, invece, doveva far rientrare nei parametri, da loro codificati, dopo il giudizio di un Panel Test, tutti gli oli possibili dell'Europa unita, la cui discrimi- nante era che ‘non dovevano risultare 'difettosi' senza poter dare un giudizio di carattere meritorio per un extravergine di qualità superiore se non addirittura rara.
A PROPOSITO DI VINO
Ad esempio, i francesi, in fatto di vino e di comunicazione, ci hanno battuti (salvo alcune nostre realtà che li pareggiano per competenza e stile, e magari qualcuno li sopravanza ); loro, infatti, hanno protetto alcuni loro vini di caratura eccezionale, garantendone non solo la 'genuinità' ma la eccezionalità delle loro caratteristiche organolettico-sensoriali, spesso irripetibili, perché rare e quindi vicine alla perfezione, da veri e propri ‘nettari' riservati per deità del Parnaso.
D'altronde, ad esempio, ci sono capolavori che potrebbero essere inseriti in specialissime guide redatte da un consesso tutto speciale che sia in sintonia con il giudizio dei più esigenti consumatori, che oltre ad aver naso e altri sensi, e con una competenza raffinata, e che hanno portafogli disponibili per scegliere il massimo, non limitandosi al buono o all'ottimo, che investono per poter dire che hanno bevuto il massimo dell’eccellenza, scegliendolo con competenza ma anche in virtù di una certa disponibilità economica. Ma non sempre il 'massimo' costa in modo spropositato rispetto ad altre etichette, come alcuni vini che sono di 'buona od ottima qualità' ma non meritano di pretendere cifre da capogiro, solo perché un abile 'passaparola' ne ha deciso un prezzo che serve solo a giustificare una certa presunzione qualitativa, quindi un prezzo da poter sbancare le riserve monetarie, facendo vacillare il bilancio del consumatore. Non devono esistere prezzi da capogiro, come fanno alcuni imbonitori-venditori in certe TV che tentano di rifilare oggetti 'normali’, magari di un certo pregio, ma non da meritare certe cifre. Come d'altronde alcuni vini che una certa stampa giudica meritevoli di essere 'prezzati’ con cifre da capogiro. A proposito stiamo progettando un servizio speciale sui vini dai prezzi proibitivi, come qualche vino che nasce in certe vigne dell'Italia centrale - le cui etichette possono costare da 90€ a 100, altre da 100€ a 170, o da 200€ a 230, o, addirittura, da 280€ a 650.
(L'immagine di una bottiglia di bollicine Giulio Ferrari ( In VISION-OIFB è stata insignita come le bollicine tra le primissime del Mondo - Among the World's Best)
Quando dovrebbe costare allora una bottiglia di bollicine che stanno imponendosi nel mondo dei grandi raffinati gourmet (che hanno naso e complesso sensoriale con i baffi ) che scelgono, ad esempio, un Giulio Ferrari Riserva del Fondatore preferendolo, ormai, anche ad alcune grandi etichette di bollicine della celebre e celebrata terra della Champagne.
A proposito, il Giulio Ferrari viene imbottigliato solo quando la qualità è massima, ed è quindi sempre un 'millesimato' riferito ad una certa annata, spesso da ricordare.
Abbiamo fatte acquistare in una rinomata Enoteca di Milano, un Giulio Ferrari Magnum (quindi un valore almeno doppio rispetto alla bottiglia di 0,75, millesimato naturalmente, e lo abbiamo pagato, 148 €, in altra enoteca 165 €, mentre un Giulio Ferrari, sempre Riserva del Fondatore da 0,75 , nella prima enoteca 54€. altra enoteca 62€. Allora ci è venuto in mente un detto: “Buon Dio…ma che ci sarà dentro quella bottiglia?”. Quella si da 0,75, che abbiamo accennato righe sopra, per costare anche 650€ perfino 927 €. La mia giovane assistente, abile degustatrice di grandi vini...mi sussurrò, apostrofandomi Maestro: "Ci sarà una lacrima scesa dagli occhi della principessa Berenice...che la leggenda vuole che, bevendola insieme ad un calice di nettare, si poteva diventare 'immortali' o principi di buon sangue".
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Tornando sulla terra non corrotti dalla 'leggenda' di Berenice o dalle tante leggende che molti 'cronisti' tramandano con i loro scritti di cronaca vissuta, parlando di vini che, con un certo condizionamento, affermano che possono costare anche qualche mille euro o anche molto di più, ...per Bacco!. O no!?
Torniamo, terra terra, a parlare, finalmente, di olio di oliva. Diciamo subito che tutto l’olio Extravergine prodotto nel mondo olivicolo di casa nostra e di fuorivia, rappresenta solo una piccola parte dell’universo “Oli vegetali” per l’alimentazione, che comprendono alcuni oli di semi vari miscelati o semi selezionati a cominciare dal soia, dal girasole, dal mais, o di altri semi, o il semplice Olio di Oliva...senza una verginità.
Ma vorremmo parlare poi di specifici Extravergine di Oliva, controllati e garantiti, non certo, o solo, dalla burocrazia legislativa ma dalla professionalità dei singoli produttori.
Che poi nel mondo ci siano dei ‘cloni’ di Olio Extravergine di Oliva…è una questione, a volte non solo di truffe, ma di vero attentato alla salute del consumatore.
Anche negli oli rispettosi della legge che ne contempla la denominazione d’origine vi possono essere delle sorprese. In un certo senso vi è almeno la tutela della qualità minima.
I panel test messi in piedi dai politici dell’enclave europeo, infatti, si preoccupano, secondo i dettami di legge previsti dai disciplinari, d'individuare solo eventuali difetti. Nella contemplazione generale del rispetto dei parametri previsti dalle leggi comunitarie o in genere dalle leggi che tutelano gli alimenti in generale, vi sono differenti tipologie dal punto di vista sensoriale, e soprattutto delle qualità organolettiche reali.
Comunque di olio di oliva extra- vergine di qualità garantita ed effettiva, al 100%, se ne produce una quantità esigua rispetto alle quotidiane necessità delle popola- zioni che nel mondo utilizzano olio di vario genere per cucinare gli alimenti o per conservarli.
***
Ma noi abbiamo finora 'ciarlato' per poi iniziare e parlare di ciò che era nelle nostre intenzioni: ovvero di un Olio extravergine di oliva che alcuni anni fa avevamo premiato, per dare una nuova notizia ancora più gratificante.
La tastiera passa, dunque, alla Redazione
La breve cronaca della premiazione del 2007
PREMIO 'SOLE D'ORO 2007' ALL'OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA 'I TRE CAMPANILI' TIPO 'INTENSO GUSTO FRUTTATO Dalla rubrica del Portale www.oifb.com
Olio di oliva & C.
Dalla Redazione
“C’era da aspettarselo che ancora una volta questa realtà pugliese, vincesse un altro Premio, pur snobbata dalle locali attività preposte alla promozione, non come fatto eclatante, ma nel quotidiano intento di favorire, pur nelle regole etiche o deontologiche, un Olio di una realtà che opera per cercare di produrre la qualità, la più alta possibile, in un habitat dove per decenni si pensava solo a produrre la quantità, tenendo in meno conto la qualità che il mercato, sempre più esigente pretendeva, o meglio si attendeva dal comparto produttivo. A tale proposito, ricordo che in un servizio di Rai 3, di qualche decennio fa, misero in onda un servizio girato in una realtà olivicola
Pugliese, e il ‘cronista’ decantava la bellezza degli olivi e poi fece vedere una scena parlando di olive, di olio, e di grande quantità produttiva, mentre faceva vedere alcuni ‘contadini’ olivaroli, che anziché raccogliere le olive dalla pianta o cadute sulla rete o comunque in un telo o altro, rastrellavano le olive fatte cadere con delle ‘pertiche’ sul terreno sotto la pianta per una circonferenza identica alla circonferenza della chioma e poi radunavano il ‘rastrellato, ammucchiandolo e la telecamera faceva vedere olive, foglie, erba, rametti di olivo, sassolini, paglia, pezzetti di terra dura, magari lumachine e anche le ‘palline' defecate dalle pecore, ed altro. Il cronista chiede grosso modo. “Ma come fate voi a pulire e selezionare le olive?”. La risposta: "Tanto noi l'olio lo vendiamo all'industria ma lo pagano pochissimo.
Per decenni, tanti a dire la verità, sul mercato italiano, essendo noi antesignani della qualità assoluta, suggerivamo che questa si poteva ottenere sul ''campo'' partendo dalla scelta delle cultivar giuste, ai tempi della raccolta e della molitura delle olive, cercando di aiutare la natura a dare il meglio, se non il massimo.
Io che seguivo da sempre, pur provenendo dal cuore delle Sabina, indicata come terra nobile per l'altissima qualità dell''extravergine, mi ero accorto, girando per le altre zone olivicole, delle opportunità offerte, ad esempio, dalla Coratina, una cultivar principe per dare un olio di qualità.
Da qualche stagione ci è parso, e lo abbiamo registrato, che l'olio ''I Tre Campanili'', con piccoli accorgimenti selettivi, poteva assurgere al ruolo di Olio importante, per la sua tipicità, garantita dal tipo di cultivar e dell’habitat nel quale questo era allevato.
Siamo felici, per la seconda o terza volta, di premiare questa realtà pugliese visto che ''I Tre Campa- nili'', furono premiati già sul finire del 2003 in occasione della serata di Gala al GrandHotel Doria di Milano dove furono premiati, operatori e aziende, che nel mondo produttivo, e commerciale, anche riferito all’Australia e ad altri Paesi europei, avevano mostrato di essere tra i primi come etica e qualità intrinseca del prodotto e delle lavorazioni, oltre che delle corrette politiche commerciali e distributive.
Questa la motivazione del Premio:
“Il Sole d’Oro 2007, assegnato all’Extravergine ''I Tre Campanili'', estratto a freddo e nella tipologia ‘Intenso Gusto Fruttato’ merita un ufficiale riconoscimento, lasciando agli altri il fatto di non avere cultura per assolvere a questi compiti.”
Lo stesso olio extravergine, ‘normale’ si fa per dire, sempre di qualità della stessa Azienda, estratto a freddo, immaginato e prodotto per i canali della grande distribuzione, merita il nostro riconoscimento che testimoniamo nel portale ''Borsa della Spesa'' dedicato ai consumatori finali che si riforniscono dai display della distribuzione. Un ‘bravo’ ad ogni singolo uomo di quella terra che con la loro competenza e con il quotidiano impegno e lavoro, hanno aiutato la natura a regalare un prodotto di eccezionale valore organolettico e alimentare.”
Osservatorio Internazionale - Sede Milano - Settembre 2010
ATTUALITA' PER UNA NOTIZIA… che per noi è un evento.
Un evento che rallegra il cuore del nostro direttore AQL – definito dalla libera stampa, una cinquantina di anni fa, più o meno, come il più grande esperto del settore, e noi siamo fieri di comunicare col nostro stile di ‘Visiongiornalismo’ poiché ci autorizza a descrivere il suo pensiero su questo prodotto, con il relativo giudizio su NECTAR: l’Olio extravergine di Oliva in questione, creato dagli ‘uomini’ della “I TRE CAMPANILI” al quale lui ha dato alcuni consigli e tanto sostegno morale, spingendoli a dar vita a questo loro progetto che realizzato sarà il metro per confermare che loro, protagonisti di questa Azienda che fa onore alla Puglia olivicola, “Hanno dato una grossa mano alla natura per creare il meglio…anzi l’eccellenza”.
Siamo felici di poterne dare giustificazione registrando il nostro pensiero poiché come dice sempre AQL: "Verba volant…Scripta manent”, come affermò Caio Titus senatore romano
Due righe sul NECTAR...in attesa di farne la 'biografia'
Lo avevamo annunciato, fin dal primo incontro, che I TRE CAMPANILI insistendo nelle piccole sperimentazioni, ad ogni stagione, si prefiggevano di ottenere dalle olive Coratina il massimo ottenibile. Il tutto avrebbe prodotto un olio d’eccellenza, ‘spremendo’, si fa per dire, tutti quegli elementi che avrebbero rappresentato il ‘tesoro’ naturale da questa unica cultivar che hanno scelto come materia prima nobile, che, se raccolta al momento ottimale della maturazione, molita in modo ineccepibile e soprattutto ‘governata’ con intelligenza e sapere, nell’intera filiera, non solo non avrebbe deluso le attese, ma avrebbe sbalordito anche noi che da più di qualche stagione seguiamo con interresse culturale, e un pizzico di golosa, sensuale attesa, di poter degustare il frutto finale di una serie di lavorazioni intelligenti.
Avremmo con religiosa attenzione degustato, testandolo, con tutti i sensi messi in campo per non perdere il più piccolo risvolto organolettico che dopo la prova al test ci ha confermato, e ne scriviamo, che NECTAR è un premio alla nostra civiltà mediterranea che ha spalancato al mondo un capolavoro che gli uomini hanno prodotto nei secoli o nei millenni, “aiutando la natura a dare il meglio”.
Questo è il frutto dell’evoluzione dell’olivo, che partendo da una ‘specie’ selvatica della famiglia di oleacee, è rappresentata nella cultura mediterranea dall’Olea Europaea al suo massimo dell’evoluzione. Personalmente sono un evoluzionista, come convinzione culturale e per esperienze sul campo – con ricerche mirate nelle varie bibliografie, o ascoltando o seguendo scienziati e ricercatori in materia.
Non sono quindi d’accordo con coloro che dicono che tutto è stato creato dal nulla, comprese le evoluzioni di uomini, animali e piante. Ma è certamente merito dell’uomo (primo coltivatore-agricoltore) protagonista di un’evoluzione, guidata o comandata, che ha permesso la diffusione di più tipi di cultivar in habitat, spesso diversi, ma comunque sempre ‘affini’ e non troppo lontani dagli habitat ‘sopportabili’ dal tipo di pianta.
Ormai possiamo dirlo e testimoniarlo che con Nectar, “I TRE CAMPANILI” sbarcano a gonfie vele sulle tavole dei più esigenti consumatori, innamorati dell’Olio Extravergine di Oliva ‘Made in Italy’ che abbia un grado elevato di eccellenza per le sue specifiche caratteristiche organolettiche ma anche per i suoi componenti 'preziosi' per la salute, e per una alimentazione sana, gustosa e gratificante.
Il riconoscimento ufficiale da parte dell'Osservatorio (OIFB) e del parere di quello che è giudicato il più grande esperto del settore, va a premiare uno dei prodotti più rappresentativi della cultura e civilta italica, definendolo: " Primo tra i primi al Mondo"
A NEW YORK PER L'INAUGURAZIONE DI EATALY 2010 SI BRINDA FERRARI
C'era da attenderselo che a New York, in occasione dell'inaugurazione di EATALY 2010, il magico binomio Ferrari-Lunelli tornasse all'onore delle cronache mondane ma soprattutto in occasioni che esaltano l'eccellenza del Made in Italy. I miei amici francesi della terra di Champagne da un po' di tempo sanno che un compeptitor di questa levatura, come è appunto il binomio Ferrari-Lunelli potrà, se non certo sminuire il valore delle loro bollicine che hanno fatto la storia secolare dello Champagne, costringerli a tenere in mente che nelle occasioni internazionali che contano ci saranno anche i 'NOSTRI'. Possiamo dire e lo dico io che lo annunciavo come modo di dire quando qualcosa aveva il profumo del Made in Italy a livello leonardesco: "Signori...arrivano i Nostri che non scherzano!" in fatto di competitività e di Stile, non solo nella moda. New York lo ha dimostrato e la foto è emblematica: il primo cittadino della grande Mela ha brindato con le bollicine di un grande della nostra enologia e possiamo dire dell'enologia mondiale. Quindi Cin Cin!! è anche il nostro augurio che si unisce a quello di Blomberg, a di quel diavoletto di Oscar Farinetti, che le cose in grande le pensa e le fa. Per il Gruppo Ferrari Lunelli era presente il Vicepresidente Matteo Lunelli. Alla prossima volta...dunque!!
(Nella foto da sin. - Il sindaco di New York Blomberg, Oscar Farinetti e Matteo Lunelli)
Qualcuno dirà che questa volta AQL come cronista, ha posto gli argini alla tempestività, giacché quello che voglio portare a conoscenza dei nostri lettori, se fossi un normale cronista, avrei dovuto narrarlo subito a ridosso delle idi di ottobre passato, ma altri più tempestivivi di me, ne hanno scritto e ne hanno detto. Mi comporto, di conseguenza, in modo un po’ anarchico o libertario, facendo di mia testa.
Uno dei grandi rossi di casa nostra che catturò oltre che i sensi materiali anche la fantasia e il genuino edonismo delle mie scoperte enologiche. Ero, se non alle prime armi, come cronista, certamente ‘novello’ nell’arte di degustare ‘l’anima’ di alcuni grandi cru, in giro per il mondo condizionato spesso dal ‘si dice’ e non per reale impressione sensoriale. Ma quando degustai due delle grandi etichette di questo celebre rosso veronese, si era sul finire degli anni ’50, non rotto né corrotto’ da avventure azzardate, in fatto di vini, mi promisi di andare alla scoperta delle personalità di questo grande delle nostra enologia. Scoprii primi di tutto che secondo la burocratica legge dei disciplinari e delle regole, spesso lontani dalla realtà di vigna e cantina, per via della sua ‘recente gloria’ che registrava solo alcune stagioni di vita o di notorietà, era considerato un ‘parvenue’ specie dai ricchi ‘signori’ dell’enologia storica piemontese o fiorentina che si vantavano, spesso a dismisura di essere loro i progenitori della nobiltà enologica…e in parte lo erano, specie i toscani per il loro passato, narrato a rivisitato più volte da cronisti e storici.
Sera d’inverno. Interno di una casa di legno e vetro in riva al mare, non lontano da Capo Passero, in Sicilia. Cinque amici, riuniti attorno a un tavolo, guardano le alte onde sollevate dallo scirocco e assaporano lentamente un Nero d’Avola. Nel quieto alternarsi delle chiacchiere, cominciano a vagheggiare un vino capace di esprimere la natura e la cultura di quell’angolo di Trinacria. Un vino che si faccia interprete e ambasciatore di un’emozione: quella che sempre prende chi attraversa quelle terre con occhio capace di guardare, con cuore capace di sentire. Un vino che racconti la complessa bellezza di quello spicchio di mondo.
Arriva anche in Italia con il marchio Échalote de Tradition lo scalogno di qualità. Lo Scalogno Tradizionale francese fa finalmente il suo ingresso nell’universo culinario italiano: coltivato principalmente in Bretagna e nei Paesi della Loira, nel 2008 ha raggiunto una produzione di circa 35.000 tonnellate, quantitativo che designa la Francia come primo produttore europeo. Un dato importante, che sottolinea il costante impegno dei produttori francesi dell’Échalote Traditionnelle per conferire il marchio di qualità europeo a questo prodotto e la denominazione STG - Specialità Tradizionale Garantita, una grande promessa e allo stesso tempo una garanzia per il consumatore finale.
La Fratelli Rinaldi Importatori nasce nel 1957, e nel corso degli anni Sessanta e Settanta si afferma come una delle più dinamiche e apprezzate Società di distribuzione di prodotti alcolici sul mercato italiano.
Nel 1983 la Fratelli Rinaldi Importatori entra a far parte del Gruppo Buton. Dieci anni dopo, a seguito della decisione della famiglia Sassoli di cedere il Gruppo Buton agli inglesi della IDV - Grand Metropolitan, un componente della famiglia, Giuseppe Tamburi, nella speranza di continuare con successo la tradizione familiare, decide di acquistare la Fratelli Rinaldi Importatori. Dal 1993 ad oggi, il fatturato della Società è quintuplicato.
Anche all’Amarone Costasera e alla Riserva di Costasera la stessa prestigiosa valutazione
Il Campofiorin 2006 è stato classificato 5 stelle dal Gruppo Tecnico Masi. Per trovare un’altra annata stellata bisogna risalire al 1997. Il giudizio del Gruppo Tecnico Masi, infatti, è molto severo e valuta le caratteristiche organolettiche del vino in considerazione delle condizioni climatiche, non solo nella fase viticola (vegetazione e maturazione) ma anche nel delicato periodo dell’appassimento. E’ quest’ultimo il momento capace di esaltare l’alta qualità, portandola all’eccellenza, quando, assieme alla concentrazione, la sovra-maturazione fa acquisire alle uve aromi e gusti particolari.
ETICHETTATURA OLIO D’OLIVA: SODDISFAZIONE DI BRUNI (FEDAGRI) PER APPROVAZIONE REGOLAMENTO UE “Siamo soddisfatti dell’approvazione definitiva del nuovo regolamento che prevede l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine della materia prima dell’olio anche a livello comunitario, poiché esso recepisce i contenuti sostanziali del decreto nazionale sull’origine obbligatoria degli olii extravergini e vergini di oliva, in difesa della qualità e della trasparenza per il consumatore”. Così il presidente di Fedagri-Confcooperative Paolo Bruni commentando l’approvazione da parte del Comitato di gestione olio di oliva dell’UE del nuovo Regolamento Comunitario di modifica del 1019/02. “Va dato atto al Ministro – prosegue Bruni – dell’impegno profuso per il raggiungimento dell’obiettivo. Auspichiamo, tuttavia, di poter intervenire anche in materia di regole per la produzione e commercializzazione delle miscele di olii di oliva e di altri olii vegetali. Oggi in Italia vige infatti il divieto di produzione delle miscele, mentre a termini di regolamento è possibile commercializzare miscele di olii d’oliva prodotti in altri paesi”.
Per il quotidiano Le Figaro: l’Italia è il primo paese produttore di vino.
DA FEDAGRI
Bruni (Fedagri): bene anche l’export, ora occorre promuovere i consumi interni. Il quotidiano francese Le Figarò ha riconosciuto che “la Francia non è più il primo produttore di vino al mondo”: la notizia fa riferimento ai quantitativi di vino prodotti dai due paesi nell’annata scorsa: 485 milioni di casse di bottiglie in Francia contro i 552 milioni prodotti in Italia. “È positivo – commenta il presidente Fedagri-Confcooperative Paolo Bruni - che il quotidiano francese riconosca all’Italia il nostro primato. Oltre al primo posto come paese produttore, va sottolineato come sia in crescita anche il successo del vino italiano in ambito internazionale: l’Italia ne esporta oltre 19 milioni di ettolitri in 170 paesi, con una quota pari al 21% del vino
I MARCHI CONDIRISO E CONDIPASTA ACQUISITI DALLA BERNI: PER BRUNI (FEDAGRI) “È IL SEGNO DELLA COMPETITIVITÁ DELLE IMPRESE COOPERATIVE AGROALIMENTARI” “L’acquisizione da parte della Berni Alimentare dei marchi Condiriso, Condipasta e Louit Fréres è il segno della persistente vitalità e del forte posizionamento competitivo delle imprese cooperative nel mercato agroalimentare”.
Punteggio massimo per Ferrari Perlé Nero, un 'Blanc de Noirs' ottenuto dalle pregiate, anche se difficili e un po' anarchiche, uve Pinot Nero. La prova all'OIFB TEST CENTER, avvenuta mentre nell'aria si respirava già il profumo delle Feste Natalizie e di Fine Anno, ha visto come partecipanti all'evento i nostri migliori collaboratori "tutto naso e palato", non condizionati dal nome, né dalle glorie che alcuni altri capolavori firmati Ferrari-Lunelli, hanno raggiunto da tempo, ma forse erano un po' emozionati per questa prova, che qualche scettico immaginava risultati forse identici ad altri celebri Pinot Noir della terra di Champagne, alcuni dai nomi altisonanti, che spesso avevano lasciato tracce di scetticismo.
LA VIS DA I NUMERI - ANNO IN CRESCITA CON IL CONSOLIDAMENTO DELLE QUOTE DI MERCATO - IL GRUPPO LA-VIS SFONDA I 100 MLN DI CONSOLIDATO
Presentati giorni fa i risultati di La Vis sca, la realtà cooperativa trentina che in pochi anni ha saputo costruire ed organizzare una tra le più importanti realtà italiane del mondo del vino, presente con i suoi prodotti in oltre 50 Paesi del mondo. L’annata 2007/2008 al 30.06 presenta un fatturato di 53,2 mln. di euro - 40 legati al business del vino (+10% rispetto lo scorso anno) e 13 al comparto mele (+30%) – con una liquidazione ai soci che sfiora i 28 mln. di euro. Oggi la realtà La Vis lega oltre 1500 soci per una superficie di quasi 1900 ha. (1450 di sole viti) ed imbottiglia 7,5 mln di bottiglie che per il 70% sono destinate ai mercati esteri.
IL COMUNICATO DELL’AZIENDA Perlé Nero, un grande Blanc de Noirs: ecco l’ultima creazione di casa Ferrari “Straordinariamente diverso. Orgogliosamente unico. Un fuoriclasse”. E’ così che alla Ferrari descrivono l’ultimo nato della casa, il Perlé Nero, un millesimato di una linea, Perlé appunto, che appartiene alla storia delle migliori bollicine italiane e che rappresenta la prima creazione della terza generazione Lunelli, la famiglia a cui fa capo la casa trentina.
Noi, come Redazione OIFB, siamo abituati, nella nostra attività di registratori di avvenimenti, a dover redigere notizie sempre più interessanti che riguardano questa stupenda realtà aziendale che, di là dei numeri, e degli impegni quotidiani che deve affrontare e risolvere ad ogni stagione, cerca di essere sempre all’avanguardia, non solo, come dicevamo con i numeri ma soprattutto nel perseguire il massimo raggiungibile nella qualità delle proposte, in fatto di vini e di relazioni verso i variegati mercati raggiunti.
In occasione della pubblicazione del nuovo catalogo 2008/2009 de La Fattoria, importatore dei vini della Biondi Santi SpA per la Repubblica Ceca, sarà organizzata una degustazione presso il Carlo IV di Praga, un magnifico edificio in stile neoclassico ubicato nel centro storico della città. Abbiamo scelto l'affascinante capitale ceca, dove permane ancora l'attrazione per il passato e il senso per il mistero, per riproporre in degustazione una vendemmia di ben trenta anni fa’: il Brunello di Montalcino 1979 Villa Poggio Salvi. (Lo stemma della celebre Casa toscana)
ALTRE MEDAGLIE D’ORO A IWSC 2008 PER L’IRISH WHISKEY CONNEMARA! In occasione della recente International Wine & Spirits Competition (IWSC) 2008, il Peated Single Malt Irish Whiskey Connemara ha conquistato due medaglie d’oro (oltre a due menzioni aggiuntive di Best in Class) con la sua versione Classic e con il 12 anni. Questi riconoscimenti vanno ad aggiungersi alle 3 doppie medaglie d’oro che Connemara ha conseguito, sempre nel 2008, alla World Spirits Competition di San Francisco.
BRUNI (FEDAGRI): PRODUZIONE ORTOFRUTTICOLA TRE VOLTE SUPERIORE AI CONSUMI: C’E UN DRAMMATICO BISOGNO DI EXPORT
Roma, 11 novembre 2008 – “L’Italia è il primo produttore di ortofrutta del mondo, secondo solo alla Cina, con una produzione totale pari a 24,6 milioni di tonnellate nel 2007 (9,3 di frutta e 15,3 di ortaggi), mentre i consumi interni da anni non vanno oltre gli otto o nove milioni di tonnellate. Se non riusciamo a consumare neanche un terzo di ciò che produciamo – e dai primi dati sui consumi del 2008 emerge un ulteriore lieve calo – è evidente come il nostro paese sia oggi più che mai drammaticamente condannato alla esportazione”.
BEVERAGE
SEDICI NOVANTATRE: UNA STORIA DI AMICI Domenica 08 Febbraio 2009 Sera d’inverno. Interno di una casa di legno e vetro in riva al mare, non lontano da Capo Passero, in Sicilia. Cinque amici, riuniti attorno a un tavolo, guardano le alte onde sollevate dallo scirocco e assaporano lentamente un Nero d’Avola. Nel quieto alternarsi delle chiacchiere, cominciano a vagheggiare un vino capace di esprimere la natura e la cultura di quell’angolo di Trinacria. Un vino che si faccia interprete e... Leggi tutto...
RICOMPAIONO LE 5 STELLE SUL CAMPOFIORIN IL VINO AMATO DA GOFFREDO PARISE Domenica 08 Febbraio 2009 RICOMPAIONO LE 5 STELLE SUL CAMPOFIORIN IL VINO AMATO DA GOFFREDO PARISE', '', 'RICOMPAIONO LE 5 STELLE SUL CAMPOFIORIN IL VINO AMATO DA GOFFREDO PARISEAnche all’Amarone Costasera e alla Riserva di Costasera la stessa prestigiosa valutazioneIl Campofiorin 2006 è stato classificato 5 stelle dal Gruppo Tecnico Masi. Per trovare un’altra annata stellata bisogna risalire al 1997. Il giudizio del Gruppo Tecnico Masi, infatti, è molto severo e... Leggi tutto...
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ALLA SCOPERTA DEL FOOD PER IL FUORICASA Domenica 01 Giugno 2008 Dovendo affrontare il problema della 'razione' di proteine che entrano di prepotenza, spesso in modo esagerato, nella dieta quotidiana della maggior parte dei cittadini consumatori, cercheremo di informare il lettore su cosa succede nel rapporto tra la necessità di alimentarsi, per rispondere alle esigenze naturali d’ogni organismo vivente, e le 'voglie' di compiacersi gratificando i sensi: la vista, per... Leggi tutto...
SALUMERIA E' PARTNER IDEALE PER IL MANGIAR FUORICASA Domenica 25 Maggio 2008 In soli tre anni il consumo fuoricasa ha avuto un trend di crescita superiore al 24%, e la tendenza è destinata, secondo le nostre previsioni, ad aumentare ancora per attestarsi su nuove posizioni che si stabilizzeranno in virtù di consolidati atteggiamenti nei modi e momenti di consumo. Un fenomeno sempre più in espansione quello della socialità conviviale che è il "mangiarfuori”... Leggi tutto...
VIAGGIO NEL CUORE DEL RISO GALLO Domenica 25 Maggio 2008 In sanscrito lo chiamavano... "Vrihi", e a dire il vero, risulta subito un'assonanza con la dizione attuale, assonanza che si perfeziona, se così si può dire, con il termine adottato nelle lingue iraniche, e cioè "Brizi", per arrivare, nel bacino del Mediterraneo, al greco "Oriza" che i romani, nazionalizzandolo come del resto avevano fatto per i nomi degli dei, hanno fissato nel... Leggi tutto...
UNO..,DIECI... CENTO...TANTI ACETI, POI CI SONO I 'BALSAMICI' Sabato 17 Maggio 2008 L’aceto TRADIZIONALE, o NORMALE, si ottiene dalla fermentazione (acetificazione) del vino. Responsabili del processo sono alcuni microrganismi detti acetobatteri o batteri acetici, che trasformano l’alcol etilico presente nel vino in acido acetico; il loro sviluppo è favorito dalla presenza di ossigeno (e quindi di aria) e da una concentrazione di alcol non troppo elevata. Leggi tutto...
PATATINE FRITTE: DALL'OLANDA CON TANTO DI GUSTO Venerdì 16 Maggio 2008 Per comprendere l’attrazione di molti, specie giovani e giovanissimi, verso le patatine fritte, specie se di qualità ottima, come lo sono quelle firmate Lamb Weston, elenchiamone le specificità rifacendoci, oltre che alle informazioni ufficiali, anche ai pareri di molti titolari di locali che hanno nelle patatine uno degli elementi determinanti nelle loro offerte, specie se preparate con professionalità e mestiere e partendo da materia... Leggi tutto...
IL PESCE FRESCO SI 'DIBATTE' TRA VALUTAZIONI IN AUMENTO E ALTRE IN DECISO RIBASSO... LUI MUTO STA AL Venerdì 16 Maggio 2008 Il prezzo al dettaglio del pesce fresco, sappiamo che dipende in gran parte dall'andamento del mercato ittico in generale, anche se alcune insegne, in questi ultimi mesi, non hanno prodotto aumenti rilevabili, al contrario, in alcune (soprattutto nei Supermercati rispetto agli Iper o Superstore) ci sono tendenze al ribasso, anche se per tipologie di pesce o particolari tagli come filetti di trota e... Leggi tutto...
IL PANE UN TEMPO ERA STRETTAMENTE LEGATO ALL'ECONOMIA... ATTUALMENTE PIU' ALL'EDONISMO E ALLA MODA Venerdì 16 Maggio 2008 ...QUANDO NON AD UNA MARGINALE ABITUDINE, A VOLTE RITENUTA QUASI SUPERFLUA. Il pane nella Grande Distribuzione, si sperava che fosse un arma per controbattere la scalata dei prezzi di questo nostro quotidiano alimento che a vari livelli viene consumato da tutte le famiglie e che comunque interessa l'intero target di consumatori. Il pane, purtroppo, ha assunto negli ultimi anni un ruolo anche 'edonistico' e di costume visto che una sottile, ma... Leggi tutto...
OSPITALITA' AL TOP
AGRITURISMO VILLA PARADISO Martedì 23 Febbraio 2010 In una delle testate, che avevo fondato, e anche dirigevo, che trattava di agricoltura in previsione degli anni 2000 ( si era allora intorno al 1971 ) avevo scritto un diario immaginifico di un viaggio 'campestre', pensando ad una trasformazione epocale, con riferimento agli spazi ideali per attivare, in previsione di uno sviluppo turistico, luoghi deputati all’accoglienza di potenziali ‘clienti’ in cerca di una vacanza,... Leggi tutto...
DOPO 1O ANNI IL RITORNO A "LA BOCCA" DI CORSICO Lunedì 07 Luglio 2008 A “LA BOCCA” di Corsico, ci sono tornato dopo tante stagioni per vedere, e tener di conto, cosa poteva essere cambiato nel frattempo. Dopo quasi una decina d’anni l’unica cosa che è cambiata sono gli anni in più di pratica e di lavoro sodo al servizio dei Clienti che sono tutti o quasi dei ‘fedelissimi’, anche se il giro esiste per via del passa parola che vale più di tanto soldi spesi in... Leggi tutto...
CASTELLO & LOCANDA DEL RE GUERRIERO Venerdì 13 Giugno 2008 Nel 1466 Bianca Maria Visconti, vedova del Duca Francesco Sforza, investì del Feudo di San Pietro l’importante famiglia piacentina dei Barattieri. Al giureconsulto Bartolomeo Barattieri, amante del luogo, si deve la fondazione dell’edificio, sui resti di uno più antico, nel 1491. Nei secoli il Castello non ha mai subito sostanziali modifiche, e offre oggi una fedele e preziosa testimonianza di dimora gentilizia... Leggi tutto...
MILANO: OSPITALITA' GLOBALE Mercoledì 21 Maggio 2008 A Milano vi sono tre rinomate Case che si differenziano per l'atmosfera intima ed accogliente, la posizione, la qualità degli arredi, il servizio, l’offerta della prima colazione, la cura meticolosa di ogni particolare, ed altro ancora (ristoranti, bar con musica dal vivo, ampi e comodi garage): 'doriagrandhotel', 'hotelpolizianofiera' e 'Hotel Manzoni'. Le tre strutture, tutte a Milano, sono dislocate nei principali punti strategici della... Leggi tutto...
HOTEL MANZONI nel cuore della Milano che conta Martedì 20 Maggio 2008 Passano giorni, mesi, anni e il Manzoni è sempre presente in questo angolo d’oro dell’antica Milano, in un silenzio quasi bucolico; a pochi metri la regina attende tutti: bella, sfarzosa e raffinata, Montenapo.Nomi famosi, e non, alloggiano in questa Casa privata. L’Hotel Manzoni, Casa fondata nel 1952, si trova nel centro del quadrilatero della moda milanese in via Santo Spirito, a soli 150 metri da via Montenapoleone, a meno di 100... Leggi tutto...
ATTESTATO DELLE ARTI MESTIERI PROFESSIONI AL RISTORANTE 'LA SCUDERIA' DI PALERMO Sabato 17 Maggio 2008 <simbolo di sublime e raffinata Ospitalità,che con passione e grande mestiere regge lesorti del Ristorante LA SCUDERIA di Palermoriferimento della cultura della tavola, espressione massima della civiltà gastronomica mediterranea>.L'Uomo, la professione, la civiltà... Fedele alla tradizione, ma anche moderno e proteso al divenire, questo locale è gestito con mestiere e intelligenza, con un occhio al libro mastro e un altro a soddisfare... Leggi tutto...
RISTORANTE 'DUE CAMINI': L'OSPITALITA' FIRMATA FRANCA E LUCIA MERZ Giovedì 15 Maggio 2008 ALTOPIANO DI PINE' NEL CUORE DEL TRENTINO: al 'DUE CAMINI' UN LOCALE DA VISITARE E DA VIVERE A mille metri di quota, nello splendido scenario dell'Altopiano di Pinè, a nordest di Trento, esiste un ristorantino, con annesse accoglienti camere per un salutare soggiorno, per famiglie, e per solitari navigatori del mondo. Un piccolo locale che merita la nostra attenzione per l'ottimo rapporto tra... Leggi tutto...
ANTICA OSTERIA RAMPINA (dal 1500) Giovedì 15 Maggio 2008 Da trent’anni i due fratelli Gagliardi , Angelo e Lino, fanno della classicità, e di un personale stile nel gusto dell’ospitalità a tavola, la loro filosofia, nello storico locale sulla via Emilia, a due passi da Melegnano.Basterebbe scorrere la loro lista vini, la più impegnativa che ci sia in Italia, per volume ma anche per valore, e certamente tra le più complete in giro per il mondo, anche se trapela... Leggi tutto...
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